
Originariamente Scritto da
ritalxp
De Magistris ha rovinato la gente con il blocco della costruzione del Marinagri a Policoro.
Grazie PM, hai rovinato tanti operai che erano stati ingaggiati dalle società di costruzione e che sono stati sbattuti fuori dopo il blocco... Padri di famiglia che con questo unico stipendio mantenevano 4 o piu' persone.
Grazie PM da parte di tutti gli acquirenti, che hanno investito i risparmi di una vita per ora bloccati.
Grazie a tutti quelli che hanno reso possibile questo blocco.
Ora a Policoro ci ritroviamo con isolette mezze vuote che stanno arruginendo.
Sito del progetto:
www.marinagri.it
giovedì 2 ottobre 2008
POLICORO - TOGHE LUCANE - "Il sequestro ci ha rovinati"
POLICORO – Sono stati tra i primi ad acquistare casa a
Marinagri, ma a seguito del sequestro dell’intero complesso turistico-portuale sono costretti, loro malgrado, ad abitare in un camper parcheggiato in località “Torre Mozza” l’unico “tetto” di proprietà che hanno a disposizione. La storia è paradossale, infatti la loro abitazione è pronta, ma a causa dei sigilli fatti apporre dall’ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, possono guardarla soltanto dall’esterno, dove a pochi metri hanno stazionato la casetta a quattro ruote. Con le dita incrociate ed in attesa degli eventi. Si tratta di una coppia di pensionati, Adolfo Gavetti ha 68 anni e sua moglie Maria Antonia Fittipaldi 67. Provengono da Roma dove hanno lavorato una vita intera nella sanità pubblica. Adolfo faceva il preparatore tecnico di laboratorio al Policlinico “Gemelli”, mentre Maria Antonia l’infermiera professionale all’ospedale “San Camillo”. Lui è originario dell’Umbria, di Cascia, il paese di Santa Rita, in provincia di Perugia, lei invece è lucana, nativa di Craco, dove è andata via per lavorare nella Capitale, 47 anni fa, quando aveva soltanto vent’anni. Sognavano di trascorrere la loro vecchiaia, “gli ultimi anni della nostra vita”, a Policoro, in riva al mare, “in un ambiente salubre ed ospitale, da sogno” ci dicono. Ora invece vivono un incubo. Ma sono lì. Non demordono. Hanno perso tutto. E’ rimasto loro solo il camper e la casa sotto sequestro. “Per noi – esordisce la signora Maria Antonia – è una corsa contro il tempo, adesso stiamo bene, ma quando si va incontro alla vecchiaia le forze vengono meno. Non abbiamo molto tempo da vivere e questa cosa che ci è capitata è terribile. Non abbiamo colpe, ma stiamo pagando un caro prezzo ugualmente.” Poi Adolfo racconta al “Quotidiano” la vicenda, ricostruendo tutti passaggi. “Comprammo casa nel 2005 – spiega – c’era solo il progetto – ci piacque subito il posto – è meraviglioso, dopo tanti anni trascorsi a Roma decidemmo di fare questa scelta. Abbiamo speso 80.000 euro a fronte di 116.000 complessivi per un appartamentino di 48 metri quadrati. La prima consegna ci dissero, sarebbe dovuta avvenire il 30 giugno 2007. Così decidemmo di donare la casa di Roma a nostro figlio e subito dopo, in camper, giungemmo qui a Policoro nel maggio dello stesso anno pensando che di lì a poco ci saremmo insediati nell’abitazione. Ma non fu così, ci dissero che stavano indietro con i lavori, per via del primo sequestro del complesso (avvenuto nell’aprile 2007 e durato una trentina di giorni, ndr) per cui c’era da aspettare ancora qualche mese. Da allora – evidenzia con forza - siamo senza casa”. I coniugi Gavetti, hanno anche una figlia che vive a Firenze nella cui casa hanno trascorso l’intero inverno scorso sempre in attesa che terminassero i lavori della loro casetta sul mare. Infatti il cantiere era andato avanti e come si può vedere dalle foto, si trattava solo di pochi dettagli prima della consegna. “Stare da nostra figlia – sottolinea Maria Antonia – ci è pesato molto, non ci torneremo più. Non ci piace importunarla, lei ha la sua vita. Non è giusto.” Ma le sorprese non finiscono qui. “Lo scorso 30 marzo – prosegue la donna – siamo ritornati a Policoro – dovevamo fare il rogito notarile, programmato per la fine di aprile, avevamo ordinato pure i mobili, ma nel frattempo la struttura è finita nuovamente sotto sequestro (lo scorso 18 aprile, ndr). Per fortuna il titolare del mobilificio Tarsia di Scanzano è stato un signore, ci ha restituito persino l’acconto, annullando il contratto.” Da allora Maria Antonia e Adolfo sono rimasti a “Torre Mozza”, con il loro camper, scrutando speranzosi e con il groppo in gola la casetta di Marinagri. Continuando a vivere la quotidianità con grande dignità e senso civico. Sopra il mezzo ci sono dei pannelli solari “così almeno abbiamo l’auto sufficienza energetica” spiega Adolfo. Hanno tv, doccia, frigorifero, cucina e quant’altro serve. Eccezion fatta per la lavatrice “andiamo in lavanderia e quel che si può lo lavo a mano” racconta Maria Antonia. Nel frattempo hanno fatto amicizia con le persone del posto, tanti gli amici che si intrattengono da quelle parti. Sedie tavolino e qualcosa da bere non mancano mai. “Faccio il caffè?” Chiede Maria Antonia. Intanto l’estate è finita e per loro è improbabile un inverno in camper per cui da lì dovranno andare via, in una casa in fitto “sempre a Policoro” e salvo colpi di scena per Marinagri. “Adesso – conclude il signor Adolfo – siamo qui ad aspettare gli eventi. Il mio auspicio è che finisca questo incubo. Questo stillicidio.”

Adolfo e Mariantonia, tra i primi a investire a Marinagri, ora vivono in un camper. I due pensionati hanno speso tutti i risparmi per l'investimento a Policoro