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    Predefinito Reformist Pride: Socialistinfesta@Mondoperaio, Vieste 19-21 settembre



    Il segretario del Ps all’apertura della tre giorni: “I talenti del nostro tempo sono anche i ricercatori del Lens di Firenze”.

    Socialisti in festa, Nencini, una nuova stagione per il riformismo italiano

    venerdì 19 settembre 2008

    Per difendere le preferenze e il diritto costituzionale dei cittadini a partecipare attivamente alla vita pubblica faremo come i patrioti del Risorgimento: saremo coraggiosi e idealisti e manifesteremo il nostro dissenso con proteste civili ma clamorose, da mettere in atto non appena la riforma della legge elettorale annunciata dal governo arriverà all'esame del Parlamento'. Lo ha dichiarato Riccardo Nencini, conversando con i giornalisti al suo arrivo a Vieste dove sotto una pioggia battente si è aperta la prima giornata di 'Socialisti in festa', la manifestazione nazionale organizzata dal Ps e dalla rivista Mondoperaio. All’evento, che terminerà domenica partecipano esponenti del mondo politico, sindacale e culturale. Obiettivo della manifestazione è quello di rilanciare una nuova stagione di battaglie riformiste nel campo dell'opposizione al governo.
    E proprio di ‘nuova stagione’ ha parlato il segretario del Ps nel suo intervento iniziale: ‘Trent'anni fa Bettino Craxi lanciò in un celebre articolo su L'Espresso "Il Vangelo socialista", aprendo una nuova stagione per la storia della sinistra italiana, che si consolidò qualche anno più tardi con le idee del filosofo Rawls ed il binomio meriti-bisogni; oggi i socialisti partono alla scoperta della nuova frontiera del riformismo, che è quella fondata sull'individualismo solidale di Emerson ed è rivolta verso tre orizzonti: più attenzione al "secondo popolo", quello dei precari; valorizzazione del merito, del talento e delle eccellenze; risposta agli "egoismi individuali" con il rigore di un nuovo repubblicanesimo’. ‘Il riformismo del terzo millennio – ha aggiunto Nencini - deve saper coniugare talento, responsabilità e nuove speranze per il futuro. Per fare un esempio, ci piace più il Valentino Rossi vincente e talentuoso ma che paga anche le tasse di quello altrettanto vincente che si era rifugiato a Londra; e ci piacciono ancora di più i giovani ricercatori precari del Lens di Firenze che con 8-900 euro al mese hanno scoperto il personal computer del futuro’.
    La giornata è poi proseguita con il dibattito dal titolo "La sfida del federalismo fiscale" al quale hanno partecipato il coordinatore del governo ombra del Pd Enrico Morando, il Presidente del consiglio regionale del Veneto Marino Finozzi, il coordinatore della segreteria del PS Marco Di Lello. l'on. Giovanni Crema e l'assessore alle opere pubbliche della regione Puglia, Onofrio Introna

    http://it.youtube.com/watch?v=NBo7eZ92SLk

  2. #2
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    Alla festa nazionale del Ps Morando (Pd) apre ad ‘emendamenti comuni’.

    FEDERALISMO: DI LELLO PAGHINO I POLITICI, NON I CITTADINI

    sabato 20 settembre 2008

    “Il federalismo della bozza proposta da Calderoli di solidale non ha nulla. Spacca l’Italia in due e costringe i governatori del mezzogiorno ad una scelta drammatica: o più tasse o meno servizi pubblici”. E’ quanto ha affermato il Coordinatore della Segreteria Nazionale del Partito Socialista durante il dibattito di apertura della festa nazionale del Ps che si tiene fino a domani a Vieste (Fg). “Nessuno di noi – ha aggiunto Di Lello - vuol difendere i privilegi e gli sprechi. Perciò al governo Berlusconi facciamo una proposta: anziché far pagare ai cittadini le inefficienze degli amministratori locali sia la classe politica a pagarne i prezzi: ad esempio lo scioglimento degli enti locali inadempienti rispetto ai tetti di spesa fissati, ci sembra il modo migliore per responsabilizzare gli amministratori locali senza penalizzare i cittadini del mezzogiorno”.
    Il dibattito, al quale sono intervenuti tra gli altri anche Enrico Morando del Pd, e Marino Finozzi, Presidente del Consiglio regionale del Veneto, ha registrato anche un riavvicinamento tra i socialisti ed il Partito Democratico. Ad un appello rivolto dai socialisti a Morando, Coordinatore del governo ombra del Pd a lavorare insieme sugli emendamenti della bozza Calderoli, accogliendo favorevolmente la proposta si è impegnato a convocare una riunione comune per la prossima settimana. Soddisfazione è stata espressa da Giovanni Crema, dirigente nazionale del Partito Socialista: “Un lavoro comune può segnare l’inizio del superamento delle recenti lacerazioni tra Pd e Ps”.
    Oggi il dibattito prosegue con numerosi ospiti, tra cui Giorgio Tonini del Pd che parlerà di laicità con Mauro Del Bue; Vittorio Sgarbi, che discuterà del ricambio generazionale in politica insieme all’eurodeputato Alessandro Battilocchio; Umberto Ranieri (Pd) che affronterà i temi di politica internazionale con Bobo Craxi e Luca Cefisi; Grazia Francescato (Verdi), che discuterà del socialismo europeo insieme alla Presidente dell’Internazionale socialista delle donne, Pia Locatelli, Alba Sasso (Sd) e Carmelo Cedrone (Cese). Chiuderà la giornata un confronto sui temi del lavoro che vedrà protagonisti Gianni De Michelis, Antonio Foccillo (Uil), Susanna Camusso (Cgil), il prof. Alberto Nicolai e Lanfranco Turci (Ps).

