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    Dossier Alitalia mercoledì a Palazzo Chigi. Giovedì il cda per suggellare la scelta

    Alitalia, per Air One ci sono 2.750 esuberi

    Prime indiscrezioni sul piano di Toto: pareggio di bilancio nel 2009, acquisto del 49,9% poi Opa


    ROMA - Prime indiscrezioni sul piano di Air One, uno dei due candidati insieme ad Air France all'acquisizione di Alitalia, di risanamento della nostra compagnia di bandiera. Intanto ci sarà una riunione del governo, mercoledì sera, a Palazzo Chigi per fare il punto sull'Alitalia in vista della scelta da parte dell'azienda del partner con cui andare avanti con la trattativa in esclusiva per la vendita. Alla riunione, che sarà presieduta dal premier, Romano Prodi, dovrebbero partecipare tutti ministri interessati, ovvero il presidente del Consiglio Romano Prodi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa e il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi.


    GIOVEDI' CDA - Il consiglio di amministrazione dell'Alitalia si riunirà il giorno dopo, giovedì 13 dicembre, per «le determinazioni assunte», per cioè decidere con quale candidato proseguire la trattativa in esclusiva. Anche se forse la decisione vera e propria sarà presa altrove. Il prossimo 13 dicembre, «al termine della succitata riunione del consiglio di amministrazione - conclude una nota ufficiale - saranno rese note le determinazioni assunte».


    BERLUSCONI - L'Alitalia deve restare italiana, perché «una compagnia di bandiera è necessaria, perché l'Alitalia con i suoi uffici in tutto il mondo è uno dei primi promotori di turismo verso il nostro Paese». Silvio Berlusconi prende posizione e chiede che l'Alitalia resti in mani italiane.


    SINDACATI - «Il governo deve convocare il sindacato prima di decidere il futuro di Alitalia». Lo scrivono in una nota congiunta i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. «Dopo il ritiro di Lufthansa, essendo in campo sostanzialmente due proposte importanti - affermano - come ovvio la nostra propensione sarebbe per una soluzione italiana. Se Alitalia dovesse andare a una società straniera - scrivono i tre segretari - saremmo di fatto l'unico grande paese in europa a non avere più una compagnia di bandiera».


    MONTEZEMOLO - Anche Confindustria, a chiudere il cerchio dell'omogenea convergenza di interessi che preme per una «soluzione italiana», chiede che la compagnia resti a gruppi nazionali, ovvro alla cordata formata tra Air One e Intesa Sanpaolo. «Viviamo momenti in cui il paese ha bisogno di non perdere credibilità di fronte al mondo e far venire meno, perdere dei marchi importanti come l'Alitalia, nel cui marchio c'è la nostra bandiera nazionale, sarebbe un danno», ha detto il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. Lunedì lo stesso ad di Intesa, Corrado Passera, aveva detto che cedere Alitalia ad Air France sarebbe stato come «buttarla via». Sempre lunedì, da Parigi, il numero uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta, ha definito la sua proposta come una soluzione che riporterà la redditività del gruppo.


    IL PIANO DI TOTO - Martedì è stata la volta di Carlo Toto: «Il progetto industriale di Ap Holding è forte e con basi solide» ha dichiarato il presidente di Air One. Intanto spuntano le prime indiscrezioni proprio sul piano della compagnia abruzzese su Alitalia. Sarebbero infatti 2.750 gli esuberi previsti dal piano del patron di Air One. Lo riferisce il segretario generali Uilt, Giuseppe Caronia, spiegando che gli esuberi riguarderebbero le attività «no core», quelle cioè legate ai servizi. Secondo Caronia, le banche che sostengono la cordata di Toto, che punta prima ad acquistare il 49,9% dal Tesoro e poi con con un'Opa a comprare dal mercato il resto del capitale, entreranno nell'azionariato, ma la maggioranza resterà in mano al gruppo del patron di Air One che conta di raggiungere il pareggio di bilancio per Alitalia nel 2009.




