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  1. #1
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    Thumbs down Due brutte facce dell'Italia contemporanea

    da: http://euro-holocaust.splinder.com/p...mostrare...+-+

    Tommaso Padoa-Schioppa e la sua propaganda: stiamo a vedere che...



    L'ex ministro Padoa-Schioppa [foto sopra] ci ha voluto deliziare, nei giorni scorsi, di un'altra delle sue perle [vedere anche articolo dell'11 novembre 2006]. Discutendo di immigrazione e insicurezza, ha riportato la solita manfrina in favore dell'immigrazione, la quale "rafforzerebbe" l'economia, la cultura e la politica europee, tutto in una volta sola. Troppa grazia! Da quando, due anni fa, affermò che gli italiani dovevano accettare le delocalizzazioni perchè "arricchenti", adesso l'esplosione multietnica dovrebbe essere addirittura elemento di "rafforzamento" dell'Unione Europea e della stessa identità europea. Parole in libertà, in pratica, dove gli opposti assumono, per questo genio, analogo valore [1].

    Una cosa però ci viene in mente: se dopo due anni dalla sua prima sparata, la globalizzazione ha incominciato a mostrare crepe, fra due anni che accadrà? L'Europa "multietnica" si incendierà?

    [1] La guerra è pace; la libertà è schiavitù; l'ignoranza è forza [George Orwell, 1984]

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    da: http://euro-holocaust.splinder.com/p...un+pezzo+-+Par

    La nave (forse) affonda e i topi (di sicuro) scappano: Carlo De Benedetti



    Il signor Carlo De Benedetti [foto sopra] non crede nell'Italia. In compenso crede ancora negli USA e, di sicuro, nella Svizzera. Negli stessi giorni in cui afferma che l'Italia non conta alcunchè in ambito internazionale (detto da chi ha contribuito a trasformare l'Olivetti in un nulla...), anche perchè, a suo dire, non guarda abbastanza al Sud del Mediterraneo (solito ritornello), e negli stessi giorni in cui afferma che gli USA riusciranno a riprendersi dalla crisi economica meglio dell'Europa, perchè più "mobili", De Benedetti fa altrettanto ed emigra in Svizzera. Perchè ormai ci abitava da alcuni anni e in più ha già una patente elvetica. Mica per altro.

    Bene, tanti saluti! Un personaggio inutile in meno...

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da L'Europeo Visualizza Messaggio
    La nave (forse) affonda e i topi (di sicuro) scappano: Carlo De Benedetti[/URL]
    È già successo:

    [SILVIA]8 SETTEMBRE 1943[/SILVIA]

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    È già successo:

    [silvia]8 SETTEMBRE 1943[/silvia]
    Ma nel '43 rimase qualcuno a combattere, poco importa se per un'idea "sbagliata".

  4. #4
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  5. #5
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    Thumbs down Come volevasi dimostrare... (11 novembre 2006)

    da: http://euro-holocaust.splinder.com/p...asi+dimostrare...

    Economia e lavoro concreto: la propaganda élitaria contro il bene dei cittadini



    Avevamo scritto: "...come la "cittadinanza" (prodotto ideologico degli ultimi secoli) ha sostituito l'appartenenza etnico-culturale, lo "sviluppo economico" ha sostituito la creazione e la difesa del lavoro concreto. Con tutto quello che ne consegue, in termini di ulteriore spossessamento del potere delle persone comuni che formano la nostra nazione...".

    Ecco arrivare le parole, fin troppo chiare, del ministro dell'Economia e delle Finanze, Tommaso Padoa-Schioppa, per cui, prima del (ovvero, a leggere bene, "più che il...") lavoro per i cittadini italiani, conta maggiormente il benessere delle imprese. Ossia, detto in maniera esplicita, conta il sistema di potere economico-politico. Il resto è propaganda (si dimostri che togliere lavoro da un paese, arricchisce gli abitanti di quello stesso paese!).


    • Dall'articolo "Industria: Padoa-Schioppa, vitale produrre all'estero" (La Repubblica, 11 novembre 2006):
    La scelta delle imprese italiane di trasferire la produzione all'estero "non
    necessariamente penalizza il Paese". E' quanto sostenuto oggi dal ministro
    dell'Economia e delle Finanze, Tommaso Padoa Schioppa
    , intervenendo a Biella al
    convegno per celebrare i 120 anni del gruppo Banca Sella. Padoa Schioppa,
    parlando ad un pubblico composto, oltre che dai vertici del gruppo Sella, da un
    gran numero di esponenti delle banche italiane, ha definito "punto di forza
    della ripresa dell'industria tessile biellese la decisione di impiantare parte
    della produzione all'estero". Secondo il ministro, in termini generali, "la
    delocalizzazione non e' solo un modo alternativo di produzione, e non
    necessariamente penalizza il Paese da dove origina. Certo vi e' un temporaneo
    sacrificio dell'occupazione
    [!!!, ndr]- ha ammesso - che deve trovare sollievo in un
    migliore sistema di ammortizzatori. Nel tempo, pero', il trasferimento delle
    attivita' all'estero puo' avere effetti positivi sul Paese da dove partono le
    aziende". Padoa-Schioppa ha portato l'esempio del trasferimento di una sola
    parte del processo produttivo di una azienda all'estero, fatto che consente "la
    riduzione dei costi e permette all'impresa di diventare piu' efficiente e
    guadagnare o mantenere la propria quota di mercato". Tra i risultati, secondo il
    ministro, anche benefici per l'occupazione degli impianti rimasti sul territorio
    nazionale. "L'internazionalizzazione della produzione - ha osservato il ministro
    - oggi e' diventata una esigenza vitale delle imprese, soprattutto nei settori
    dove l'alto tenore di vita raggiunto in due generazioni rende per noi proibitiva
    la concorrenza in termini di costi del lavoro".

 

 

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