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Risultati da 1 a 7 di 7
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    Predefinito Juventus - Catania 1 - 1

    Juventus-Catania (1-1): webcronacadi Gennaro Insuperabile

    Juventus-Catania 1-1

    Foto Barbagallo
    Vai Pabloooooo!!!JUVENTUS (4-4-2): Manninger; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie; Marchionni (69' Salihamidzic), Poulsen, Marchisio (82' Tiago), Giovinco (82' Nedved); Amauri, Del Piero. A disp.: 12 Chimenti, 4 Mellberg, 15 Knezevic, 27 Ekdal, 9 Iaquinta. All. Ranieri

    CATANIA (4-5-1): Bizzarri; Sardo, Silvestre, Terlizzi, Silvestri; Izco, Biagianti, Ledesma, Tedesco, Llama (46' Plasmati); Morimoto (60' Martinez; 82' Baiocco). A disp.: 12 Kosicky, 3 Sabato, 6 Stovini, 10 Dica. All.Zenga.

    INDISPONIBILI: Andrade, Zanetti, Zebina, Camoranesi, Trezeguet, Buffon; Spinesi, Carboni, Alvarez.

    RETI: 16' Amauri, 68' Plasmati.

    SQUALIFICATI: -

    DIFFIDATI: -

    ARBITRO: Pierpaoli di Firenze.

    AMMONITI: Ledesma, Bizzarri, Silvestre.

    ESPULSI: -

    ANGOLI: 6-3 per la Juventus.

    RECUPERO: 0' e

    SPETTATORI: 30.000.

    PRIMO TEMPO
    Ranieri sceglie Giovinco, proponendo un attacco munito con Amauri e Del Piero, mentre tante sono le sorprese in casa Catania: 4-5-1 addirittura senza Stovini e Mascara; in campo a sorpresa Izco, Llama e Morimoto come unica punta.

    6' grande occasione per il Catania. Gran cross di Llama dalla sinsitra e Silvestre impatta da centro area di destro spedendo il pallone di poco alto sopra la traversa.

    10' Ancora Llama propone un pericoloso cross dalla sinistra, con palla che attraversa pericolosamente tutto lo specchio della porta.

    15' Catania pericoloso con Izco che si incunea sulla destra e crossa rasoterra al centro, ma Llama non e approfitta.

    16' La Juve passa alla prima occasione. sardo non contrasta Giovinco, crossa al centro e perfetto colpo di testa di Amauri che non lascia scampo a Bizzarri. Nell'occasione ingenuo Silvestre.

    17' Replica subito il Catania con un buon tiro di Izco dal limite, ben parato in tuffo da Manninger.

    24' Del Piero realizza una gran rete con un colpo a giro, ma l'arbitro giustamente annulla per off-side.

    32' Poulsen, servito da Del Piero, spara un destro dai 20 metri alto sopra la traversa.

    37' Gran tiro di Biagianti dai 30 metri e splendida parata in tuffo di Manninger.

    41' Llama si fa vedere con un'ottima punizione dai 30 metri: tiro secco e teso che passa a mezzo metro dal palo sinistro di Manninger.

    43' Giovinco ci tenta dai 18 metri, buona la parata in presa sicura di Bizzarri.

    La prima frazione si chiude con la Juve in vantaggio di misura. Buon Catania, ma troppo leggero in avanti. 45' assolutamente agghiaccianti di Gennaro Sardo. Non una grande idea schierarlo su Giovinco.

    SECONDO EMPO
    Zenga sostituisce l'argentino Llama con Plasmati. Il Catania passa al 4-4-2.

    4' Ammonito Ledesma per fallo al limite dell'area su Giovinco, sfuggito a Sardo.

    5' Sulla punizione Del Piero spara sulla barriera: la deviazione si spegne a un metro dal palo destro di Bizzarri.

    15' Dentro Martinez, fuori Morimoto.

    18' Giovinco uccella Sardo e si presenta davanti a Bizzarri: strepitoso l'intervento ravvicinato dell'estremo argentino.