    OUTSIDER- Intanto spunta il fondo Usa Evergreen che, fuori tempo massimo, potrebbe lanciare una sua offerta insieme alla holding di Singapore Airlines. Intanto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e il presidente di Air France-Klm, Spinetta, hanno deciso di incontrarsi. Formigoni ha fatto sapere che è stato lo stesso Spinetta ha chiedere l'incontro, un vis-a-vis nel quale Malpensa sarà l'argomento centrale e, durante il quale, Formigoni dice di sperare che «Spinetta realizzi un colpo di scena, annunciando un piano del tutto diverso da quello che ha annunciato alla stampa in questi giorni».

    11 dicembre 2007


    http://www.corriere.it/economia/07_d...ba99c53b.shtml

  2. #2
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    Predefinito Qualche dubbio su alitalia

    OMNIA SUNT COMMUNIA




    QUALCHE DUBBIO SU ALITALIA di G.P.

    Pareva strano che nella disputa serrata per accaparrarsi Alitalia, tra AirFrance e AirOne, il Presidente del Consiglio Romano Prodi si fosse schierato nel primo partito, quello degli europeisti pronti ad affidare le sorti della compagnia di bandiera ai cugini d’oltralpe. In verità, Giovanni Bazoli, presidente della San-Intesa, non si era ancora espresso sulla possibile acquisizione di Alitalia da parte della cordata di compratori che vede andare in avanscoperta la sua Banca, un silenzio guardingo maturato in seguito ad alcuni presunti dissensi sulla strategia da adottare con l’ad Corrado Passera.
    Le prime discrepanze tra i due erano emerse, qualche mese fa, sulle nomine Telecom e sui possibili papabili da mandare alla testa dell’azienda che fu di Tronchetti-Provera; alla fine l’ha spuntata il “bazoliano” Bernabè, con Passera che aveva invece caldeggiato prima la nomina di Colao, ex ad di RCS, e poi quella di Burgio, manager alberghiero di casa in Spagna.
    Certo è difficile credere che vi siano divergenze strategiche così marcate tra Presidente e amministratore delegato della stessa banca ma il divorzio tra Geronzi e Arpe, all’indomani dell’acquisizione di Capitalia da parte di Unicredit, dimostra che gli alti manager non sono precisamente degli yesman.
    In questo caso Prodi, Padoa-Schioppa e Tononi (si ricorderà quest’ultimo quale vero ideatore del piano Rovati su Telecom) si sono espressi a favore di AirFrance, questa ha messo sul banco un piano di sviluppo per Alitalia che contempla un ridimensionamento dello Hub di Malpensa a favore di un rafforzamento dello scalo romano. Il piano industriale di Air-France prevede altresì esuberi per 1000 unità che potrebbero però arrivare a 1700 se Volare non dovesse essere ricompresa nell’acquisizione. Per quanto riguarda Ap Holding, la cordata di compratori guidata dalla San-Intesa, si sa soltanto che qualora dovesse vincere la gara manterrà i due Hub e non effettuerà tagli drastici sulle maestranze. I sindacati hanno abboccato all’amo ed in nome dell’italianità e della salvaguardia dei posti di lavoro hanno già espresso il loro favore per quest’ultima cordata, fingendo di non sapere nelle mani di chi si stanno mettendo. Tuttavia, per ora Toto ha offerto un solo centesimo ad azione contro gli 0,35 euro offerti da Air France, già questo dovrebbe attestare con che mentalità “sparagnina” gli illustri nazionalisti di casa nostra vorrebbero affrontare il risanamento di Alitalia.
    Tornando alla strategia della San-Intesa pare che Bazoli e Passera siano portatori di piani d’azione strategici che in questo momento non coincidono. Mentre Passera starebbe puntando a far diventare la San-Intesa molto più di una banca commerciale estendendo la sua vocazione di avamposto finanziario, Bazoli vorrebbe invece preservare ogni energia per sferrare, a primavera, l’attacco decisivo su Generali approfittando della debolezza di Profumo (dopo le note vicende dei subprime) e di Geronzi (già piegatosi ai voleri bazoliani, e a qualche minaccia d’azione giudiziaria nei suoi confronti, sulle nomine in Telecom).
    Passera, insomma, vorrebbe che la Banca della quale è amministratore delegato entrasse in tutti i grossi affari italiani, una banca che riuscisse ad essere finanziariamente presente negli asset strategici del Sistema-Italia. Anche qui sorge però un piccolo dubbio: come mai questa eccessiva premura se, a breve termine, l’esimio ad potrebbe lasciare il suo attuale ruolo per sostituire Scaroni all’Eni?
    Tutto lascia credere che Passera e Bazoli stiano facendo un gioco delle parti dividendosi scientemente i compiti.
    Il traballante quadro politico attuale richiede maggiore cautela e Prodi, da sempre amico del banchiere bresciano, potrebbe non superare l’inverno. Se ciò dovesse accadere verrebbe meno una sponda politica importante proprio mentre stanno per disputarsi una serie di partite fondamentali come la decisone sui nuovi assetti del Corriere della Sera.
    L’obiettivo di Bazoli sono le assicurazioni Generali un colosso internazionale che capitalizza in borsa 46 mld di euro.
    Ricordiamo, inoltre, che in questo momento La San-Intesa possiede in Generali il 2.285% a fronte delle quote più cospicue di Mediobanca (14,29%) e di Unicredit (4,67%).
    Si capirà che la chiave d’accesso al Leone triestino è in Mediobanca ed è su quest’ultima che si concentreranno tutte le attenzioni. Al momento il suo presidente è in una situazione di grande debolezza e potrebbe non essere in grado di reagire agli attacchi della San-Intesa.

