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I MUSULMANI E LA CHIESA - Subito contestata la scelta del parroco di Pergine di dare spazi agli extracomunitari
Oratorio all’islam, c’è il sì della curia
Per il vescovo è il segno concreto di una comunità ecclesiale matura
Il delegato del vescovo:
«Avere una moschea è un diritto di tutti»
TRENTO Don Remo Vanzetta, il decano di Pergine, che domenica ha offerto l’oratorio per la preghiera islamica, non fa marcia indietro. Anzi. Sorpreso dallo scalpore suscitato dalla sua disponibilità durante la festa delle famiglie, che ormai sono in buona parte composte da stranieri, resta però fermo sulla sua posizione. Anche la Curia plaude a don Remo. Il delegato del vescovo per il dialogo interreligioso Martinelli ha parlato di: «Segno concreto, che dimostra quanto la parrocchia di Pergine sia una comunità matura, che sa fare delle scelte». Ma la Lega Nord Trentino, schierata contro la moschea, attacca il parroco.
Il parroco di Pergine, il giorno dopo. L’oratorio della chiesa per la preghiera islamica? Una moschea provvisoria? Don Remo Vanzetta conferma quanto ha effettivamente detto rispondendo ad una donna extracomunitaria che chiedeva un posto per riunirsi in preghiera, magari all’Oratorio o in Chiesa. «Non c’è stata alcuna chiusura a tale richiesta - da parte mia - ma l’impegno a portare l’argomento all’attenzione del Consiglio pastorale parrocchiale, assieme al discorso moschea. Una prassi normale per l’utilizzo degli spazi nelle strutture parrocchiali». La festa delle famiglie, domenica a Pergine, ha tolto il velo ai veri problemi che i nuovi residenti incontrano al momento dell’insediamento nella nuova comunità. Problemi, secondo don Remo che riguardano anche la comunità civile. In parrocchia c’è disponibilità al dialogo e la volontà di fare il possibile per favorire l’integrazione tra le famiglie residenti e le nuove, sempre più numerose. In realtà non c’è ancora l’impegno a mettere a disposizione l’Oratorio e ancor meno la Chiesa, ma il «dado e tratto» con la dichiarata apertura. E la cosa non è affatto piaciuta alla Lega Nord del Trentino, che auspica un ripensamento e ieri ha affidato la sua risposta alla penna del segretario della sezione di Pergine Valsugana Stefano Planchel: «Se il cattolicesimo perde colpi in Italia ed in Europa, probabilmente lo si deve anche a certi esponenti del clero troppo abituati a porgere l’altra guancia prima ancora di capire il terribile rischio che corre la nostra società con l’indiscriminata apertura al mondo islamico ed alla sua base fondamentalista. Don Vanzetta dice che concederà l’oratorio di Pergine agli islamici per le loro preghiere? Faccia pure, ma meglio sarebbe se prima di prendere decisioni scellerate ragionasse su quanto accade nel mondo islamico, Arabia Saudita in testa, dove ad un cattolico è negato pure di indossare una croce o fare professione pubblica di fede, se non vuole essere immolato dal fanatico di turno. Prima di porgere l’altra guancia sarebbe meglio applicare il principio di reciprocità».
Totale, invece, il sostegno della Curia, dove dal 2001 è attivo un tavolo sul dialogo interreligioso, che raggruppa esponenti di tutte le religioni presenti in Trentino: «Sarebbe opportuno smetterla con la contrapposizione tra cattolici ed islamici, (13.000), visto che gli ortodossi sono in Trentino 8.000». Due i messaggi che il vescovo, ieri, ha voluto far arrivare alla gente ed ai politici locali. Il primo: «La realizzazione di una moschea è un diritto della comunità islamica ed è interesse di tutti, soprattutto della società civile, consentire questo passaggio». Il secondo: «Non dobbiamo assuefarci all’idea che ha ragione chi urla di più. Non si possono più sbandierare radici cristiane per prendere voti. I cattolici devo aprirsi al dialogo, anche con gesti concreti, come quello venuto da Pergine. Questo non vuol dire svendere la chiesa, né la propria identità religiosa».
(07 ottobre 2008)
Fonte: http://espresso.repubblica.it/dettag...-curia/2043721