    23' Il Catania pareggia: gran cross di Tedesco dalla sinistra e Plasmati sfrutta un errore di Chiellini e appoggia di testa in rete da due passi. Dopo Milano, ecco Torino.

    24' Doppia traversa della Juve con Del Piero e Amauri abili a colpire di testa su incursione di Giovinco.

    27' Del piero entra in area e spara a colpo sicuro da posizione felice: miracoloso Bizzarri.

    28' Ancora Giovinco sulla sinistra mette in moto Del Piero con un cross dal fondo: il Catania salva sulla linea.

    32' Amauri se ne va di forza sulla sinistra, entra in area presentandosi davanti a Bizzarri che chiude in angolo.

    33' Ancora sulla sinistra, corsia laterale assolutamente regalata alla Juve, giovinco se ne va, mette in mezzo, miracoloso Bizzarri sulla deviazione ravvicinata di Amauri.

    35' Del Piero su punizione (dubbia) dal limite spara sulla barriera.

    37' Dentro Baiocco per Martinez (che gioca solo 20 minuti) nel Catania; Tiago e Nedved per Marchisio e Giovinco nella Juve.

    45' Nedved ci tenta dal limite, il rasoterra diagonale di destro finisce un metro a lato.

    48' Amauri, servito da un cross di Poulsen, devia di destro in diagonale con palla di poco a lato.

    •   Alt 

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  2. #2
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  3. #3
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    Ancora una bella prova contro una grande squadra... ONORE AL CATANIA!!!

  4. #4
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    Diciamo che dopo due autoreti regalate all'inter, le due traverse della juve di ieri pareggiano un pó il conto.
    FORZA CATANIA!

  5. #5
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  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Toninuccio Visualizza Messaggio
    Ancora una bella prova contro una grande squadra... ONORE AL CATANIA!!!
    Grazie...e complimenti...

  7. #7
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    RASSEGNA STAMPA: “CATANIA ANCORA ATTACCATO AL TRENO DELLE PRIME”

    Scritto da Andrea Mazzeo il 25 Set 2008 alle 050 pm | Argomento: Rassegna Stampa



    Dopo il clamoroso pareggio di ieri sera dei rossazzurri all’Olimpico di Torino contro la Juventus, spazio alla nostra completa Rassegna Stampa. “La Gazzetta dello Sport” sottolinea la trappola ben congeniata da Zenga ma non elogia nelle pagelle il gioco degli etnei. “La Sicilia” sottolinea la festa dei tifosi nello strappare un punto ai bianconeri come lo scorso anno. Il “Corriere dello Sport“ e il “Tuttosport” non lesinano a celebrare la sfortuna dei bianconeri. Più critico il giornale piemontese. Plasmati strappa un plauso su entrambe le testate.

