
Originariamente Scritto da
FN Marche
Corriere Adriatico del 1 Ottobre 2008
“Faremo chiarezza sul piano processuale, L’episodio è servitosolo a ostacolarele nostre iniziative”
Altri tre dirigentinei guai per dannia manifesti e bacheche
Gladi, coordinatore di Forza Nuova, rivendica il consenso politico del movimento e nega verità all’inchiesta
“Accusato delle botte ai Ds? Me ne frego”
FANO - “Sono accusato di aver aggredito i due ex dirigenti dei Ds? No comment, anzi me ne frego”. Dice proprio così Marco Gladi: me ne frego. E pone l’accento sull’espressione che è il motto della destra radicale almeno da ottant’anni, da quando sulle piazze i giovanotti cantavano me ne frego, me ne frego di morire per la santa libertà pensando alla Patria e dedicando l’inno a D’Annunzio e Mussolini.
L’impresa ora è meno eroica ma pur sempre impegnativa: un’imputazione per lesioni personali e danneggiamenti aggravati davanti al Tribunale di Fano in seguito all’aggressione subita nella notte del 2 febbraio 2007 da Luca Serafini e Samuele Mascarin, allora dirigenti dei Ds. Sotto processo sono finiti quattro dirigenti di Forza Nuova: Marco Gladi, che è il coordinatore regionale; Mirco Rosati, all’epoca responsabile provinciale del movimento (poi è passato ad Azione sociale); Mirco Conti, referente comunale e Davide Ditommaso, attuale coordinatore provinciale. Insomma, l’intero vertice locale di Forza Nuova, movimento che aveva negato la violenza contro i diessini e che in seguito ha preso le distanze dai presunti naziskin coinvolti (come aggressori e vittime) negli scontri con ragazzi di sinistra. Dopo le indagini della Digos e gli atti della procura della Repubblica, Gladi deve rispondere delle lesioni subite da Serafini (7 giorni di prognosi) e di quelle tentate contro Mascarin mentre tutti e quattro sono accusati dei danneggiamenti ai manifesti e alle bacheche dei Ds.
“Lo so - afferma Marco Gladi, che è un falconarese -: questa è la conclusione delle indagini sui fatti di Fano, una conclusione che secondo noi non aderisce alla realtà. E’ stato fatto un riconoscimento fotografico ma io non sono mai stato sentito dagli inquirenti. La vicenda l’affronteremo sul piano processuale, se ne occuperanno al momento opportuno gli avvocati di Forza Nuova. A me ora interessa il piano politico. Certamente quest’accusa non intaccherà la mia persona. Sono il coordinatore regionale di un movimento che si è già radicato in tutte le Marche come le recenti elezioni hanno dimostrato. A Falconara Marittima mi sono presentato come candidato sindaco e abbiamo preso il 5 per cento dei voti, quasi mille elettori hanno scelto me. Nessun processo penale potrà mai fermare questo consenso politico”.
Nelle elezioni di aprile a Fano Forza Nuova ottenne 397 voti, quasi l’uno per cento, più dei socialisti di Boselli, della lista nazionale Per il Bene Comune e di altre formazioni minori. “A Fano abbiamo una sede e da tempo facciamo attività politica - sottolinea Marco Gladi -. L’episodio denunciato dai diessini è servito allora a impedirci di svolgere una conferenza sulle foibe programmata la sera seguente e la settimana dopo una manifestazione in piazza, che però abbiamo organizzato il mese successivo e ripetuto quest’anno con successo. Noi vogliamo continuare su questa strada, occupandoci di politica”.