  3. #3
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    Nella seconda giornata di "Socialisti in festa", applaudito intervento di Vittorio Sgarbi

    No alla riforma della legge elettorale per le elezioni europee

    sabato 20 settembre 2008




    Il nostro paese deve ribellarsi a questo tentativo di riforma della legge elettorale, e pretendere il mantenimento di un sistema proporzionale puro con le preferenze, che garantisca la democrazia in Italia come in Europa. E' stato questo il leit motiv della seconda giornata di "Socialisti in festa" la kermesse nazionale organizzata dal Partito Socialista e dalla rivista Mondoperaio che si chiude domani a Vieste. L'ospite più acclamato del pomeriggio è stato Vittorio Sgarbi, che discutendo delle prospettive politiche dell'Italia insieme ai giovani socialisti e ad Ada Girolamini, Alessandro Battilocchio, al prof. Carlo Sorrentino, dell'Università di Firenze, e a Mauro Quercioli, ha sottolineato come "con la distruzione della prima repubblica per opera di Di Pietro e con la polarizzazione della politica su due schieramenti privi di identità ci sia stata una deriva che ha cancellato dalla politica italiana i principali partiti tradizionali". "'Il sistema di oggi – ha aggiunto Sgarbi - è criminale: con l'eliminazione dell'immunità parlamentare e del sistema proporzionale, l'introduzione del maggioritario e l'eliminazione delle preferenze, la democrazia è stata ferita, spero non colpita definitivamente, ma è sul punto di morire". Sgarbi ha poi puntato il dito contro l'attuale classe dirigente, che non sarebbe frutto di meritocrazia: "Uno dei criteri di selezione dovrebbe essere il ritorno al proporzionale puro con le preferenze, il che vuol dire che uno deve organizzarsi e far vedere di essere in grado di avere persone che lo seguono. Invece oggi - ha concluso - prendiamo uno perchè ha gli occhi azzurri, poi un altro perché è molto obbediente e vengono fuori i ministri del nostro tempo, sia a sinistra che a destra, con situazioni molto imbarazzanti".

    Un intervento molto applaudito quello del Sindaco di Salemi, che ha poi ricevuto dal Segretario Riccardo Nencini una delle prime cinque tessere onorarie del partito. Le tessere saranno consegnate anche a Oliviero Toscani, Pierpaolo Nenni, pronipote di Pietro, Nada Giorgi, la 'ragazza di Bube' protagonista del romanzo di Carlo Cassola, e Mariella Magi Dionisi, presidente della 'Associazione in memoria dei caduti per fatti di terrorismo delle forze dell'ordine e dei magistrati' e vedova dell'agente Fausto Dionisi, ucciso nel 1978 da Prima Linea. "Attestati simbolici di libertà - ha detto Nencini - per chi incarna quei valori che per noi rappresentano l'essenza stessa del riformismo: la creatività, lo spirito critico, la libertà, la democrazia e la giustizia. Valori che vorremmo immettere nella nostra societa', per cambiarla in nome di un individualismo solidale che rappresenta l'unica risposta ai bisogni di oggi". Oggi è stata anche la giornata dell'apertura del Senatore Giorgio Tonini (Pd) ad una ripresa del dialogo, in linea con la proposta di ieri di Enrico Morando.