    Iniziamo da “La Gazzetta dello Sport” che in prima pagina pubblica il titolo “Juve fermata da Zenga“. A pagina 6 pubblica il titolo “Juve Intrappolata - Ancora Amauri: il Catania resiste”. Scrive così l’inviato della rosea Luca Curino: “Dalla fuga solitaria al riassorbimento nel gruppo. E’ amara la quarta giornata per la Juventus che inciampa in casa contro un bel Catania: Plasmati replica nel secondo tempo al vantaggio di Amauri, ancora lui, nel primo. I bianconeri recriminano per un rigore non concesso sull’1-0 a Marchionni, placcato da Silvestri mentre esce dall’area, e per due traverse di Del Piero e di Amauri nella stessa azione, oltre che per una quantità di occasioni costruite dopo il gol del Catania. Ma proprio questo è il peccato degli uomini di Ranieri, che premono sull’acceleratore solo dopo essere stati raggiunti. Tutti rimpianti che non vengono compensati dall’ottimo debutto di Sebastian Giovinco, il più pericoloso, generoso rifinitore richiamato inspiegabilmente dal tecnico a una decina di minuti dalla fine. Così la Juve, staccata dall’Inter, viene superata da Lazio e Atalanta e raggiunta dal Napoli, con il Catania che invece resta meritatamente attaccato al treno delle prime. C’è tempo per rimediare, ma i due punti lasciati ieri sul prato dell’Olimpico peseranno a lungo. Il problema è che i torinesi non riescono a chiudere le partite. Era successo alla prima giornata a Firenze, quando furono raggiunti allo scadere da Gilardino. Contro l’Udinese hanno rischiato un rigore sempre al 90′, poi a Cagliari è stato Manninger a mettere i pugni sull’ultimo assalto di Matri. Stavolta non è andata così bene perché quando Tedesco al 23′ s.t. ha crossato da sinistra, Chiellini ha ciccato il pallone e regalato a Plasmati il gol dell’ 1-1. Episodio del rigore a parte (13′ st), la responsabilità è dei bianconeri che non riescono a segnare la seconda rete e a spegnere le velleità degli avversari. Viceversa il Catania ha il merito di non rassegnarsi allo svantaggio e di credere nel pari, poi difeso con i denti. Ranieri manda in campo tutti i suoi giovani di ritorno. De Ceglie, Marchisio e Giovinco nel ruolo di Nedved agiscono tutti a sinistra e si aiutano l’un l’altro. Forse anche per questo risultano più efficaci di Grygera, Marchionni e Poulsen dall’altra parte. Davanti svetta Amauri e Del Piero si affanna a cercare varchi, quasi sempre occlusi da Biagianti. In mezzo non si passa, così la Juve prova a manovrare sulle fasce. Ma a destra Marchionni non riesce a passare Silvestri, mentre a sinistra Giovinco mette in croce Sardo già al 16′, quando crossa alla perfezione per Amauri, al terzo gol consecutivo. Peccato però che il brasiliano dopo la rete si eclissi per quasi un’ora. Non Giovinco, che continua a macinare palloni per le punte, specialmente dopo l’1-1 quando porge a Del Piero e a Poulsen tre palle d’oro. Perciò risultano incomprensibili la sua sostituzione e quella contemporanea di Marchisio, tra i migliori, rimpiazzato dall’insulso Tiago. Il centrocampo della Juve, fulcro della sua solidità, stavolta stenta perché il Catania in mezzo ha un uomo in più. Con Biagianti piazzato davanti alla difesa, Izco e Llama rapidi sulle fasce, Ledesma e Tedesco in mezzo, smonta sul nascere le iniziative bianconere. Ma anche in fase di costruzione, con i terzini che salgono contemporaneamente, il Catania fa circolare bene la palla, almeno fino alla trequarti. Morimoto fa da specchietto per le allodole per favorire gli inserimenti di Tedesco