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  1. #1
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    Predefinito Cuba nega il visto alla blogger Sanchez

    Cuba nega visto per l'Italia a dissidente
    di Tara Fernandez

    Il governo cubano ha negato per la seconda volta il visto di uscita da Cuba a Yoani Sanchez, giornalista che usa Internet per comunicare il dissenso dal regime e che ha ricevuto riconoscimenti internazionali.
    In occasione del conferimento del Premio “Ortega y Gasset” per il giornalismo digitale attribuitole alcuni mesi fa dal quotidiano spagnolo 'El Paìs', il governo de L'Havana le ha negato il permesso per l'espatrio e quindi non ha potuto ritirarlo personalmente.
    Oggi e' la volta dell'Italia, dove Sanchez era stata invitata a partecipare ad alcuni incontri e manifestazioni letterarie da tenersi in ottobre e si e' vista negare il visto.
    Sulla vicenda i senatori Poretti e Perduca (Radicali-PD) hanno presentato un'interrogazione al ministro degli esteri Frattini per sapere "se sia possibile acquisire informazioni, tramite Ambasciate, sulle motivazioni che hanno respinto per ben due volte la richiesta di visto di uscita alla signora Sanchez, e se il Governo intenda intervenire per permetterle di venire in Italia e di partecipare alle conferenze che richiedono anche la sua presenza".

    http://www.osservatoriosullalegalita...55cubainfo.htm

    www.osservatoriosullalegalita.org uno dei blog assolutamente migliori

  2. #2
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    U.E. - ITALIA
    Il Governo nega il visto alla blogger cubana Sanchez
    27 Settembre 2008

    Dichiarazione della sen. Donatella Poretti (Radicali-Pd). Yoani Sanchez e’ una giornalista “dissidente” cubana, lavora nella redazione telematica del portale Desde Cuba, rivista indipendente ostacolata dal regime. Il suo blog, cui si puo’ accedere solo dal di fuori dell’isola perche’ vietato e oscurato dal regime, informa il resto del mondo su cio’ che accade a Cuba e sulle contraddizioni del regime dei fratelli Castro. Nel 2004 ha fondato insieme a un gruppo la rivista di cultura e dibattito Consenso. Ma la sua lotta contro il regime cubano la espone quotidianamente a grandi pericoli. La scorsa primavera il quotidiano spagnolo El Pais le ha attribuito il Premio “Ortega y Gasset” per il giornalismo digitale, ma lei non ha potuto recarsi in Spagna per poterlo personalmente ritirare, perche’ dal governo cubano e’ stato negato il permesso d’espatrio.
    Nel prossimo ottobre e’ stata invitata a parlare in Italia: la rivista Internazionale avrebbe inserito un suo intervento nella manifestazione che si terra’ a Ferrara nel primo fine settimana di ottobre, mentre le Edizioni Il Foglio Letterario l’avrebbero fatta parlare durante il “Pisa Book Festival” (10 - 12 ottobre) e successivamente a Piombino, nel corso dell’iniziativa “Ottobre Piovono Libri”. Tutto annullato. Per la seconda volta in un anno, la blogger “ribelle” si e’ vista negare il permesso di uscita, la famigerata carta blanca che Mariela Castro diceva di voler abolire. E’ chiaro che la Sanchez viene trattenuta a Cuba perche’ considerata pericolosa in quanto in grado di riferire sul regime che ancora e’ in auge.
    Insieme al sen. Marco Perduca abbiamo deciso di rivolgere un’interrogazione al ministro degli Affari Esteri, per sapere se, tramite le Ambasciate, sia possibile acquisire informazioni sulle motivazioni che hanno portato a respingere alla Yoani Sanchez per ben due volte la richiesta di visto di uscita da Cuba, e se il Governo intenda intervenire per permetterle di venire in Italia e di partecipare alle conferenze che richiedono anche la sua presenza

  3. #3
    Radicale transnazionale
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    Set 26
    Cuba. A blogger Sanchez negato dal governo cubano il visto per l’Italia. Interrogazione alla Farnesina