    RIPENSAREMARX


    ARDITI NON GENDARMI


  3. #3
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    UNA MODESTA PREVISIONE di G. La Grassa

    Ieri si è riunito il Cda di Alitalia e ha “scelto” Air France; in realtà, non ha scelto proprio nulla, ma espresso semplicemente un parere (non vincolante). E’ il Governo a dover prendere la decisione finale; per il momento, ha soltanto preso tempo fino al 15 gennaio (se basterà; e con la compagnia italiana che perde 2 milioni di euro al giorno!). Poiché ci si sente incoraggiati nel vedere come stanno andando le varie faccende in questo “pauvre pays”, rispettando una serie di previsioni che andiamo facendo da anni, proviamo a farne una un po’ più specifica e particolare, nel qual caso ovviamente la probabilità di sbagliare è più alta (un conto è prevedere che fra due-tre giorni ci saranno nevicate sul nord Italia, un altro dichiarare che ciò si verificherà nella provincia di Bergamo).
    Premetto che, nella lotta in corso tra bande della GFeID, non ci interessa stare con una di queste. Semmai, preferiremmo che nessuna di esse riuscisse a far fuori definitivamente le altre, che non ci fosse alcuna “notte di S. Valentino” come nel 1929 a Chicago, dopo di che Al Capone rimase padrone dell’intera città. Finché si scannano fra loro, sostenendo di “rispettare le regole del mercato” (non si capisce quali abbiano rispettato ad esempio nel caso Parmalat o Cirio o nel conflitto per eliminare Fazio e sostituirlo con un uomo più vicino alla grande finanza americana, o alla Telecom e in mille altri casi), è meglio per tutti. E’ sempre più pericolosa la mafia (i cui capi, quando sono vecchi e malati, si fanno arrestare dando lustro alle “forze dell’ordine”, tanto il ricambio del comando centralizzato è già stato assicurato) che non la camorra napoletana, in continua fibrillazione e lotta fra cosche.
    Di conseguenza, per quanto concerne l’Alitalia, non facciamo il tifo per AirOne o Air France. Non possiamo però non notare come e quanto ci imbroglino con le notizie che ci propinano. Intanto è evidente che la compagnia francese (assieme alla olandese KLM) è oggi la più grande compagnia aerea del mondo, mentre AirOne è la seconda – e di gran lunga seconda – in Italia (un paese “in pappe”, che nulla ha a che vedere comunque con la Francia). Si tratta del classico pesce piccolo che pretende di mangiarne (e digerirne) uno decisamente più grosso; una trota che intende divorarsi un luccio. E’ evidente che si tratta di una “bufala” colossale, così come l’indecente menzogna circa la difesa della italianità. In realtà, l’Ap Holding (di Toto), che controlla l’AirOne, non ce la farebbe a gestire e fare piani per lo sviluppo nemmeno (quasi) di se stessa. Dietro ci sono i soldi di Intesa, la quale a sua volta non si muoverebbe se non fosse in “alleanza” con Goldman Sachs, Morgan Stanley e la giapponese Nomura. Si dice “alleanza”, ma è come quella tra Usa e Italia (che si “ritira” dall’Irak e poi vota la risoluzione Onu per l’accrescimento della presenza militare statunitense in quel paese; e del resto l’Italia si ritira dall’Irak e aumenta il suo impegno in Afghanistan di soppiatto; si ritira dall’Irak salvo lasciare forze speciali ad istruire la “polizia” irachena). Si dice dunque alleanza, ma si legge subordinazione del sottoposto al comandante in capo (dell’area del capitalismo “occidentale”). Con il beneplacito dell’ultracorrotta sinistra “estrema”, quella della Cosa “Rossa” (forse qualcuno, senza che lo sapessimo, ha già provveduto ad imbrattarla con il lancio di pomodori “fracidi”).
