Ratzinger, «Effettiva parità tra scuole statali e cattoliche»
Il Vaticano torna a battere cassa per la scuola cattolica mentre la Gelmini taglia posti di lavoro
Nuovo affondo di Benedetto XVI alla laicità della scuola pubblica, e della società italiana, nel suo discorso in occasione dell'udienza ai partecipanti di un Convegno promosso dal Centro studi per la scuola cattolica della Cei
«Favorire quella effettiva uguaglianza tra scuole statali e scuole paritarie che consenta ai genitori opportuna libertà di scelta circa la scuola da frequentare» ha affermato il Papa aggiungendo che «la frequenza alla scuola cattolica in alcune regioni d'Italia è in crescita rispetto al decennio precedente, anche se perdurano situazioni difficili e talora persino critiche». La scuola cattolica, sostiene Ratzinger, deve essere conosciuta non solo nel suo «intento pedagogico», nella sua «identità ecclesiale» e nel suo «progetto culturale» ma anche nel suo «significato civile» che «va considerato non come difesa di un interesse di parte, ma come contributo prezioso all'edificazione del bene comune dell'intera società italiana».
Così il Vaticano torna a battere cassa, chiedendo allo Stato ancora più soldi, tanto che il pontefice ha anche accennato alla necessità di una revisione dell'intesa tra Cei e ministero della Pubblica istruzione, incurante, o proprio forse a fronte del progetto di riforma del ministro Maria Stella Gelmini, secondo il quale si prevede il taglio di circa 87mila docenti e 44.500 impiegati Ata.
(26.9.08)
http://62.149.230.228/rinascita/inde...=1340&Itemid=2




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