    Interrogazioni Invia un commento
    Interrogazione al Ministro degli Esteri dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca
    Premesso che:
    E’ stato negato per la seconda volta il visto di uscita da Cuba a Yoani Sanchez (cfr. in allegato la riproduzione del diniego notificatole in settimana);
    Yoani e’ laureata in filologia, vive all’Avana, E’ appassionata di informatica e lavora nella redazione telematica del portale Desde Cuba (www.desdecuba.com), rivista indipendente ostacolata dal regime. Il suo blog (www.desdecuba.com/generaciony) fa discutere perche’ e’ controcorrente.
    Yoani nasce a Cuba nel 1975. Nel 1995 si specializza in letteratura spagnola, filologia ispanica e letteratura latinoamericana contemporanea, discutendo una tesi incendiaria dal titolo “Parole sotto pressione. Uno studio sulla letteratura della dittatura”. Termina l’Universita’.
    Nel 2000 si impiega presso la Editorial Gente Nueva dei cubani - con il salario di Stato non puo’ mantenere una famiglia. Decide di continuare il lavoro statale ma comincia a dare lezioni (illegali) di spagnolo ai turisti tedeschi che visitano L’Avana.
    Nel 2002 Yoani decide di emigrare in Svizzera, ma nel 2004 torna in patria, forse per la nostalgia della sua terra, anche se amici e familiari sconsigliano il rientro. Scopre la professione di informatica, lavoro che fa ancora oggi.
    Nel 2004 fonda insieme a un gruppo di cubani che vivono sull’isola la rivista di cultura e dibattito Consenso. Tre anni dopo lavora come webmaster, articolista e editorialista Generacion Y, definito come «un esercizio di codardia», perche’ e’ uno spazio telematico dove puo’ dire quello che e’ vietato sostenere nella vita di tutti i giorni.
    Yoani Sanchez da un po’ di tempo mette alla berlina i difetti della societa’ cubana. Contesta il regime e viene considerata una dissidente.
    La scorsa primavera il quotidiano spagnolo El Pais attribuisce alla blogger il Premio “Ortega y Gasset” per il giornalismo digitale, ma non ha potuto recarsi in Spagna per poterlo personalmente ritirare perche’ le e’ stato negato il permesso d’espatrio.
    Per il mese di ottobre p.v. e’ stata invitata a parlare in Italia: la rivista Internazionale avrebbe inserito un suo intervento nella manifestazione che si terra’ a Ferrara nel primo fine settimana di ottobre; le Edizioni Il Foglio Letterario l’avrebbero fatta parlare durante il “Pisa Book Festival” (10 - 12 ottobre) e successivamente a Piombino, nel corso dell’iniziativa “Ottobre Piovono Libri”. Tutto annullato. Per la seconda volta in un anno, la blogger “ribelle” si e’ vista negare il permesso di uscita, la famigerata carta blanca che Mariela Castro diceva di voler abolire.
    Sanchez probabilmente viene trattenuta a Cuba perche’ considerata pericolosa in quanto in grado di riferire sul regime che ancora e’ in auge in quel Paese.
    Per sapere
    se sia possibile acquisire informazioni, tramite Ambasciate, sulle motivazioni che hanno respinto per ben due volte la richiesta di visto di uscita alla signora Sanchez, e se il Governo intenda intervenire per permetterle di venire in Italia e di partecipare alle conferenze che richiedono anche la sua presenza.

  4. #4
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    bof.prima di fare interrogazioni e controoointerrogazioni,sarebbe opportuno sapere quali sono le vere motivazioni di un tale atteggiamento da parte del governo cubano.e comunque mi sembra una indebita ingerenza negli affari interni di uno stato sovrano

  5. #5
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    Abbasso Fidel Castro:
    persecutore degli oppositori
    persecutore degli omosessuali
    dittatore antidemocratico e sanguinario
    ultimo retaggio delle tristi democrazie "popolari"

  6. #6
    Per l'unità dei comunisti.
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    Citazione Originariamente Scritto da il Gengis Visualizza Messaggio
    Abbasso Fidel Castro:
    persecutore degli oppositori
    persecutore degli omosessuali
    dittatore antidemocratico e sanguinario
    ultimo retaggio delle tristi democrazie "popolari"
    bravo ora torna al letto.
    Emanuele

  7. #7
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    Quante storie per 1 visto di uscita negato, dicasi UNO, per di più a dissidente rompiscatole che non farebbe nient'altro che andare a denigrare il proprio paese.

    Nella striscia di Gaza ci sono 1,5 milioni di palestinesi che non possono uscire e entrare, dicasi 1,5 milioni, ma quelli possono anche crepare che non si muove nessuno perchè, si presume, non sono della nostra sponda.

    Solita politica dei due pesi e delle due misure.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da LeleRm Visualizza Messaggio
    bravo ora torna al letto.
    Là, da dove tu non ti sei mai alzato.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Volpone Visualizza Messaggio
    Quante storie per 1 visto di uscita negato, dicasi UNO, per di più a dissidente rompiscatole che non farebbe nient'altro che andare a denigrare il proprio paese.
    .
    Bravo, Commissario del Popolo, il tuo zelo verrà premiato ma presto o tardi verrai purgato.