    Notiamo, per inciso, che la solita ironia della sorte provvede a rivelarci oggi che una delle grandi banche americane “alleate” di Intesa (la Morgan Stanley) si trova in difficoltà per aver gestito male i suoi fondi (nei soliti crediti subprime), dichiara perdite trimestrali per 3,6 miliardi di dollari e svaluta i suoi asset (attività patrimoniali) per 9,5 miliardi, essendo così costretta a ricorrere ad un prestito (5 miliardi di dollari) della CIC (China Investment Corporation). E’ comunque una piccola soddisfazione vedere la Cina – contro la quale si protesta sempre perché ci fa “concorrenza sleale”, soprattutto nel tessile, perché non rispetta i diritti umani, e altre “strocchiolerie” del genere – aiutarci finanziariamente, sia pure indirettamente tramite i soldi dati alla grande banca dei nostri “alleati”-padroni statunitensi; e proprio una di quelle che aiuta Intesa a difendere la “italianità” di Alitalia. Sempre più cialtroni questi italiani che ci s-governano (e, in tal caso, sia chiaro che la destra non saprebbe far nulla di meglio, né di peggio, della sinistra!).
    Negli schieramenti che troviamo a favore di Air France o di AirOne, l’unica noticina che stona è l’atteggiamento Prodi – notorio “amico” di Intesa – apparentemente favorevole alla prima, contravvenendo alla difesa dell’“italianità”. Mentre, ad es., Berlusconi si è dichiarato per AirOne come Fini, Formigoni (che può trincerarsi dietro la questione del mantenimento o meno di Malpensa quale importante aeroporto) e altri di destra (comunque, pure la maggior parte della sinistra, e i sindacati, sono per il “patriottismo”). Il Giornale – giornale ufficiale della destra – scrive un editoriale di fuoco contro Prodi per aver svenduto gli interessi…. “norditaliani” (nemmeno italiani tout court). Ripeto che non siamo né per una compagnia né per l’altra, per cui una volta tanto non prendiamo posizione contro questo Governo: vedremo le decisioni finali, se riusciranno a prenderle, e gli eventi che ne seguiranno. Patetica ci appare comunque la Moratti con il suo augurarsi “che l’operazione sia dettata da criteri di mercato”. Difficile capire se certuni mentono sapendo di mentire o si sono veramente rimbambiti a furia di credere all’ideologia mercatista di cui sono imbottiti.