    Per quanto riguarda i panel di discussione, nella mattinata, si è tenuto il dibattito "I nuovi problemi del mondo". Nella sua presentazione, Luca Cefisi, della direzione nazionale del Ps, ha indicato le ragioni per cui la crisi politica italiana, connotata da una costante sollecitazione delle paure dell'elettorato verso la globalizzazione, con i continui richiami all'autarchia economica, alla concorrenza con le altre nazioni europee ed alla cacciata degli immigrati, fino ai rigurgiti razzisti e alla giustificazione storica del fascismo, richiede di ricordare costantemente le ragioni dell'internazionalismo e dell'europeismo dei socialisti. Margherita Fontanella, autrice de "Il sogno e la politica da Roosevelt a Obama" ha indicato i paradossi di una comunicazione politica italiana che imita ed evoca modelli americani, senza fare i conti con le diversità storiche e i contenuti reali delle proposte politiche. Graziella Mascia, del Prc, vicepresidente del Partito della sinistra europea, ha indicato nella condivisione con il Partito del socialismo europeo di una prospettiva europeista una piattaforma comune delle sinistre, perché è nella forza politica dell'Europa che si può trovare un bilanciamento ai molti rischi di un capitalismo incapace di risolvere le proprie crisi. Umberto Ranieri, del PD, ha convenuto che l'affermazione di un sistema di regole condiviso è la sola via per governare le dinamiche economiche internazionali, che certo non possono essere lasciate a sè stesse, come dimostrato anche dalla recente crisi finanziaria americana e internazionale. Per Bobo Craxi, che ha concluso la discussione, è evidente che c'è la necessità di governare politicamente l'economia globale, ma il governo dell'economia non è sufficiente senza garanzie di democrazia e diritti umani, pensando al paradosso cinese dove una spettacolare crescita economica è sì governata con mano ferrea, ma senza garanzie democratiche, portando al paradosso di una società più ricca ma non libera. Per Bobo Craxi, nella particolare situazione italiana, appaiono inquietanti i fenomeni di riduzione degli spazi di democrazia e partecipazione, un allarme che va al di là della discussione contingente sulle nuove leggi elettorali: c'è il rischio che di una limitazione graduale e condotta in maniera soffice della democrazia, attraverso la delegittimazione del ruolo dei partiti e della partecipazione.

    All'interno della festa si è tenuto anche un incontro promosso dalla delegazione italiana nel gruppo del PSE, dal titolo "Socialisti in Europa. E in Italia?". Il punto interrogativo rende problematico un vecchio slogan socialista. La frattura tra la condizione della sinistra italiana e programmi e identità del socialismo europeo è stata al centro della discussione tra Alba Sasso, di Sinistra Democratica, e Pia Locatelli, capodelegazione degli eurodeputati del Ps italiano nel gruppo PSE. Per attuare i programmi del Pse, che sia Sasso che Locatelli evidentemente condividono, occorre anche in Italia un'unità della sinistra riformista sulla base dei simboli e dei valori del socialismo europeo. Scuola, formazione, sostenibilità dello sviluppo, pari opportunità: temi quasi scomparsi dall'agenda politica italiana, "orfani", perchè non valorizzati dai principali partiti italiani, ma invece essenziali per una forza del socialismo europeo. Il gruppo eurosocialista nel Parlamento è impegnato ad attuare un "modello europeo" fondato su più giustizia sociale, più opportunità, più istruzione e benessere: c'è il rischio che il contributo italiano a questo sforzo sia in futuro minimo. Per Grazia Francescato, leader della Federazione dei Verdi e ascoltatrice interessata, è possibile trovare a livello nazionale forme strette di collaborazione tra socialisti e verdi, pur nelle diversità delle famiglie europee: Berlusconi proclama di avere risolto il problema rifiuti, ma invece nasconde i rifiuti di Napoli sotto il tappeto, e precisamente nelle discariche. Un'alleanza riformista e ambientalista è necessaria, come lo è un comitato travsersale per la democrazia contro la spinta ad eliminare dalla scena politica il pluralismo politico, riducendolo ad un bipartitismo coatto. Cermelo Cedrone, consigliere del Comitato Economico e Sociale dell'Unione Europea, ha indicato nella maggiore coesione politica dell'Europa la chiave di volta di una politica riformista: occorre ottenere che l'Unione Europea sia ing rado di affrontare quei problemi, dal mercato del lavoro al clima, che non hanno più una soluzione a livello nazionale.

    La giornata si è conclusa parlando di lavoro, con il dibattito 'Occupazione senza precarietà, che ha visto protagonisti Gianni De Michelis e Lanfranco Turci insieme ad Antonio Foccillo (Uil) e Susanna Camusso (Cgil). Ugo Intini ha infine presentato insieme ad Angelo Sollazzo l'utlimo libro di Antonio Ghirelli, "Aspettando la rivoluzione".

  4. #4
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    Vieste: unità ritrovata tra i giovani socialisti.



    Cari compagni, care compagne,

    la Festa nazionale del Partito Socialista a Vieste è stata una convention dai toni insoliti, dalla riscoperta della politica con la P maiuscola, del ritrovato clima di serenità tra i giovani socialisti. Un momento per capire, confrontarci e discutere.

