Per chi non è più un ragazzino e non va matto per i giochini di ruolo, la realtà di POL può risultare deprimente. Raccoglie infatti un manipolo di frustrati che uniti insieme nella società odierna non raggranellerebbero che le briciole delle politica. Monarchici, anarchici, vandeani, nazionalcomunisti, repubblicani lamalfiani, sedevacantisti, nazisti, stalinisti... quelli che per strada non incontri nemmeno se li cerchi son tutti qui e danno nell’insieme una visione falsata della politica. Per questo mi disinteresso di Camera, perchè distorce la realtà, con i partiti "maggiori" che devono inseguire partitucoli surreali...
Prendiamo in esame i cosiddetti americanisti di destra. Io sono un conservatore tradizionale dal primo giorno in cui ho messo piede su questo forum. Sono un repubblicano middle-of-the-road che per la destra sociale vuol dire ultraliberismo. Uno di loro mi ha addirittura dato del "centrista", quando difficilmente mi faccio superare alla mia destra. Viceversa per i libertari sono un socialista, uno statalista, un fascista solo perchè ho la dabbenaggine di contrastare il libertinismo filosofico e politico!
Prendiamo ad esempio gli amici del forum "Liberalismo". Il sottoscritto ha postato uno scritto di Irving Kristol che si è preso la briga di digitare personalmente al pc dato che non è disponibile sul web. Il testo denotava i limiti di un liberalismo contemporaneo incapace di fronteggiare i pericoli del nichilismo da esso inconsapevolmente generato. Questo testo è stato attaccato, fatto a fettine, come se fosse il portato di un intellettuale socialista.
In realtà, Kristol è una delle menti più brillanti del conservatorismo USA, uno dei pensatori che più ha contribuito affinchè il Partito Repubblicano si spogliasse di quell'immagine estremistica che era stata data al partito ai tempi di Goldwater. Ha scritto alcuni libri importanti che difendono il capitalismo liberale e con esso il conservatorismo dagli attacchi socialdemocratici della New Left. E' un liberale di destra, sposato con una famosa studiosa dell'Inghilterra vittoriana, Geltrude Himmelfarb. Nulla a che vedere col liberalismo costruttivista continentale, nulla a che fare con i socialisti della cattedra protofascisti. Difatti il suo pensiero in Italia è studiato da un certo Flavio Felice, dell'Acton Institute, che sui neocon ha scritto due libri per Rubbettino, casa editrice d'impronta dichiaratamente liberale.
Io leggo Kristol come leggo Goldwater. Ho in libreria testi neocon come di oggettivisti e libertari. Cerco di studiare, di comprendere e di optare per una via “fusionista”. Altri commentatori, ben più importanti e rinomati del sottoscritto lo fanno con impegno e costrutto. Io li apprezzo e sono con loro. Li leggo quotidianamente su portali come toque.ville, su quotidiani come l’Occidentale, riviste quali Il Domenicale, blogs come The Right Nation e Camillo. Tradizionalisti, liberali, paleocon, neocon, siamo diversi ma tutti accomunati da una visione comune che si riflette nelle scelte del repubblicanesimo USA.
Viceversa, su POL, invece che la coesione e la fusione si insegue lo scontro e la polemica correntizia. D’altronde è facile spararsi le pose da estremisti. Tanto, dietro fantasiosi nick, ed al riparo si contraccolpi sociali e personali, si può affermare di tutto e il contrario di tutto.
Ovviamente un Irving Kristol può essere, come chiunque altro intellettuale, criticato. Ma non si possono dire - e per giunta difendere - le stupidaggini di forumisti che tutto sono fuorchè dei conservatori liberali, estranei alla tradizione whig non meno che a quella tory, lontani dalla lezione di un Burke, di un di un Tocqueville, di uno Strauss. Direi, se mi è concesso, anche di un Friedman o di uno Hayek!
