Marcegaglia alla Cgil: «Niente veti sui contratti»
Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, non intende subire veti dalla Cgil sulla riforma dei contratti ma precisa di non avere ancora deciso un accordo separato con Cisl e Uil. L'ipotesi, comunque, è sul tavolo degli industriali. Al termine di un incontro con il leader del Pd, Walter Veltroni, la Marcegaglia afferma: «Non ho detto che faremo un accordo separato ma che valuteremo la situazione e, quindi, anche se andare in quella direzione». E poi aggiunge: «Di certo non ci faremo imporre veti e non faremo finta che non esiste un problema di modernizzazione delle relazioni sindacali».
Così la trattativa in corso tra industriali e sindacati è diventato il tema chiave dell'incontro. «Abbiamo spiegato - ha riferito la leader degli industriali - in modo chiaro le nostre posizioni, e che la nostra proposta non significa una riduzione del salario, ma anzi un aumento legato alla produttività. Abbiamo anche sottolineato l'apertura del nostro documento. Quello che non possiamo accettare - ha concluso - è un meccanismo come quello proposto dalla Cgil che è la scala mobile».
E proprio su tale meccanismo c'è stato un ulteriore scambio di battute tra la Marcegaglia e il leader della Cgil, Guglielmo Epifani. Quest'ultimo infatti, sul Corriere della Sera, ha ricordato di essersi battuto contro la reintroduzione della scala mobile «quando la Marcegaglia era ancora una bambina». Ma il presidente di Confindustria ha replicato ironica: «Sono contenta perchè vuol dire che sono più giovane di Epifani, e questo non è un peccato. Lui dice di aver vissuto e combattuto la scala mobile, mentre io l'ho solo studiata - ma allora dovrebbe conoscere quel meccanismo devastante ed essere più attento ai suoi effetti. Parlare di indicizzazione significa parlare di scala mobile».
Lo scontro diretto c'è stato mercoledì dopo settimane di tentativi, inviti ed auspici. Guglielmo Epifani ha bocciato senza appello la proposta di riforma messa sul tavolo dagli industriali, non lasciando alcun margine di manovra alla trattativa. E la Marcegaglia ha fatto sapere di «valutare l'ipotesi di una firma senza la Cgil». Mentre certe «aperture importanti, sono state apprezzate da Cisl e Uil».
Agli industriali non è andata giù la posizione di totale chiusura assunta dal sindacato. E non va giù che la Cgil non accetti «alcun tipo di regola» nella contrattazione. «Vuole il far west, dove vale tutto e si contratta su tutto a tutti i livelli», ha sottolineato il leader di Confindustria. Un'accusa respinta però immediatamente al mittente: «Siamo noi a voler evitare il far west - ha risposto Epifani - insistendo perché sia difeso il modello contrattuale universale. Quanto alla scala mobile, è una pura invenzione sostenere che vorremmo ripristinarla. Vogliamo però evitare che, come prevede la proposta di Confindustria, siano solo i lavoratori a pagare gli effetti dell'inflazione importata».
Il timore della Cgil è infatti che il lavoratore, già colpito dai rincari di benzina e bollette, si veda decurtato lo stipendio proprio della componente energetica: «così paga due volte». «Per noi la trattativa è finita», ha annunciato quindi Epifani, precisando però allo stesso tempo che «fino all'ultimo» la Cgil non si alzerà dal tavolo. Nessuna intenzione dunque di replicare il copione di quattro anni fa, quando allo stesso tavolo di riforma con l'allora presidente di Confindustria Montezemolo rimasero solo Pezzotta e Angeletti. Epifani ha auspicato perciò un confronto con gli altri sindacati rispetto alle divergenze emerse sulla riforma dei contratti. «Sarebbe oggi opportuno sedersi ad un tavolo con Cisl e Uil, per dire il come e il perché delle diverse valutazioni».
Pubblicato il: 02.10.08
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79557





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