    Durante la kermesse riformista, il nostro Segretario, Riccardo Nencini, ha lanciato le tre "campagne d’autunno" del PS: riforme istituzionali, precariato, diritti civili. Un testimonial d’eccezione è stato l’On.Vittorio Sgarbi. Sagace, pungente e acuto, da uomo "libero" ha denunciato, con toni talvolta esasperati, il tentativo mal riuscito di costruire un anomalo bipartitismo nel nostro Paese e che la democrazia italiana, qualora si modificasse la legge elettorale europea sulle linee-guida della bozza Calderoli, "sarebbe destinata a morire".

    Interventi educativi e di spessore anche di Savino Pezzotta, di Rino Formica, di Gianni De Michelis, di Lanfranco Turci e il dibattito interessantissimo emerso tra sindacalisti (Foccillo-Uil e Camuso-Cgil) sulle prospettive e il ruolo dei rispettivi sindacati.

    Ci sarebbe da aggiungere molto, ma vorrei soffermarmi su un aspetto in particolare perché riguarda il nostro futuro. I giovani, seppur con le mille difficoltà dovute alla location dell’evento, hanno partecipato numerosi e hanno giocato un ruolo attivo durante i dibattiti. Non ci hanno, insomma, relegato e messi in disparte, ma hanno valorizzato le nostre conoscenze e il nostro patrimonio culturale e politico.

    Già questo un primo piccolo segnale di apertura del Partito verso il mondo giovanile, che fino a questo momento non godeva certo di ottima salute. Ed invece…eccoci tutti quanti insieme la sera del sabato a discutere, confrontarci, ballare la taranta salentina e fare ore piccole. Un bel clima, fatto di dissapori assopiti e il più delle volte non del tutto capiti, un ritrovato spirito di umiltà, unità e fiducia.

    E’ emersa la volontà di ricostruire una giovanile nuova, aprire un vero e serio percorso costituente, affrontare in tale sede nuove regole e nuovi modelli organizzativi, che consentano ai giovani di giocare un ruolo chiave all’interno del Partito.

    Un processo, dunque, che parta dal basso, che veda protagonisti tutti i giovani socialisti, aperto e non chiuso da pregiudizi e logiche di "potere" (???) di nicchia. Eliminare le sigle di appartenenza, ricostruire un tessuto giovanile da troppi anni chiuso nell’immobilismo ed iniziare ad essere "braccio armato e testa pensante" del e nel PS.

    Utopia o realtà? La buona volontà è emersa, c’è ancora da lavorare molto, ma intanto promuoveremo una giornata costituente e una serie di incontri sulla scuola, sulle politiche giovanili, sul lavoro. Temi che riguardano i giovani, il Partito, la nostra società.

    Questa è la nostra nuova frontiera. Iniziamo a lavorare tutti quanti insieme per cercare di raggiungerla.

    Chiara Lucacchioni

  5. #5
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    Scuola Pubblica, laica e multiculturale

    A Vieste, in concomitanza con la festa del partito, si è svolta la presentazione della campagna nazionale della FGS sulla scuola. Con la presentazione di un documento redatto dai compagni Andrea Pisauro e Manfredi Mangano inerente una riforma complessiva del sistema dell'istruzione.

    La presentazione del documento ha suscitato un dibattito vivo e interessante da cui sono emersi numerosi spunti di miglioramento.
    Nei prossimi giorni verrà approntato il sito della campagna su cui verrà realizzato un forum dove sarà possibile per tutti i compagni e le compagne intervenire per suggerire modifiche ed integrazioni al documento e al materiale propagandistico da utilizzare nella campagna.
    Lo stesso sito verrà utilizzato come riferimento per tutte le iniziative che culmineranno in un convegno da tenersi a Roma entro la fine di ottobre, in cui invitare responsabili e rappresentanti delle principali organizzazioni studentesche, oltre ai membri del governo, di partiti e dei sindacati.

  6. #6
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    Il leader Ps: «Nelle piazze e con proposte di legge, anche Sgarbi al nostro fianco per difendere le preferenze»