Invece di aprirsi al conservatorismo liberale, i liberali-libertarians si rinchiudono in un angolo, la loro gabbia dorata, strillando ai quattro venti che un Rothbard, oppure un Hoppe, hanno scritto la verità assoluta e che tutti gli altri non hanno capito niente; che ogni problema ha la sua radice nello stato e che tutto magicamente si risolverebbe abbattendolo. Questi son discorsi non meno fanatici di quelli dei fondamentalisti cristiani che ai libertari stanno tanto sulle balle. Anche loro però sono fondamentalisti, ovvero dei "radicali", estremisti. Gente che nell'Ottocento costituiva la sinistra politica e che il liberalismo moderato ha dovuto combattere come sovversivi! Rothbard rimpiange i tempi di Andrew Jackson, ma quale conservatore potrebbe seguirlo mai su quella strada? Un conservatore liberale ad un Hamilton e un Jefferson, preferisce seguire le figure di John Adams e di James Madison, ovvero il “padre” della Costituzione americana.
I libertari invece ignorano Burke e vanno al passo con Tom Paine. Non lo fa forse anche la sinistra? Del resto, nonostante le superficiali differenze che li portano sovente a polemizzare con i pannelliani, i liberali di POL sono più vicini a loro di quanto non credano. Cosa importa infatti se un Hoppe definisce il proprio paleolibertarismo "conservatore"? Essere conservatori significa essere prudenti, aborrire le rivoluzioni, adoperarsi per una crescita lenta e costante delle società in cui si vive, apprezzare le tradizioni locali, sottolineare il valore degli usi religiosi. Tutte ragioni che il liberalismo continentale ha fatto proprie. Vedi un Oakeshott, un Berlin, un Aron. Di tutto ciò, però, i libertari non si curano minimamente, la loro filosofia del "vivi e lascia vivere" gli impedisce di ragionare intorno allo stesso concetto di "società" a loro estraneo.
Dico queste cose da conservatore e non da comunitarista, per quanto secondo la visuale estremistica della libertà conservatori e communitarians siano pressocchè la stessa cosa - un'assurdità bella e buona, dato che un Kristol e un Walzer divergono probabilmente su tutto!
Succede dunque che su POL il forum "Liberalismo" sia occupato dagli anarchici e quello "Conservatorismo" dai vandeani, mentre uno spazio per il conservatorismo classico non c'è. Manca e se ne sente fortemente il bisogno. Purtroppo però, se il sottoscritto volesse metter su una "squadra" di conservatori liberali, sull'esempio dei Repubblicani e dei tories, non troverebbe che cinque sei persone, non di più, disposte a seguirlo nell'impresa!
Il dialogo tra presunti simili è impossibile tra l'altro perchè si usano soventemente termini impropri. Ci si dice liberali e conservatori quando non lo si è, di destra quando si è tutt'altra cosa.
Devo dire che questa confusione a sinistra è assai meno marcata. La sinistra ha una sua consapevolezza, una storia comune, degli obiettivi comuni. Anche lo stalinista più incallito si augura oggi la vittoria di Obama, mentre a destra non c'è partecipazione nè propaganda filo-McCain, ma solo un irresponsabile quanto inutile gioco al massacro. Ci si inebria di candidati fasulli, quale il libertario Barr, oppure l'ambiguo Repubblicano Paul, che con la loro azione di disturbo portano solo acqua al mulino democratico. In altri luoghi si insegue Duke e il Klan al seguito di fantasie antistoriche oggi totalmente delegittimate.
Davvero è una vita dura per chi si sforza, su POL, di fare cultura e propaganda conservatrice. Ed è un peccato che mentre nella realtà il popolo della destra, raccogliendosi sempre più sotto le comuni insegne berlusconiane, vada caratterizzandosi in senso conservatore e occidentale, la situazione su POL proceda in direzione del tutto opposta. Ancorati al campanilismo, al leaderismo, al proporzionalismo siamo indietro anni luce dalla realtà. C’è chi se ne rallegra, povero lui.




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