    Troppa confusione, in ogni caso. Mi si consenta di sospettare che ci sia un intricato gioco delle parti; ogni personaggio di questa sfatta politica italiana, e della GFeID che la orienta, è molto più che “bifronte”. Difficile seguire i bizantinismi di questi squallidi personaggi, aperti a tutte le “corruzioni” possibili (bloccando chi vuol indagare su di esse come De Magistris e Forleo, tanto per non far nomi). Ripeto ancora una volta che solo la penna di Balzac saprebbe descrivere mirabilmente questo mondo affaristico-politico, che si muove in Italia al seguito dello straniero: si, proprio dello straniero, perché anche i “patrioti” sono al suo seguito. E qui si inserisce la nostra modesta previsione, che vale solo se la spuntasse AirOne; in caso contrario, tale previsione sarebbe stata in un certo senso fatta a vuoto, ma resterebbe valido ciò che è stato finora rilevato in merito al suddetto mondo affaristico-politico.
    Ammettiamo allora che il Governo alla fine scelga AirOne (cioè il pool di banche americo-giapponesi, con Intesa a far da “palo”). Noi scommettiamo che, passerà forse qualche anno (magari solo un paio o tre), verrà data una aggiustatina al “tutto” (magari tipo Parmalat, con corteggio di società di rating che emettono giudizi positivi sul “rilancio” di Alitalia) e poi si tenterà di rifilare la nostra compagnia a qualche straniero, in grado di sopportare una bidonata in vista di strategie “più ampie” che renderebbero la nostra società aerea una sorta di succursale “periferica” dell’acquirente. In tal caso, il pool di banche in questione – con AirOne quale “uomo di paglia” o “civetta” – agirebbe un po’ come le società di private equity [uno strumento di finanziamento mediante il quale un investitore apporta nuovi capitali all'interno di una società (target), che presenta un'elevata capacità (potenzialità) di generare flussi di cassa. L'investitore si propone di disinvestire nel medio-lungo termine realizzando una plusvalenza dalla vendita della partecipazione azionaria].
    In ultima analisi, vengono finanziate imprese “in malora”, le si risana (apparentemente) e poi le si rivende con lauto guadagno. Naturalmente, i “manuali” ci dicono che queste società (“risanatrici”) sono benemerite, hanno manager e consulenti espertissimi, che sanno intuire le potenzialità di imprese pur decotte rimettendole in sesto (un po’ come Marchionne ha fatto “miracolosamente” con la Fiat). Non ci dicono però che molto spesso il risanamento è di pura facciata, ottenuto soprattutto contabilmente con abili imbellettature dei bilanci (e dei dati sulle vendite, ecc.); non ci dicono che gli “esperti” di queste società non sono manager di settori industriali bensì di quelli di consulenza di mercato, di giochi finanziari, di sistemazione di bilanci, ecc. (si guardi, ad esempio, da dove proviene anche questo Marchionne. Ha il passato che aveva, che so io, un Ghidella, vero manager industriale? Ma nemmeno per sogno!). E, last but not least, questi “esperti” hanno legami (di “amicizia”, cioè di corruttela) con gli ambienti affaristico-politici dei più importanti paesi capitalistici detti avanzati (abbiamo ormai capito in che cosa sono più avanti!).
    Questa la previsione (lo ripeto, un po’ come fosse: “nevicata in provincia di Bergamo”) che consegniamo al blog. Vedremo cosa accadrà in concreto. Se poi verrà scelta Air France, quanto qui scritto manterrà comunque una sua validità, perché descrive atteggiamenti del tutto usuali nel capitalismo.