    SOCIALISTI; DA VIESTE NENCINI LANCIA LE 3 CAMPAGNE D'AUTUNNO: RIFORME, PRECARIATO E DIRITTI CIVILI

    domenica 21 settembre 2008



    Un’Assemblea Costituente per le riforme istituzionali, norme per ridurre il precariato e diritti civili. Saranno questi i temi delle tre “campagne d’autunno” che il Partito Socialista ha lanciato oggi da Vieste, in chiusura della tre giorni di “Socialisti in festa”, la kermesse nazionale dei riformisti organizzata dal Ps e da Mondoperaio.
    “Ci muoveremo su un doppio binario – ha detto il segretario Riccardo Nencini chiudendo la festa con un dibattito al quale sono intervenuti Savino Pezzotta (Udc) e Nicola La Torre (Pd) – su tutto il territorio nazionale raccoglieremo le firme per presentare in Parlamento proposte di legge di iniziativa popolare, raccogliendo per ogni legge le cinquantamila firme previste dalla Costituzione. Continuerà inoltre la nostra battaglia per una ‘Repubblica della partecipazione, e promuoveremo un ‘Comitato per la democrazia’ con le forze politiche non rappresentate in Parlamento, che metta in campo una proposta di riforma delle istituzioni, per rafforzare la democrazia rappresentativa e difendere le preferenze alle prossime europee”.
    “Il nostro paese – ha detto ancora Nencini - deve ribellarsi al tentativo di riforma della legge elettorale europea e pretendere il mantenimento di un sistema proporzionale puro con preferenze, che garantisca la democrazia in Italia come in Europa”.
    Un ‘testimonial’ d’eccezione della campagna in difesa delle preferenze dei socialisti sarà Vittorio Sgarbi, che proprio ieri da Vieste ha definito “criminale” l’attuale sistema elettorale. “La democrazia è stata ferita – ha detto Sgarbi - spero non colpita definitivamente, ma è sul punto di morire”. Eliminare le preferenze, secondo Sgarbi, significa in sostanza sottrarre alla democrazia il criterio della meritocrazia nella selezione della classe politica.
    La mattinata si era aperta con un dibattito sulla costituzione, nel quale si sono confrontati da una parte Rino Formica e Roberto Biscardini e dall’altra l’on. Stefano Ceccanti. I socialisti si sono dichiarati a favore di un riforma integrale della Costituzione, per rispondere alle esigenze di cambiamento rivendicate dalla società. “Noi - ha affermato Biscardini - invochiamo inoltre l’elezione diretta da parte dei cittadini di una Assemblea costituente per sottrarre al Parlamento e alle logiche di governo la riforma costituzionale”. Per Stefano Ceccanti del Pd è invece sufficiente qualche aggiustamento e integrazione del titolo quinto, ad insegna del vecchio slogan “la Costitizione non si tocca”.

    http://it.youtube.com/watch?v=jKf_WqpzlGo

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Scuola Pubblica, laica e multiculturale

    A Vieste, in concomitanza con la festa del partito, si è svolta la presentazione della campagna nazionale della FGS sulla scuola. Con la presentazione di un documento redatto dai compagni Andrea Pisauro e Manfredi Mangano inerente una riforma complessiva del sistema dell'istruzione.

    La presentazione del documento ha suscitato un dibattito vivo e interessante da cui sono emersi numerosi spunti di miglioramento.
    Nei prossimi giorni verrà approntato il sito della campagna su cui verrà realizzato un forum dove sarà possibile per tutti i compagni e le compagne intervenire per suggerire modifiche ed integrazioni al documento e al materiale propagandistico da utilizzare nella campagna.
    Lo stesso sito verrà utilizzato come riferimento per tutte le iniziative che culmineranno in un convegno da tenersi a Roma entro la fine di ottobre, in cui invitare responsabili e rappresentanti delle principali organizzazioni studentesche, oltre ai membri del governo, di partiti e dei sindacati.

    questa mi pare una cosa ottima, appena ci sono i riferimenti linkali; sto Manfredi Mangano deve essere un pezzo grosso...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Rosselli Visualizza Messaggio
    questa mi pare una cosa ottima, appena ci sono i riferimenti linkali; sto Manfredi Mangano deve essere un pezzo grosso...
    Naaaah, l'ho incontrato a Vieste, è un mezzo sfigato ...

    La proposta (per ora volutamente vaga) sulla Scuola (va aggiunto un brano sull'educazione fisica che Plex deve rimandarmi, e corretta una piccola discrasia su Valore Legale /Abilitazione, sulla quale eravamo indecisi):

    Premessa

    Parlare di riforma della scuola nell’Italia del 2008 vuol dire mettere in atto l’unico serio tentativo di arginare l’ineluttabile declino cui sembra condannato il nostro paese. La prospettiva che si apre a chi si proponga questo ingrato compito è però desolante: la Scuola italiana oggi è un gigantesco carrozzone che cerca di indottrinare i peggiori studenti d’Europa, come dimostrato dai risultati raggelanti dei test comparativi PISA, stipandoli in strutture inadeguate e decrepite sotto la guida di un corpo docente sempre più sfiduciato e svilito nella propria missione.
    Dalla pessima assistenza in età prescolare ai mortificanti tassi di abbandono universitario, è in generale tutto il sistema-Istruzione ad essere andato in crisi, scontando una cronica carenza tanto di fondi quanto di attenzione da parte della classe dirigente e dell’opinione pubblica, andando incontro con un’offerta inadeguata ai tempi e alle circostanze alle domande della “massa” usufruttuaria dei servizi educativi.
    La gravità della crisi trascende i singoli aspetti “problematici” ed investe quella che è la funzione stessa del comparto educativo in una società che appare come alla deriva.
    Solo così è spiegabile la continua elusione da parte della politica riguardo ai problemi del mondo dell’istruzione, trattato spesso e volentieri in modo superficiale nella cornice di Grandi Riforme Epocali proposte ad anni alterni dal governo di turno che si riducono in un ricettacolo di proposte spot dal dubbio impatto ed inevitabilmente intrise di miti un po’ ridicoli come quello della “scuola-azienda” che va per la maggiore a destra o il vetero-burocratismo sinistrorso che ha trasformato i docenti da educatori in impiegati da “ufficio del catasto”.

