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    Predefinito Il Parlamento siciliano è il più caro del mondo...

    http://www.siciliainformazioni.com/g...stato-euro.htm

    Il Parlamento siciliano è il più caro del mondo, in 4 mesi ha approvato sette leggi: l’esame di ogni legge è costato 514mila euro

    Ridurre gli stipendi dei deputati regionali? Nemmeno per sogno, sarebbe una misura punitiva verso il Parlamento che fa il suo dovere, lavora bene e non è davvero il caso di metterlo in croce. Il Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, ha manifestato il suo dissenso in una intervista concessa al Giornale di Sicilia di Palermo.

    Bisognerebbe leggerla e farne un documento da studiare nelle scuole siciliane sia per il merito quanto per la forma. Il merito, anzitutto. Cascio sostiene che gli stipendi non si toccano perché l’Assemblea esprime una qualità più che buona dell’attività legislativa, ed a prova di questo giudizio, ricorda il numero delle leggi approvare, ben sette (e presto diventeranno di più). Sostiene inoltre che ritoccare gli emolumenti potrebbe apparire una sanzione comminata ingiustamente a danno di chi non se lo merita.

    Se Lombardo vuole risparmiare e ridurre gli stipendi, osserva con malizia il Presidente Cascio, lo faccia con i suoi assessori, dimezzi gli stipendi dei membri del governo. Non ha bisogno di chiedere il permesso a nessuno, basta che firmi un decreto. Capito l’antifona? Decida a casa sua e dia l’esempio, qui stiamo tutti bene come stiamo.

    L’idea di collegare il dimagrimento degli emolumenti dei parlamentari al lavoro svolto è davvero originale, finora gli stipendi sono stati giustificati in tanti modi – i costi dell’attività politica, i viaggi, la permanenza fuori sede ecc – ma mai si era arrivati al “cottimo”. Siccome abbiamo fato sette leggi, vuol dire che ci siamo guadagnati la pagnotta. Un ragionamento che può diventare un boomerang. Facciamo un poco di conti. Ogni deputato, al lordo, costa più di 50 mila euro al mese, senza contare i contributi ai gruppi parlamentari. In quattro mesi circa l’Assemblea ha speso 3 milioni e seicento mila euro in stipendi, indennità, benefit ed oneri indiretti. Dividendo questa cifra per il numero delle leggi approvate (alcune di un solo articolo), se ne deduce che ogni legge (meglio chiamarla “leggina” in considerazione della sua semplicità) costa ai contribuenti siciliani 514.285 euro, quasi un miliardo delle vecchie lire. In quale parte del mondo i cittadini pagano una legge una simile cifra?

    Il cottimo, dunque, è un’arma a doppio taglio.

    Resta il carattere punitivo del “taglio” degli stipendi.

    L’aumento dei costi della politica non è mai stato legato alla produttività. Il Parlamento non è un’azienda, è un luogo in cui si affrontano i bisogni del Paese, si dibattono le misura de intraprendere, si decide come regolare le attività economiche, sociali e si controlla il lavoro dell’amministrazione regionale (o statale). Quando il Parlamento lavora bene, i cittadini soddisfatti e chiudono gli occhi su stipendi ed indennità, a meno che non si esageri (come nel caso italiano), ma quando ai costi enormi della politica si aggiunge una sostanziale impotenza delle istituzioni, la gente si arrabbia.

    Nel caso siciliano, la produttività à solo un elemento, non la motivazione. Si spende troppo e si lavora male. Le responsabilità non sono individuali, ma politiche. Lo stesso Cascio, nel corso dell’intervista, ricorda che non bisogna giudicare il Parlamento attraverso il numero delle leggi che approva. Giusto. E allora perché gli stipendi alti vengono giustificati con il buon numero delle leggi approvate?

    Il Presidente Cascio ricorda che il trattamento dei deputati regionale è identico a quello del Senato della Repubblica, il famoso parametro che viene tirato un ballo unicamente per ciò che di meglio offre, ma viene dimenticato in altre circostanze, come ad esempio l’uso delle auto blu, che in Sicilia vengono concesse ad personam ed in numero irragionevolmente alto.

    La difesa d’ufficio dei deputati regionali da parte del Presidente dell’Ars è comprensibile, ma le “pezze d’appoggio” a giustificazione del dissenso lo sono davvero poco e niente. Cascio si è data la zappa ai piedi.

    Ci sono voci di spesa per indennità che sono giustificate solo dal parametro, che non è una legge da rispettare, ma una consuetudine che viene mantenuta perché così conviene. Per esempio l’indennità di aggiornamento culturale e politico. Che vuol dire?

    I contributi ai gruppi parlamentari dell’Assemblea. Ridurli sarebbe punitivo?

    “Penso che Lombardo sia animato da buona volontà e che si stia muovendo per attuare un percorso virtuoso”, riflette il Presidente dell’Ars nel corso dell’intervista, Ma subito dopo avverte: “dobbiamo stare attenti a non essere accusati di fare del populismo spicciolo o attivare polemiche attraverso frasi lanciate dai giornali”.

    Chi legge queste considerazioni è portato a credere che Cascio stia dalla parte di Lombardo e che ne apprezzi l’operato. Ma nel linguaggio politico si ragione in modo diverso. La buona volontà ed il percorso virtuoso servono ad indorare la pillola, il giudizio invece è netto: chi propone tagli di stipendi ai deputati fa del populismo spicciolo e regala ai giornali frasi che provocano polemiche. Insomma, caro Lombardo, non ci sei piaciuto. Fatti gli affari tuoi, taglia gli stipendi degli assessori se vuoi fare il primo della classe.

    La traduzione è sbagliata? Può darsi, ma questa è la volontà percepita. Come per l’umidità, il freddo e i prezzi, la percezione conta, conta molto.

    Cascio usa lo stesso ecumenismo per bacchettare Lombardo su un altro argomento chiave, la sanità. Il piano del suo governo non è il migliore, afferma. Altro eufemismo, per affermare che non gli piace proprio e va modificato. Il Parlamento, infatti, non lo vuole cos’ com’è. Certo Russo, l’assessore alla sanità, è persona amabile, è sicuro che abbia “onesta intellettuale e buona volontà” per rimediare. Come? Naturalmente, facendo marcia indietro, come chiedono pressantemente i deputati forzisti della maggioranza.

    L’opposizione? Sugli stipendi mantiene un rispettoso riserbo.

    •   Alt 

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  2. #2
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    clientelismo costa caro...

 

 

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