    http://ripensaremarx.splinder.com/post/15229537/UNA+MODESTA+PREVISIONE+di+G.+L

  4. #4
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    Cosa succede in questi giorni? Berlusconi dichiara solennemente che l'Alitalia non va venduta...D'Alema, stamani, ribatte che Berlusconi farebbe bene a proporre un'alternativa oppure a stare zitto...Capitalisti nazionali contro capitalisti internazionali...

    Nel frattempo, a seguito delle dichiarazioni, in Borsa, oggi, a Milano, Alitalia cresce in avvio di seduta dell' 1,85% a quota 0,577...Dopo poche decine di minuti di contrattazioni cresce del 2,03% a 0,578 euro...

  5. #5
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    Dopo la lettura delle dichiarazioni di D'Alema, il titolo di Alitalia, poco fa, ha ceduto oltre il 7,5% ed è stato sospeso al ribasso sul prezzo di controllo. Appena riammesso, si è subito riportato sulla parità ed ora è positivo dello 0,53% a quota 0,57 euro.

  6. #6
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    è già: il centrodestra in effetti continua ad essere bersaglio dei grandi giornalisti della finanza internazionale. Basta pensare all'attacco preventivo che Giavazzi, guru del giornalismo economico liberista filo-americano di regimen, ha recentemente lanciato contro Tremonti, dalle colonne dell'insuperabile corriere della sera. Tremonti è stato attaccato poichè proponeva dazi doganali per difendere l'industria italiana dalla merce cinese.
    Per giavazzi evidentemente il feticcio della concorrenza è troppo importante, poichè questo feticcio, sia ben chiaro, è l'arma che gli Stati Uniti hanno utilizzato dal 1992 per mandare in rovina economica il continente europeo.
    Questo solo per dire che la classe dirigente del PD è la vera portavoce del capitalismo internazionale a guida americana. Sono loro gli affidabili esecutori. Gli altri in confronto sono accattoni che brindano con la mortadella in parlamento ( dunque volgari, sciatti, insipidi, bersaglio della cultura semicolta del buon elettore del PD).

  7. #7
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    Alitalia accelera ancora a Piazza Affari. Il titolo guadagna il 3,61% a 0,605 euro per azione, dopo aver toccato un massimo di 0,609 euro (+4,21%), in netta controtendenza rispetto al comparto aereo europeo dove affondano i concorrenti British Airways (-4,4%), Air France (-4%) e Lufthansa (-2%).

  8. #8
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    2008-03-18 163 ALITALIA, TAFFERUGLI CON LE FORZE DELL'ORDINE



    Un lavoratore dell'Atitech di Napoli é stato ferito alla testa durante i tafferugli con le forze dell'ordine davanti al centro direzionale di Alitalia. Circa 400 lavoratori, giunti dagli stabilimenti di Napoli di Atitech (una società legata ad Az servizi), hanno cercato di entrare nella sede di Alitalia dove è previsto l'avvio del confronto tra i vertici di Air France-Klm e i sindacati. alla relazione delle forze dell'ordine hanno risposto lanciando uova e altri oggetti. Quando sono stati allontanati da polizia e carabinieri, sono nati dei tafferugli che hanno coinvolto i manifestanti e le forze dell'ordine. Uno dei lavoratori è rimasto ferito alla testa ed è stato soccorso da un'ambulanza.

    PRATO E SPINETTA APRONO CONFRONTO CON SINDACATI

    E' iniziato da pochi minuti, al Centro direzionale di Alitalia, l'incontro con i sindacati per aprire un confronto sull'offerta di Air France-Klm. Il raggiungimento di un accordo entro la fine del mese è tra le condizioni poste dal gruppo franco-olandese per portare avanti l'operazione. Al tavolo, con le nove sigle sindacali di settore, i vertici di Alitalia e di Air France con i due presidenti, Maurizio Prato e Jean-Cyril Spinetta. Il numero uno del gruppo franco-olandese ha aperto il confronto e sta presentando i contenuti del progetto di acquisizione. Presenti anche i presidenti di Fintecna e AZ Servizi. Intanto si è spostata nel cortile della sede di Alitalia la protesta dei lavoratori degli stabilimenti Atitech di Napoli, attività gestite da AZ Servizi che potrebbero non rientrare nel perimetro del gruppo a cui sono interessati i francesi. I lavoratori hanno ottenuto la possibilità di entrare per tenere un'assemblea.