    A cosa serve la Scuola ?

    Occorre dunque ripartire da un’idea complessiva di cosa si vuole che la scuola faccia e del modo migliore per conseguire questo obiettivo ed il punto di partenza non può che essere considerare le esigenze dei fruitori del servizio scolastico: gli studenti.
    L’obiettivo primario di questo documento è pensare come evitare che gli studenti italiani trascorrano inutilmente i migliori anni della loro vita in un meccanismo perverso che avrà grosse difficoltà persino ad insegnar loro a parlare, scrivere e far di conto in modo decente, non offrendo così gli strumenti minimi per competere nella società e nel mondo del lavoro.
    L’obiettivo primario deve essere dunque quello di garantire a tutti eguali opportunità di apprendimento, puntando a portare tutti gli studenti al termine degli studi secondari con uno standard minimo di preparazione e di metodo.

    Studiare meno, studiare meglio, studiare tutti

    Abbiamo una scuola che insegna (male) troppe cose, molte delle quali sostanzialmente inutili, e non cura in modo particolare l’insegnamento di pochi task fondamentali. Occorre dunque studiare meno, meglio ma omogeneamente, realizzando una

    - forte riduzione e semplificazione degli indirizzi scolastici:
    maggiore omogeneità nei bienni e nello studio delle materie fondamentali, eliminazione dei doppioni e valorizzazione degli istituti tecnici e professionali. Allo stesso modo però una differenziazione delle materie si adatterebbe anche alla scuola media permettendo al contempo di garantire il raggiungimento di un minimo comun denominatore di conoscenze di base necessarie a proseguire il percorso di studi e permettere, tramite il meccanismo delle materie a scelta, di testare le attitudini dello studente contribuendo a formarne l’orientamento per il prosieguo degli studi.
    In questa prospettiva potrebbe avere senso una

    - “liberazione” dei corsi di studio:
    italiano, matematica e inglese devono essere inserite in un “core group” di materie in cui la sufficienza è sempre richiesta per poter accedere all’anno successivo a cui potranno essere affiancate un certo numero di materie obbligatorie ma non necessariamente propedeutiche al proseguimento degli studi (p.e.scienze o storia) ed un altro blocco di materie opzionali a scelta dello studente o legate al particolare indirizzo scelto.
    Un sistema di questo tipo si adatterebbe ovviamente bene alle scuole superiori permettendo anche una forte razionalizzazione del monte ore complessivo, ma potrebbe facilmente essere adattato anche alle medie, “per dare realmente un ruolo a questa scuola di mezzo”.
    Allo stesso modo è necessario

    - trasformare l’esame di licenza media in un esame nazionale, sul modello dell’esame di maturità, la cui valutazione va centralizzata a livello nazionale,
    che certifichi il possesso delle competenze di base e possibilmente valuti le capacità dello studente
    nelle materie da lui scelte.
    L’obiettivo di far studiare tutti deve essere invece raggiunto

    - equiparando obbligo scolastico e formativo ed innalzandolo a 16 anni anche tramite l’integrazione progressiva della formazione professionale nell’istruzione professionale.

    La qualità dell’insegnamento offerto è ovviamente legata anche alla qualità e all’agibilità delle strutture scolastiche. Riteniamo pertanto necessario

    - mantenere un limite inderogabile di 28 studenti per classe, e lavorare per portarlo fino a 25 e, in prospettiva a 20.