  10. #10
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    Yoani Sánchez non esce da Cuba
    Quando la libertà di espressione fa paura…

    24 Settembre 2008
    Doccia fredda per la giovane blogger cubana Yoani Sánchez che da un po’ di tempo mette alla berlina i difetti di una società che non ha più il diritto di chiamarsi comunista. Adesso sono disponibili anche in italiano i racconti di vita quotidiana della filologa avanera che voleva fare la giornalista e si è inventata un ruolo da blogger controcorrente. Basta collegarsi alla rivista telematica Tellusfolio e alla versione italiana di Generación Y (desdecuba.com/generaciony_it) per capire tutto quello che non funziona nella Cuba di Raúl Castro. Il popolo non chiede telefonini ed elettrodomestici (anche perché il cubano medio non se li può permettere), ma libertà, lavoro retribuito dignitosamente, fine del doppio sistema monetario e possibilità di viaggiare senza dover chiedere permessi. Yoani Sánchez è una spina nel fianco della rivoluzione cubana (le lettere maiuscole sono sprecate) e il regime si difende non lasciandola uscire dal Paese. I fratelli Castro temono i racconti veritieri che possono uscire dalla sua bocca e non hanno ancora trovato nessuno in grado di screditarla in campo internazionale. I molti fiancheggiatori del regime presenti anche sul territorio italiano si sono dati un gran da fare per trovare qualche scheletro nell’armadio di Yoani Sánchez, ma non hanno avuto successo. L’accusa ricorrente che giunge dai settori più radicali della sinistra italiana (ma è davvero di sinistra difendere una dittatura?) è quella di aver incassato i quindicimila euro del Premio Ortega y Gasset. Non mi pare un elemento influente per screditare un grande lavoro al servizio della libertà.
    Per il mese di ottobre avevamo invitato Yoani Sánchez a parlare in Italia, ma dovremo farne a meno. La rivista Internazionale avrebbe inserito un suo intervento nella manifestazione che si terrà a Ferrara nel primo fine settimana di ottobre. Le Edizioni Il Foglio Letterario l’avrebbero fatta parlare durante il “Pisa Book Festival” (10 - 12 ottobre) e successivamente a Piombino, nel corso dell’iniziativa “Ottobre Piovono Libri”. Tutto annullato. Per la seconda volta in un anno, la blogger ribelle si è vista negare il permesso di uscita, la famigerata carta blanca che Mariela Castro diceva di voler abolire. La misura di trattenere a Cuba i dissidenti pericolosi è più in auge che mai e serve a far tirare il fiato a una dittatura in crisi di carisma da quando Fidel Castro si è ritagliato un ruolo di commentatore politico.
    A proposito del lider maximo, segnaliamo che in un intervento sull’uragano Ike, definito l’Hiroshima di Cuba, si è lasciato andare a una disamina dei mali che danneggiano la rivoluzione.
    Castro ha criticato i funzionari corrotti che rubano e si arricchiscono sulle spalle del popolo cubano, senza tener conto della morale comunista. L’economia cubana è in ginocchio e i danni materiali sono gravissimi - come racconta Yoani nel suo blog - ma il vecchio comandante afferma che “l’ottima organizzazione di esercito e protezione civile ha permesso di limitare al minimo il numero delle vittime”.
    Fidel annuncia una lotta dura e sanzioni esemplari contro chi ruba nelle fabbriche, nei magazzini, nelle rivendite di pezzi di ricambio per automobili, negli hotel, nei ristoranti e nelle altre attività dove circola denaro. Meno male si rende conto che “il furto non è l’unico male che danneggia la rivoluzione”, perché ci sono anche “i privilegi coscienti o tollerati e le invenzioni della burocrazia”. Castro conclude che i mali peggiori stanno nella ricerca del capitalismo, nella tendenza a generalizzare i privilegi e a pagare più del dovuto i funzionari. Cuba non arriverà mai ad applicare la pena di morte contro questi reati, ma farà una lotta dura per vincere una battaglia delle idee che da anni la vede in prima linea.
    Fidel Castro si limita a descrivere un fenomeno, ma non indaga sulle cause, non si chiede perché a Cuba dilaga la corruzione e i furti sono generalizzati. Tutti rubano allo Stato perché lo Stato è il primo ladrone che non garantisce niente, se non uno stipendio da fame e una manciata di alimenti razionati. Castro confonde cause ed effetti, come quando faceva la guerra alle ragazzine che si prostituivano, parlando di “nuove generazioni che perdono i valori rivoluzionari”. Il vero problema della rivoluzione cubana è la totale indigenza di una popolazione tenuta sotto la stretta morsa della penuria alimentare. Un popolo affamato si domina meglio, come ha già detto qualcuno, il problema principale di mettere insieme il pranzo con la cena lo distoglie da pretese su libertà e diritti civili.
    Yoani Sánchez dà voce alle istanze della società civile, scrive su un blog molto seguito in tutto il mondo, ma per assurdo vietato a Cuba. Tacere su un crimine equivale a commetterlo, diceva José Martí. Yoani non tace su niente e da brava cittadina racconta tutto quello che vede, soprattutto non confonde cause ed effetti. Il regime non la fa uscire dal Paese perché non vuole che racconti al mondo le sofferenze di un popolo stanco. Insisto nel dire che la storia non li assolverà…

    Gordiano Lupi

 

 
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