FACCIAMO TROPPA FILOSOFIA? E ALLORA PALIAMO DI AMERICA. HO VISTO MCCAIN ED OBAMA AL PRIMO DIBATTITO E UNA COSA E’ CERTA: CHIUNQUE VINCA, RUSSIA E IRAN AVRANNO VITA DURISSIMA. MA VI SPIEGO PERCHE’ MCCAIN E’ TUTTORA IL MIGLIOR CANDIDATO, ANCHE SE OBAMA E’ MOLTO CRESCIUTO IN MATURITA’ DA QUANDO L’HO ASCOLTATO UN MESE FA. INTANTO L’ITALIA STA DIVENTANDO UN PAESE ILLIBERALE E VI DICO PERCHE’ LO PENSO.
28 Settembre 2008
DICE IL FALSO POLACCO, ma nostro autentico amico (senza impegni politici) che questo è uno strano blog. E’ vero: mi piace affrontare i principi fondamentali più dell’Alitalia. Spero molto nella prossima amministrazione americana quale che sia. Ieri sera ho visto su CNN il dibattito fra Obama e McCain. Spero di non essre stato il solo. Obama è migliorato molto, paradossalmente è molto “bianco” come atteggiamento, sorriso, eloquenza. John McCain è brutto, vecchio e parla sempre di veterani e ricorda di essere stato un prigioniero di guerra dei Vitecong, cosa che a chi è nato negli ultimi 40 anni non fa né caldo né freddo. Non ho ancora visto i sondaggi dopo il primo dibattito, ma non sarei sorpreso se Obama fosse in testa.
Tuttavia sono convinto che per l’America e l’Europa, ma diciamo meglio per noi, McCain sia il presidente desiderabile, anche se Obama è certamente un grande e penso anche che se dovesse perdere questa volta, diventerà certamente presidente la prossima. Obama vende un sogno americano del tutto nuovo, ed è ciò che la sinistra italiana è totalmente incapace di fare: non ha nulla da vendere, nessuna fantasia di futuro, soltanto vecchi merletti e nuovi rancori. McCain vende sicurezza, realismo, esperienza. Ieri ha citato le molte volte che si è opposto a Reagan e a Bush, è un solitario che corre da solo, è religioso ma vuole una separazione drastica fra faccende religiose (private) e politica (pubblica).
Ma quel che mi importa di più è la politica estera: che cosa fare con l’Iran e che cos fare con la Russia. E lì i due sono stati entrambi chiari: l’Iran non deve avere la bomba atomica e la Russia deve capire con le buone o le cattive che non può essere la nuova Unione Sovietica, anche se nessuno vuole un’altra guerra fredda. Ma dipende dalla Russia volere o no una guerra fredda.
Io ho applaudito a scena aperta McCain quando ha detto che lui negli occhi di Putin vede soltanto tre lettere: K,G,B. E ha detto che la Russia se ne deve andare immediatamente non soltanto dalla Georgia, ma dalle due false repubbliche secessioniste che si è pappata con un colpo di mano da pirata. Senza se e senza ma. E che la Georgia come l’Ucraina devono entrare nella Nato, senza avere paura della Russia.
Ma tuttI e due i candidati hanno detto una cosa importantissima che in Italia penso sia sfuggita ai più: e cioè che è ora di varare un’alleanza delle democrazie contro il pericolo russo e iraniano. E quali sono le democrazie? Sono la Repubblica Ceka, la Polonia, i tre stati baltici, l’Ucraina, la Polonia. Sono sottintesi i popoli di lingua inglese. Ma non c’è trippa per gatti europei come l’Italia - mai citata, neanche nel novero delle potenze europee amiche - e questo significa che l’Occidente si sta dividendo e anche la Nato si sta dividendo in due zone a due velocità diverse. Una e’ l’Europa del: “Il nostro grane amico Vladimir !!” (Berlusconi) e l’altra è l’Europa che ha deciso di resistere al nuovo impero russo e alla minaccia iraniana. Si deve fare l’oleodotto alternativo a Gazprom, che è la vera ragione dell’invasione della Georgia e l’Europa occidentale non deve legarsi mani e piedi al KGB, edizione XXI secolo.
In questa visione del mondo Obama è stato soltanto un pochino più appannato, anche se ha promesso di acciuffare o uccidere Bin Laden e di voler immediatamente inviare due nuove brigate in Afganistan. Ma Obama ha preso impegni di politica estera importanti. La divisione fra i due è stata sull’Iraq, dove Petraeus ha vinto e ora si appresta a vincere anche in Afganistan. Obama vorrebbe spostare subito le truppe americane dall’Iraq all’Afganistan, mentre McCain dice che si deve restare in Iraq dove la vittoria è ancora fragile e potrebbe essere compromessa da un abbandono troppo affrettato.
Ma l’America, sia pure con la crisi finanziaria in cui interviene per la prima volta lo Stato con provvedimenti definiti “socialisti” perché a spese del contribuente, benché debitrice della Cina che possiede una buona parte del debito pubblico americano, resta la grande patria della democrazia e la nazione guida nella resistenza ai nemici della convivenza democratica del mondo, conquistata con la vittoria sanguinosa della seconda guerra mondiale, quella che io ancora bambino ricordo benissimo e che la maggior parte di voi conosce dai libri e qualche film.
Devo dire che mi sono sentito confortato dal fatto che anche se vincesse Obama (non lo desidero e non lo prevedo, ma non si può certo escludere) i principi fondamentali della democrazia armata americana sono salvi. Noi siamo il paese purulento che ha prodotto e spurgato fascismo e comunismo, illiberalismi di tutti i generi, preteschi e laici. E temo che già oggi l’Italia si trovi in una fase illiberale, perché - sia detto per inciso - i provvedimenti contro le prostitute e i loro clienti sono illiberali, l’amicizia con Putin è illiberale e angosciosa per non dir peggio. L’altro lieve (ma lieve!) faro è Sarkozy, mentre il Regno Unito annaspa nel suo grave problema di una presenza islamica talmente massiccia da imporre compromessi al ribasso illiberale.
Ma l’America c’è e ci sarà. L’America non muore e non appassisce e persino se vincesse Obama, l’Hitler di Teheran non avrà la bomba atomica e la Russia non riavrà il suo impero. Pecca di Obama: è sembrato molto meno filo-israeliano di NcCain erché ha citato Israele come un paese amico ed alleato, ma non in pericolo di genocidio, come invece ha fatto con estrema energia McCain.
God bless the United States of America.
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