    Assolutamente insufficiente sembra inoltre l’utilizzo di strumenti informatici nella didattica, ci sembra pertanto irrinunciabile l’avvio di

    - programmi sperimentali per l’utilizzo in classe di un pc portatile per ogni studente:
    le lezioni con il computer sono l’ineludibile futuro dell’insegnamento con cui occorre confrontarsi fin da subito


    Il ruolo degli insegnanti

    Fondamentale sarà il ruolo dei docenti di cui va assolutamente rivalutata la funzione anche attraverso la creazione di una vera e propria

    - carriera dei docenti, con differenziazioni stipendiali legate al merito

    tramite

    - un contratto unico non rinnovabile che preveda l’assunzione in prova per un certo periodo di tempo seguita dalla stabilizzazione a tempo indeterminato

    - un sistema di valutazione, realizzato tramite commissioni miste di professori e commissari ministeriali che si avvalgano sperimentalmente anche del parere degli studenti.
    confermare l’abolizione della Siss legando l’abilitazione alla professione all’espletamento di un paio d’anni di tirocinio e al superamento di un esame finale.

    Non convincono invece i meccanismi di chiamata diretta dei docenti, che troppo facilmente potrebbero portare dirigenti scolastici sottratti a ogni controllo al clientelismo : per l’assunzione diretta dei docenti da parte dei presidi, chiediamo l’assunzione diretta dei presidi da parte di Consigli di Istituto formati da rappresentanti eletti di studenti, docenti, genitori, personale scolastico,.

    Un sistema scolastico nazionale

    Di fronte a una scuola in crisi di identità perché incapace di rappresentare e promuovere alcuna “idea forte” del proprio paese,

    - il processo di regionalizzazione della scuola ci sembra andare nella direzione sbagliata.
    Al contrario riteniamo fondamentale che la scuola mantenga un impianto unitario che le lasci l’ambizione di contribuire a produrre un “comune sentire” dei futuri cittadini, senza per questo ledere il

    - principio dell’autonomia e quindi competizione tra i vari istituti legato a un

    - sistema di valutazione del sistema scolastico dai dirigenti dei singoli istituti fino ai direttori regionali.
    L’attuazione, tramite la possibilità di detrarre, entro una quota limite la retta, e la trasformazione in fondazioni, di una reale sussidiarietà nell’istruzione che non sia però a carico dello Stato

    Università in pillole

    - Urgentissima una modifica sostanziale dei canali di finanziamento: utile sostituire il criterio del numero di iscritti con quello dei laureati ed incentivare il metodo del “peer review” di verifica della qualità e quantità delle pubblicazioni.
    - Formazione di un sistema di accreditamento dei corsi sul modello anglosassone che preluda ad una progressiva abolizione del valore legale del titolo di studio
    - Nelle facoltà a numero chiuso incentivare l’utilizzo di verifiche in corso d’opera sulla frequenza ed il numero di esami sostenuti negli anni in ragione di un ampliamento dei posti concessi per meglio garantire il diritto allo studio.
    E’ necessaria la realizzazione di un sistema nazionale di borse di studio, e l’incentivo al prestito d’onore.
    Introdurre forti sgravi fiscali per il privato che investa in ricerca scientifica.
    Mettere fine all’assurdità del “un lavoro, una laurea” e, traendo spunto da quanto proposto per la scuola superiore,

    Noi e l’Europa

    Tra i tanti drammi del sistema educativo italiano c’è senz’altro l’alto tasso di provincialità che lo caratterizza. L’apertura mentale degli studenti è però un obiettivo irrinunciabile che può essere migliorato rendendo
    - obbligatorio uno scambio scolastico con studenti di un altro paese europeo per l’apprendimento di una lingua comunitaria durante la scuola superiore
    - obbligatori 3 mesi di studio all’estero in un’università dell’Unione per poter conseguire la laurea specialistica.


    Lavorare di cacciavite, fino a erigere un nuovo palazzo:

    Questi e altri provvedimenti sono ineludibili per fermare la corsa verso il baratro del nostro sistema di Istruzione Pubblica. Come Cittadini, Come Giovani, Come Studenti, Come Socialisti lanceremo la nostra proposta di cosa la Scuola possa essere in questo Paese : non il regno dei burocrati, non una impresa privata, ma lo strumento chiamato a realizzare le tre grandi necessità della nostra Italia: il Merito, l’Uguaglianza, la Libertà.

  9. #9
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    Da Vieste, via al programma, fuori dall’isolamento, un patto tra centro e strutture territoriali

