
Originariamente Scritto da
Kranzler
Tornava a Roma dopo aver fatto visita ai quattro figli che abitano a Londra, la donna somala che ha denunciato di essere stata vittima di ingiurie razziste. Era il 21 luglio. Insieme a lei aveva per mano quattro dei suoi nipotini, tre di un figlio e uno di un altro, bambini tra i sette e gli 11 anni.
L'hanno chiamata
negra; l'hanno "umiliata, maltrattata e oltraggiata" come spiegano i rappresentanti dell'associazione Antigone per i diritti dei detenuti. "Arrivata all'aeroporto di Ciampino - racconta l'associazione Progetto Diritti che aiuta legalmente la donna - la Polizia di Frontiera esamina i documenti dei bimbi e decide che qualcosa non va. I minori hanno cognomi diversi tra loro".
"Il marito che aspettava la famiglia in aeroporto, viene fatto entrare nell'area doganale", spiega l'associazione. "Lo accusano con spregio di essere correo nel reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina". I coniugi vengono interrogati sulla composizione del nucleo famigliare e sugli spostamenti effettuati. Si ispezionano i bagagli. "Nel frattempo anche i bambini sono trattenuti, a nessuno è permesso chiamare i genitori o il Consolato britannico a Roma, che tutto avrebbero potuto spiegare", racconta l'associazione. "Poi Amina è condotta in una stanza e fatta spogliare per un'ispezione corporale. Le resta addosso il solo reggiseno. Due donne - racconta ancora Antigone - le chiedono di assumere varie posizioni atte a osservare meglio le cavità del corpo. Amina acconsente. Ma quando le dicono di dover procedere all'esplorazione anale e vaginale, Amina rifiuta. Chiede almeno che sia un medico a farlo".
Le ingiurie vegono pronunciate dalle donne incaricate dell'ispezione: "Ti spedisco in carcere"; "Come sei nera fuori lo sei dentro"; "Daremo i bambini all'assistente sociale". La sospettano di essere un corriere della droga. "La chiamano
negra, minacciano di spedirla al centro di igiene mentale se non acconsentirà all'ispezione corporale".
Per oltre quattro ore rimane svestita di fronte a un numero imprecisato di persone che entrano ed escono dalla stanza, poi viene ammanettata e distesa su una barella. Sul corpo nudo qualcuno posa un telo di cellophane da imballo. Viene portata in ambulanza al Policlinico Casilino. Dalla perquisizione non emerge niente. "Nessuno le rilascia alcun verbale - dicono le associazioni - delle perquisizioni effettuate non rimane traccia. Le annunciano che contro di lei è stato aperto un procedimento penale per resistenza a pubblico ufficiale".
(
3 ottobre 2008)
http://www.repubblica.it/2008/10/sez...i-episodi.html