e soprattutto di Ledesma. Bravo Zenga che rischia mandando Mascara e Paolucci in tribuna e Stovini in panchina. Ma con il 4-1-4-1 con cui schiera i suoi nasconde la palla alla Juventus e nel secondo tempo fa i cambi giusti, alzando il baricentro con Plasmati e Martinez e poi riabbassandolo con Baiocco. Negli ultimi 20′ i siciliani subiscono l’assedio della Juve, non tengono una palla, perdono tempo e ricorrono alle maniere forti. Nedved, Del Piero e Legrottaglie sfiorano il 2-1 nel recupero, ma per la Juve è tardi e per il Catania è festa”.
    Decisamente non concordiamo le pagelle di Francesco Bramardo:
    Bizzarri 7; Silvestri 5.5; Terlizzi 6; Silvestre 5; Sardo 5.5; Biagianti 6; Izco 5.5; Ledesma 6; Llama 5.5; Tedesco 6; Morimoto 5; Plasmati 6.5; Martinez 5.5.
    Nella sezione siciliana a pagina 57, il titolo di testa è “Bizzarri e il turnover «Un Catania da urlo»”. Scrive così l’inviato Francesco Caruso: “Non c’è due senza tre: terzo 1-1 consecutivo per il Catania contro la Juventus. Nonostante il potente rimescolamento del mucchio, il Catania al cospetto di una Juventus sempre più granitica non ha sfigurato. Non fosse stato per quel diavolo di un Amauri che ha gelato le speranze rossazzurre al primo affondo bianconero forse la squadra di Zenga sarebbe riuscita a chiudere imbattuta anche il primo tempo. Fino a quel momento infatti era stato più Catania che Juve. A cominciare dalla clamorosa occasione sprecata da Silvestre su azione d’angolo dopo appena 6 minuti di gioco. Del resto il brasiliano accasatosi quest’estate a Torino l’aveva detto che per lui questo era una specie di derby e la sua almeno nel primo tempo è stata l’unica vera occasione pericolosa della formazione di Ranieri. Gli etnei anche privi di parecchi titolari (sebbene ormai non sappiamo se sia giusto chiamarli così) ha retto bene il confronto soprattutto sul piano fisico. E pure dopo essere passata in svantaggio non si è affatto intimorita e ha continuato a macinare gioco per pareggiare. Meritato con il novello cannoniere della serie A, Gianvito Plasmati. Il suo sorriso illumina la serata dell’Olimpico, gli sembra di vivere un sogno, giustamente: «Nell’intervallo me l’aveva detto il magazziniere Vito: entra e segna. Ma la dedica è come a Milano per quelli che mi vogliono bene e mi sono stati vicini nei momenti bui». E a proposito, fuori c’era il fratello ad aspettarlo e fra i due è scattato un abbraccio da emozioni vere: «Emozioni che non riesco a raccontare e a spiegare». Terlizzi non aveva mai indossato la fascia di capitano con il Catania, una soddisfazione in più per lui questo pareggio pesantissimo di Torino: «Faccio i complimenti a Zenga per questa impresa, abbiamo meritato il punto guadagnato anche se con un pizzico di buona sorte, glieli avevo fatti già in privato, è giusto riconoscere anche pubblicamente i suoi meriti. E bravo a Plasmati non solo per il gol realizzato ma anche perché gioca sempre per la squadra. Stando spalle alla porta avversaria ci permette di risalire e di guadagnare terreno. Abbiamo disputato un gran bel primo tempo non abbiamo dato occasioni alla Juve». Stupito come tutti dalle rivoluzioni del tecnico: «La formazione ce la comunica poche ore prima della partita e stiamo tutti sulla corda e riusciamo a farci trovare pronti. La forza del Catania è proprio questa: siamo tutti titolari. Quello che ci è mancato l’anno scorso quando c’era qualcuno che si sentiva più titolare di altri e quando mancava sembrava fosse la fine del mondo».

