



parole importanti , che ci aiutano a fare chiarezza su quanto il nostro popolo ha ormai assorbito il fenomeno della camorra , credo che sia importante condannare non solo chi devasto' la nostra terra 150 anni fa , mna anche quelli che la devastano oggi .Sopratutto loro perche' sono vivi e i danni attuali










concordo, con le armi...mà come si fa? a meno che non insorgiamo tutti, cosa improbabile per ora, ci schiaccierebbero in poco tempo senza neanche doverne dare conto. Saremmo bollati come mafiosi e vilipesi in tv, anche se con tutti quei nostri compatrioti nelle forze di polizia e nelle forze armate...................se solo sapessero come sono andate e come vanno le cose in questo paese di merda!


Come si fa? Fidel Castro si è impossessato di Cuba con un pugno di uomini armati di pistole...
Naturalmente quegli uomini avevano una cosa fondamentale: le PALLE. E sopratutto erano determinati ed avevano un PIANO D'AZIONE.
Tutto cominciò con l'assalto alla caserma del Moncada, il resto poi venne da sè perchè i tempi erano maturi per cacciare il regime oppressivo di Batista.
Anche da noi i tempi sono maturi per liberarci del regime oppressivo italian-camorristico e dei suoi vili servi meridionali.
Come si fa?? Quello che serve è un piccolo gruppo di uomini che pianifichi ed agisca. Le armi non sono mai state un problema, quando servono si trovano, legalmente o illegalmente. E nemmeno arruolare soldati disposti a battersi per la causa. Il problema è unicamente trovare capitani coraggiosi....
Non bisogna temporeggiare nell'illusione che il popolo affamato ed esasperato prima o poi fa la rivoluzione. Sono solo leggende: il popolo senza qualcuno che lo guidi non fa un bel niente. Fu l'iniziativa di Ruffo ad allestire l'armata di Santafede. Fu la determinazione di Crocco ad armare la lotta antiunitaria.
La rivoluzione è solo una questione di organizzazione, di pianificazione, portata avanti da un piccolo gruppo dirigente ben determinato. Il resto viene da sè. Il popolo segue ed ingrossa le fila dell'esercito, ma è necessario che qualcuno inneschi la miccia.
Quel qualcuno è un bimbo in fasce, o è già tra noi e non lo sappiamo ancora. Ma prima o poi salterà fuori, ormai è inevitabile.


A costo di essere tacciato come un timoroso se non peggio sento la necessità personale di intervenire su gli ultimi post di questa discussione.
Dissento totalmente da ciò che sfoglio, leggendo questi nostri pensieri ci sono molti giovani ed affrontare così leggermente argomenti come una fantomatica “lotta armata” può creare nella mente dei nostri ragazzi un passaggio pericoloso, distorto e che potrebbe indurli ad azioni per nulla lodanti se non quella di rendere loro un futuro drammatico e peggio nessun futuro!
Gli anni ’70 e ’80 sono stati terribili per via di “cattivi maestri” che incitavano ad una lotta politica armata che ha causato solo drammi familiari, morte e desolazioni.
Il mio invito a persone un poco più mature come Stefano e Alberto è quello di affrontare un tema cosi delicato in maniera più responsabile.
Preferisco le rivoluzioni alla Gandhi .
Forza e onore
fiore marro
Devo appoggiare senza indugio il richiamo Gandiano di Dechristen.
Ma ragazzi che volete fare? una rivoluzione? che volete? una guerra civile? I fatti che avete citato, ma li avete approfonditi? Castro non aveva solo pistole, ma l'aiuto di una superpotenza, l'URSS; e Ruffo riuscì nell'intento anche perchè fu il volere della massoneria inglese a volerlo per punire Napolene che aveva tradito gli scopi della massoneria a cui egli apparteneva.
Hai ragione Vonmeckel a dire che il popolo non fa un bel niente se non c'è qualcuno che lo guidi. ma bisogna essere molto cauti in questo arduo compito, specialmente se non si è sicuri che la camorra non abbia l'appoggio indiretto della massoneria; e Crocco e la guerra partigiana del 1860-1870 non ebbero la meglio, anche perchè la massoneria inglese era dalla parte dei piemontesi; perciò è meglio agire sotto altre forme: la non violenza, il boicottaggio, perorare la nostra causa agli organi internazionali, questa secondo me è la direzione da prendere.