Libertà e democrazia: strumenti di emancipazione dell'uomo o armi del maligno?

Se c'é una parola di cui tanto si abusa da qualche secolo a questa parte essa é libertà. La ritroviamo codificata in maniera violenta durante gli anni bui della rivoluzione francese assieme al binomio fraternité-egalité. Libertà-fraternità-uguaglianza: vuote espressioni partorite dalle logge massoniche per incatenare gli uomini ad un destino ineluttabile di schiavitù e di peccato. Da allora, dal 1789, tutti gli stati moderni e nazionali che hanno progressivamente sotituito la regalità di NS Gesù Cristo con la "statolatria" (non importa se di matrice collettivista o nazionalista) hanno progressivamente e costantemente avvelenato lo spirito dei popoli con un faso concetto di libertà.

Si sa, il maligno é un attore navigato, un mistificatore da premio Oscar, un fine teologo soprattutto. Se si chiedesse in giro ad un campione casuale di persone cosa significhi libertà nessuno saprebbe fornire una risposta (per così dire) "ontologica" ma tutti risponderebbero a questa domanda in chiave "negativa": "libertà vuol dire fare tutto ciò che si vuole senza ledere la libertà altrui"; oppure, "la mia libertà finisce laddove comincia quella altrui". Considerazioni a prima vista esaustive ma ripetute senza senso perché così é stato insegnato dalle tv, dai giornali, dalle scuole e dalle università. E sì, perché se la libertà per costoro é un valore assoluto sinonimo di felicità altrettanto assoluta, essa viene definita in funzione del limite che deve necessariamente incontare dall'esistenza di almeno un altro essere umano. Ne consegue che la mia felicità sarebbe limitata dalla libertà (felicità) di qualcun altro. Per cui il massimo della libertà (felicità) la si avrebbe solo attraverso uno sterminio di massa di tutto il genere umano in maniera tale da restare l'unico essere vivente sulla faccia della terra. Assurdo paradosso di cui, però, sono intrisi i "moderni vangeli" chiamati articoli costituzionali da cui, com'é noto, discendono tutte le altre leggi secondo un principio gerarchico artificiale.

Infatti, a ben guardare, la libertà astrattamente intesa si sostanzia nel dire e nel fare ciò che si vuole purchè questo fare o dire non sia contrario all'ordine pubblico, alla morale, al buon costume, ecc. Limiti, beninteso, che non sono assoluti, oggettivi o che rimandano ad un senso del Sacro o del Trascendente, ma stabiliti sempre secondo il metodo della moderna democrazia che con la libertà fa da sponda reciproca come il "palo" con lo scassinatore.

Ebbene si, perché oggi é possibile mettere in scena spettacoli teatrali osceni e bllsfemi come "la Madonna piange sperma" senza che nulla si possa fare o dire; si può esporre in un museo una rana crocifissa o una scultura raffigurante il Cristo in erezione e nulla é consentito fare; si può accettare che una "cantante" dal nome madonna si gingilli nei suoi spettacoli con il crocifisso o si avventuri in un bacio saffico e nessuno si straccia le vesti; ed accade che certi "cantanti" dal nome esplicito, i "deicide" possano ricevere addirittura patrocini e finanziamenti pubblici dal Comune e dalla provincia di Bari per inneggiare a satana, offendere Gesù ed istigare i giovani al suicidio.

Oggi tutto questo é possibile, accade e coloro i quali se ne scandalizzano e cercano di impedire che tali manifestazioni di "libertà creativa" possano fare proseliti vengono additati come reazionari, fascisti, inquisitori, ecc. Siamo giunti al paradosso secondo cui la costituzione ha sostituito il Vangelo: guai a toccare la costituzione ma il S. Vangelo viene costantemente sottoposto al dubbio di autenticità; guai a criticare il Presidente della Repubblica ma in nome della libertà é possibile negare la divinità di NS Gesù Cristo, sbeffeggiarLo, oltraggiarLo e bestemmiarLo.

Non è vero che gli stati sono laici, se per laicità si intende indifferentismo religioso (che sarebbe già di per sé molto grave). Quando gli stati hanno scelto di non tributare al Dio Uno e Trino il culto pubblico dovuto, hanno semplicemente sostituto Gesù Cristo con l'uomo. Hanno elevato l'uomo sugli altari spodestando Dio e relegandoLo in un cantuccio. Ma quando gli stati ed i popoli "sfrattano" Dio dalle leggi e dai parlamenti, il Suo posto viene immediatamente preso dal maligno. E' falso affermare che la religione é un fatto privato che non può e non deve interessare la vita pubblica perché valgono sempre le parole "Chi non é con Me é contro di Me".

Libertà, democrazia e laicità altro non sono, quindi, che il paravento dietro il quale ama nascondersi il maligno per corrompere gli uomini e portarli sotto il suo stendardo con mille seduzioni e fallaci promesse. Gli uomini - si sa - sono stati creati da Dio con il libero arbitrio. Ma il libero arbitrio non significa indifferenza rispetto al perseguimento del bene o del male o di conseguire la vita eterna o la dannazione eterna. Vuol dire scelta dei mezzi più idonei e più efficaci per glorificare Dio in vista della Vita eterna. Ecco perché il peccato, oltre ad essere contrario ala Fede, é pure avverso alla retta ragione. A noi sta, quindi, saper discernere gli spiriti e conformare ragione e volontà al compito che ci é stato assegnato ed ora come sempre riecheggi forte il monito "Non praevalebunt!".

Gianvito Armenise

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