    Passiamo al giornale di casa nostra “La Sicilia”. In prima pagina fa bella mostra di sé la foto di Plasmati autore del gol pareggio. Il titolo è “Che Catania!”. A pagina 17 il titolone è “Plasmati risponde al gol di Amauri poi Catania stoico”. Questo il commento dell’inviato Andrea Lodato: “Mamma mia salgono i brividi su dalla schiena. Certo un punto si era fatto appena un paio di mesi fa qua a Torino e contro la Juventus. Ma era tutta un’altra storia ci ricordiamo. Questo campionato è appena cominciato, bianconeri che pensano allo scudetto, addirittura che si presentano con il primato in tasca, condiviso con l’Inter. Altra storia, questa, un punto che emoziona, che conferma tutto il bello che del Catania si era visto sinoa ieri e che viene ribadito in una serata di bel calcio, giocato a viso aperto anche in momento di oggettiva difficoltà. Zenga, per nulla amato a Torino per la sua storia nerazzurra, aveva costruito una rete per la Juventus. Una bella gabbia, ottimamente congegnata. Una rete, però, con qualche ineviutabile smagliatura, perchè quando ti distrai un attimo, uno solo, la Juventus, che non è una squadra mostruosa, ma ha un paio di mostri di provato talento, fa, in quell’attimo fatale, quel che non gli hai fatto fare quando l’hai tenuta ben chiusa dentro la rete”. Passiamo a Giovanni Finocchiaro e al suo articolo intitolato
    Zenga, turnover vincente ‘Per me tutti sono titolari’“: “Zenga ci spiega la rivoluzione di Torino? Nessuna rivoluzione ho schierato in campo undici giocatori, che ho ritenuto in forma, forse più rispetto ad altri. Il turnover è uno dei capisaldi del suo credo calcistico. Io valuto il lavoro del gruppo e considero tutti quanti sullo stesso piano. Avevo detto in settimana che la formazione del catania non si costruisce in base ai nomi, ma seguendo la traccia che offre la settimana di lavoro. Tutti titolari, una volta tanto una frase fatta tipica degli allenatori diventa una realtà sorprendente per i tifosi, scomoda per gli avversari. Che volete farci? Io lavoro così, non faccio tabelle predefinite. deve parlare il campo. Dal campo, se dobbiamo proprio parlarne,arrivano segnali precisi. Le punte continuano a segnare e nel turnover del gol tocca a Plasmati esultare alla maniera dei dervisci rotanti. Quando scelgo undici giocatori mi spiace per chi va in panca o in tribuna. Se si lavora con impegno allora l’allenatore ha difficoltà al momento di spedire in panca qualcuno. Plasmati aveva fatto centro anche contro l’Inter, sono felice per lui, sta seguendo alla lettera i consigli di tutti quanti. Bravo Tedesco a confezionare un assist delizioso. Che effetto fa pareggiare con la Juve? E’ un’emozione che si rinnova dopo quella della stagione scorsa, loro hanno spinto e segnato, noi non ci siamo disuniti, tenendo un atteggiamento lucido e propositivo. dopo l’uno a uno era logico che una squadra che schiera campioni di quel calibro, cercasse di spingere per vincere la partita”.

