La mossa del Guardasigilli: «Più spazio a soluzioni alternative»
Mastella: «Carcere? Misura estrema»
«Reclusione riservata a criminalità organizzata, ai delinquenti abituali e a chi commette reati che allarmano società»
Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, durante il suo intervento alla festa del corpo della polizia penitenziaria (Ansa)
ROMA - Il carcere come misura riservata ai casi estremi. La reclusione dovrà essere considerata «una misura punitiva estrema», riservata «alla criminalità organizzata, ai delinquenti abituali e da coloro che commettono reati che destano grave allarme sociale». Ad affermarlo è stato il ministro della Giustizia Clemente Mastella, nel suo discorso alla polizia penitenziaria in occasione della festa del Corpo. Per il Guardasigilli «più spazio dovrà essere conferito alle sanzioni diverse, irrogate in alternativa alla detenzione ordinaria».
INDULTO E RIFORME - Poi il Guardasigilli si è soffermato sul tema dell'indulto e delle riforme del sistema giustizia. «L’indulto - ha spiegato Mastella - non è un gesto di finta solidarietà, non è un dispetto alla voglia di giustizia, non è una gratificazione anticipata a chi non la merita», ma «questo atto deve essere inquadrato in una prospettiva più ampia di ammodernamento del sistema delle pene, significando con ciò che dovranno seguire, a breve, misure di riorganizzazione ma anche e soprattutto riforme strutturali che dovranno investire il sistema penale e penitenziario».
Per Mastella, «proprio l'uscita dal carcere di 23543 detenuti, a seguito del provvedimento d'indulto, consentirá di ripensare l'organizzazioni degli istituti di pena, al fine di contemperare sempre di più e al meglio le esigenze di sicurezza e di risocializzazione dei condannati». Un provvedimento, ricorda con una punta polemica il ministro, «voluto da una larghissima parte del Parlamento, con eccezioni a destra e a manca; anche se a volte, leggendo le cronache politiche, sembra che le eccezioni siano state superiori a una volontá parlamentare così estesa e che l'indulto sia quasi figlio di nessuno».
04 ottobre 2006




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