    Roberto Biscardini

    Chiusa la festa di Vieste, un primo bilancio. Nove dibattiti in tre giorni, 48 interventi, molti ospiti esterni in rappresentanza di tutte le forze politiche, dei sindacati, professori, ricercatori e giornalisti. Da Vieste esce confermata l’indicazione di lavoro del congresso di Montecatini. Il Partito Socialista è un Partito di proposta, che interpreta il programma come un elemento vivo della dialettica politica, laboratorio d’idee, che sosterrà le proprie politiche attraverso campagne di mobilitazione su tutto il territorio nazionale con la raccolta di firme per la presentazione di proposte di legge di iniziativa popolare.
    Se i radicali negli anni ’70 sono stati il partito dei referendum abrogativi, il nuovo corso dei socialisti sarà quello delle proposte di legge di iniziativa popolare. Unico modo consentito ai socialisti di far sentire la propria voce in Parlamento attraverso il sostegno della volontà popolare.
    Le campagne che partiranno per prime riguarderanno l’elezione diretta dell’Assemblea Costituente per la revisione della Costituzione, la riduzione del lavoro precario e sostenere l’occupazione, i Pacs. A Vieste se ne è discusso nel merito, mettendo in campo le nostre idee e la nostra autonomia, senza soffocare conflitti politici e culturali con in nostri interlocutori.
    Da Vieste esce rafforzata l’idea che il Partito Socialista, possa uscire dall’isolamento che ha caratterizzato la sua vita dalla Costituente al Congresso. Si può ritornare a parlare con le altre forze politiche, si possono ottenere risultati.
    Non siamo più un partito “cloroformizzato” chiuso al proprio interno, solo intento a organizzare alla meno peggio la propria sopravvivenza. Siamo un partito che non ha più paura di confrontarsi con gli altri partiti, anche con quelli che hanno rappresentanza parlamentare, con pari dignità, non con il cappello in mano per portare a casa qualcosa, ma a testa alta per far valere il proprio peso politico, anche in ragione della propria vivacità, della propria capacità di proposta e di sfida.
    I primi risultati ci sono stati, concreti. Enrico Morando ha accolto la proposta già avanzata a Veltroni da Riccardo Nencini, di riunire tutti i partiti del centro sinistra che approvarono nel 2001 la riforma del Titolo V della Costituzione, per discutere la proposta Calderoli con l’obiettivo di definire una proposta alternativa.
    Antonio Leone vicepresidente della Camera Pdl, si è preso l’impegno di integrare, come da noi richiesto, il disegno di legge sul federalismo fiscale affinché siano incluse le procedure per garantire i poteri sostitutivi del Governo a tutela dell’unità politica, giuridica, civile e sociale dello Stato unitario. Norma costituzionale e disattesa dalla proposta della Lega.
    Con Tonini, cattolico del Pd si può ancora discutere di laicità, con Pezzotta dell’Udc si può discutere di tutto e persino condividere battaglie comuni nel rispetto della reciproca diversità. Con il Pd e il Pdl sulla necessità di un’Assemblea Costituente e sulla necessità di non curare la crisi strutturale del sistema con un’aspirina, c’è ancora molto da lavorare. Vittorio Sgarbi potrebbe persino essere uno dei nostri.
    Da Vieste si è avviato il miracolo di “restituire a centinaia di migliaia di compagni desolati un partito socialista, magari inizialmente piccolo, ma indomabile nella difesa dei valori”.
    Un grande segno della discontinuità che il nuovo gruppo dirigente aveva promesso. Un modo di essere e di fare diverso dal passato. Testa e cervello, insieme a volontà e passione, superando le divisioni implicite nella Costituente socialista e quelle congressuali.
    A Vieste si è infine stipulato di fatto un patto nel partito tra centro e strutture territoriali.
    Un partito che assegna al nazionale il ruolo di iniziativa politica, sempre più forte, per recuperare insieme al deficit di visibilità anche quello della propria credibilità. Condizione indispensabile per crescere anche elettoralmente e per recuperare un rapporto con l’opinione pubblica oggi quasi inesistente. Ma facendo di più, diventando interprete di una necessità ormai fondamentale per tutto il paese, quella di affidare le grandi decisioni, non solo ai due maggiori partiti che stanno in Parlamento, ma alla volontà popolare, nostro essenziale e fondamentale punto di riferimento. Dall’altro un partito che assegna alle strutture territoriali e ai nostri amministratori una grande parte di responsabilità, quella, dentro un'unica squadra, di muoversi con uguale velocità, con pochi mezzi, ma muoversi. Un partito leggero ma radicato, non bloccato da questione interne spesso inutili. Che sa utilizzare la spinta del nazionale in aggiunta alle proprie capacità di iniziativa locale, per allargarsi, per coinvolgere ed includere altri soggetti, per includere nuove energie sicuramente disponibili. Con una militanza di tipo nuovo, diffusa e appassionata.
    Vieste avrà certamente una significativa ripercussione sul territorio e nella politica. Vogliamo essere sempre di più il partito dei cittadini e a loro ci affidiamo. Questo è il senso delle prossime campagne accompagnate da proposte di legge di iniziativa popolare. E poi dopo una battaglia ne seguirà un'altra, finché non saremo usciti dalle attuali difficoltà.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Rosselli Visualizza Messaggio
    questa mi pare una cosa ottima, appena ci sono i riferimenti linkali; sto Manfredi Mangano deve essere un pezzo grosso...
    in realtà è un trotzkista che fa entrismo

 

 
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