    In successione passiamo al “Corriere dello Sport Stadio” che in apertura pubblica il titolo “Catania, stop alla Juve“. A pagina 7 il titolo è emblematico: “Juve di rabbia. Il Catania tiene“. Scrive così l’inviato Luciano Bertolani: “La Juve non è stata in grado di ri­spondere all’Inter. L’ha fermata un grande Catania capace di scendere in campo nella tana del lupo bianconero per fare la partita sin dal primo minuto. E quando i ragazzi di Zenga hanno incassato il gol di Amauri in­nescato dal gioiellino Giovinco dopo un quarto d’ora, non hanno fatto una piega. Vi­sto che erano riusciti a intrappolare i ragaz­zi di Ranieri, hanno continuato in quel mo­do sino a quando Walter non si è inventato i cambi giusti mandando in campo Plasma­ti eppoi Martinez. Il secondo ha suonato la carica, il primo ha pareggiato. La Juventus insomma si è incartata malamente perden­do due punti fondamentali: ha lasciato scap­pare l’Inter in fuga solitaria ed è stata anche scavalcata in classifica da Lazio e Atalanta. Un calo di tensione imprevisto e pericoloso. La Juve era in pesanti difficoltà e prigio­niera della migliore organizzazione del Ca­tania, ma dopo un quarto d’ora di sofferen­ze è riuscita a piazzare il colpo giusto. Me­rito di un diabolico cross di Giovinco che Amauri ha infilato nella porta di Bizzarri. Terzo gol del brasiliano in campionato ma soprattutto una perla rara da parte del ra­gazzino- formica che Ranieri ha schierato esterno sinistro di centrocampo al posto di Nedved che sinora aveva giocato tutte le partite. Applicando un sapiente turnover in vista delle prossime due partite roventi (sa­bato la Samp, martedì il Bate Borisov), Ra­nieri ha fatto debuttare, oltre a Giovinco, anche De Ceglie dal primo minuto confer­mando Marchionni a destra e Marchisio al fianco di Poulsen. Mellberg, Molinaro e Sis­soko, indispensabili nelle prossime due par­tite, sono finiti in tribuna, Ekdal, Tiago, Knezevic e Nedved in panchina. Ma torniamo a Giovinco. Il ragazzo ha ri­sposto alla grande alla chiamata di Ranieri tirando fuori un primo tempo ricco di buo­ne idee e di buona volontà. Il pubblico si è infiammato di fronte ai numeri del piccolo talento bianconero e tutto sommato anche un primo tempo non certo esaltate da parte dei bianconeri è finito in cavalleria. Il Cata­nia ha fatto un’ottima impressione: ha tenu­to spesso in mano il pallino del gioco, ha co­stretto la Juventus a patire qualche soffe­renza soprattutto nella fase di ripartenza perchè i centrocampisti di Ranieri rara­mente riuscivano a sottrarsi alla ragnatela del nemico. Izco ha creato qualche difficol­tà a De Ceglie, Ledesma ha fatto patire non poco Marchisio che ha stentato a entrare in partita sicché la Juve è stata costretta ad affidarsi agli omini di maggior classe: Gio­vinco, Del Piero e Amauri. Il capitano non era partito benissimo, ma si è rinfrancato abbastanza in fretta. Si è prodotto in qual­che delizia tecnica, ha fatto un gol giusta­mente annullato per fuorigioco, ha tentato la via del primo gol personale anche su pu­nizione. Ma alla resa dei conti è stato Man­ninger il portiere più impegnato e la cosa evidenzia in modo corretto il rapporto del gioco in campo. L’austriaco in particolare si è travestito da Buffon per deviare in ango­lo una botta di Biagianti destinata all’incro­cio. La Juve non è stata capace di scuotersi dai torpori neppure nella ripresa e siccome il gol era stato a lungo nell’aria, è anche ar­rivato alla metà del tempo: cross di Tedesco dalla sinistra e gol di Plasmati con pesanti responsabilità dei due bianconeri Grygera e Chiellini. Per la cronaca l’attaccante di Zenga, al secondo gol in serie A, aveva se­gnato a San Siro contro l’Inter. Soltanto do­po lo schiaffone la Juve ha reagito con forza mettendo nella contesa un po’ del suo proverbiale carattere. Ma non è stata fortunata: palo di Del Piero, traversa di Amauri e almeno altri due miracoli di Bizzarri entrato tra i protagonisti. Negli ultimi sette minuti Ranieri si è giocato le carte Tiago e Nedved togliendo dalla scena l’ottimo Gio­vinco che stava suonando la carica. Il pub­blico non ha gradito. Zenga ha risposto met­tendo fuori Martinez (uno dei protagonisti della rimonta con Plasmati) e questa volta non ha gradito il ragazzo uscito dal campo imbufalito e senza un saluto. La Juve ha ca­ricato a testa bassa, ma ormai i tre punti erano volati via. Troppo tardivo il risveglio bianconero, troppo convinto l’ottimo Cata­nia deciso a portarsi via il risultato clamo­roso. L’ultimo brivido lo ha regalato Saliha­midzic con un diabolico colpo di testa sul quale Bizzarri ha compiuto l’ultimo mira­colo.

