non sono ovviamente di sinistra, ma c'è una cosa che, se non sbaglio, fu detta da Marx. Lo stato è la struttura mediante la quale la borghesia, cristallizza, legalizzandola, una situazione di fatto, quella della sua predominanza, potere e sopraffazione. Beh, non c'è affermazione più condivisibile che io ricordi, a proposito delle dottrine politiche e del concetto di stato.
In diritto costituzionale mi pare la definizione fosse comunità organizzata stabile di persone su un territorio, con un ordinamento.
Bene: mi dite chi ormai si riconosce in una tale definizione, o meglio è il nostro stato, lo stato di oggi, ovunque, un'entità in cui i cittadini si possono riconoscere, quindi rappresentativo?
Lo Stato è ormai soffocato dalla burocrazia e dal principio di legalità, questo moistro cui vengomno quotidianamente sacrificate le vite dei cittadini, che non possono ottenere giustizia perchè un termine è scaduto, o qualcuno non ha fatto il suo lavoro in tempo, o perchè i tempi per ottenere qualcosa sono lunghi e costosi, o perchè la legge stabilisce che qualcuno è più uguale degli altri, quindi esente da reazioni.
Insomma alla fine, sarà qualunquismo, sticazzi), i potenti fanno sempre come gli pare e la legalità è dalla loro parte.
E noi che crediamo, vorremmo credere allo stato, come un qualcosa di vicino, utile, pronto a fare delle eccezioni per riconoscere giustizia, espressione di una comunità organica, ci rendiamo sconsolatamente conto, che proprio esso deve diventare il nemico, non come tipo, come CONCETTO!!!