    Chiudiamo al solito con il “Tuttosport” che finalmente ci dedica la prima pagina con il titolo “Pari del Catania! Quante occasioni sprecate“. Subito a pagina 2 l’articolo della gara di ieri con il titolo “Che Juve, che rimpianti!”. Scrive così Vittorio Oreggia: “In una di quelle notti in cui il pericolo di combinare boiate è consi­stente, dove basta poco per violentare ambizioni rilu­centi, dove tra fatica e sup­ponenza qualsiasi avversa­rio può trasformarsi in un agguato agonistico, la Ju­ventus non è riuscita a sal­varsi dalle proprie debolez­ze e ha finito per consegna­re il pareggio al Catania, due punti di vantaggio all’Inter, addirittura tre po­sizioni in classifica. Lo sci­volone bianconero si è com­piuto proprio mentre i tifosi chiedevano a Claudio Ra­nieri di «portarli a Roma», perché nella Capitale si di­sputerà la finale di Cham­pions League. Allora è bene chiarire subito un concetto, per scongiurare altri equivo­ci: se in virtù di un antico adagio tutte le strade porta­no lì, nella città del Colosseo, è altrettanto indi­scutibile che ci vorranno prestazioni diverse rispetto alla prova con la quale i bianconeri si sono fatti in­trappolare dai siciliani per mirare dritti all’Europa. E non vale neppure la consi­derazione che una volta equilibrato il gol di Amauri con l’intuizione dell’ottimo Plasmati, la Juventus ha schiacciato gli avversari nel­la loro metà campo, ha colpi­to due traverse di fila, ha eletto il portiere Bizzarri a eroe della gara. Non vale questa considerazione e non valgono nemmeno le riflessioni sulla portata del­la sfiga che ieri sera ha sicu­ramente penalizzato i bian­coneri. In verità non c’è sta­to quasi nulla che abbia fun­zionato, né la spinta atleti­ca, né le coordinate tattiche, né le incentivazioni dei sin­goli, né le correzioni in corsa dell’allenatore. Certo, ogni tanto capitano partite così, specialmente nel mezzo di un ciclo di impegni terribi­le, in cui vengono frustate e frustrate la tenuta fisica e nervosa; partite che possono essere risolte solo con un guizzo, un colpo di magia, persino una botta di fortu­na; partite alle quali non bi­sogna chiedere niente sotto il profilo dello spettacolo ma che devono consegnare ap­pena un risultato accettabi­le, da impacchettare e por­tare a casa. Esattamente co­sa è successo contro il Cata­nia che Walter Zenga ha avuto l’umiltà di ridisegna­re con un mediano davanti alla retroguardia e una sola punta, il giapponese Mori­moto, ma con due esterni al­ti assai intraprendenti, Izco e Llama. Con il tridente si sarebbe votato al suicidio, in questo modo ha rimediato un pareggio dignitoso ancor­ché generoso. La variabile Giovinco, schierato dall’ini­zio e con compiti vagamente simili a quelli che di solito vengono assegnati a Nedved, ieri tenuto in pan­china per 85 minuti, si è ri­velata molto incisiva perché senza Camoranesi e con Marchionni opacizzato per chissà quale ragione, il Pic­colo Fenomeno ha garantito vivacità alla manovra. Lui che era all’esordio - e persi­no più di Del Piero, volente­roso ma non ispiratissimo, se non quando la gara si è inclinata su un piano sfavo­revole - ha scheggiato il match con l’assist per la re­te di Amauri, la terza in campionato, di testa, in an­ticipo su Silvestre. Lui che era minuscolo in contrappo­sizione a quei giganti ha re­citato la parte del protago­nista assoluto: partendo da sinistra e accentrandosi, sfruttando la rapidità di gamba e il baricentro basso, con frequenti cambi di velo­cità, indiavolato per mille ragioni, tra le quali in rin­novo del contratto, ha man­dato in sofferenza la Magi­not siciliana. L’unico che ci sia veramente riuscito. In fondo, non c’è da stupirsi se la Juventus è stata (e sarà) prevedibile dal momento che con Poulsen e Marchisio, però lo sarebbe pure con Sissoko, forse un po’ meno con Zanetti, il cen­trocampo è massiccio ma po­co geniale. Il canovaccio re­sta il medesimo: palla a chi sta davanti, in preferenza ad Amauri, e grande conte­nimento per tutelare la di­fesa e il portiere. L’austriaco Manninger, che ha sostitui­to l’incidentato Buffon, è stato bravo sia sulla conclu­sione di Izco sia sul tiro di Biagianti, però non ce l’ha fatta a intercettare la zucca­ta di Plasmati, al 22’ della ripresa. Gol che ha scosso i bianconeri, bravi a colpire due traverse (26’: Del Piero e Amauri), a sfiorare di nuo­vo il vantaggio un minuto dopo con un tiro del capita­no parato da Bizzarri, magi­strale poi anche su Poulsen. Troppo tardi per rimediare e raddrizzarsi…


    Da www.catania46.net

 

 

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