    INTESA SU AMMORTIZZATORI LAVORATORI MALPENSA
    E' stato siglato oggi al Ministero del Lavoro un accordo tra Governo, sindacati, Regione Lombardia, Province di Milano e Varese, e SEA sulla realizzazione del programma di gestione della crisi occupazionale di Malpensa. Lo rende noto un comunicato di palazzo Chigi.
    "Con l'accordo di oggi - ha dichiarato il Ministro Cesare Damiano a nome dell'Esecutivo - il Governo onora l'impegno assunto con i lavoratori della Sea di garantirne la continuità del reddito e dell'occupazione a fronte della contrazione da aprile delle attività dello scalo di Malpensa derivante dal nuovo orario estivo di Alitalia".
    GOVERNO A SEA: RITIRI RICORSO SU MALPENSA
    Il governo "chiede che Sea ponga in essere ogni comportamento coerente con la finalità di favorire la positiva conclusione dell'accordo tra Air France e Alitalia ritirando il ricorso presentato contro quest'ultima". E' quanto si legge in una nota di palazzo Chigi, dove oggi è stato raggiunto l'accordo sugli ammortizzatori e Cig a Malpensa. Il governo precisa che "alla decisione di revoca il Governo subordinerà ogni ulteriore iniziativa".

    "Con l'accordo di oggi - ha dichiarato il Ministro Cesare Damiano a nome dell'Esecutivo - il Governo onora l'impegno assunto con i lavoratori della Sea di garantirne la continuità del reddito e dell'occupazione a fronte della contrazione da aprile delle attività dello scalo di Malpensa derivante dal nuovo orario estivo di Alitalia".

    Nuovo flop per il titolo in Borsa: sospeso al ribasso in avvio di seduta, e' stato successivamente riammesso cedendo per il 19% a 0,31 euro.

    L.MORATTI, IMPENSABILE RINUNCIA AZIONE SEA
    Una rinuncia all'azione risarcitoria avviata dalla Sea nei confronti di Alitalia "é impensabile". E' quanto afferma, in una intervista a Repubblica, il sindaco di Milano, Letizia Moratti, nella sua veste di primo azionista della società di gestione degli scali di Linate e Malpensa. Letizia Moratti afferma di essere stata chiamata due volte dal premier Prodi al quale "ho chiarito che Sea non può rinunciare a una contropartita economica per i gravi danni subiti da Alitalia". E, sull'ipotesi che questa posizione possa far saltare l'accordo con Air France, il sindaco di Milano dice che "se c'é la volontà delle parti, io sono pronta ad avviare una trattativa finalizzata ad una transazione, purché ci sia garantito il giusto indennizzo". Di fronte ai tempi stretti che sembrerebbero rendere impossibile una simile trattativa, la Moratti commenta: "Intanto Air France ha avanzato pretese tali da farmi dubitare che voglia concludere davvero l'acquisto di Alitalia" che "dispone di volumi di traffico e di cespiti derivanti dalla proprietà dei terreni di Fiumicino che già di per sé valgono molto più dei 138 milioni offerti. A simili condizioni Alitalia potrebbe interessare altri compratori". Però le casse di Alitalia sono vuote e l'alternativa sembra il fallimento. "Io credo nel libero mercato. La sorte del fallimento è già toccata a Swissair e alla Delta ma gli aerei non hanno smesso di volare" dice Letizia Moratti, secondo cui "se Air France pretende di mantenere una clausola monopolistica sui diritti di traffico Alitalia, e per di più impone la dismissione delle attività cargo in larga misura concentrate a Malpensa, bisognerà pure tutelare una politica italiana dei trasporti". All'ipotesi che in caso di fallimento di Alitalia ci si possa rivalere finanziariamente sulla Sea, il sindaco di Milano replica: "questo si chiama terrorismo. Respingo questa ipotesi come del tutto priva di fondamento".


    BONANNI, RISCHIO 7.000 ESUBERI,GOVERNO DETESTABILE
    "E' un comportamento assolutamente detestabile". Non usa mezzi termini il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, nel giudicare il comportamento del governo nella vicenda Alitalia, anche perché il rischio se dovessero essere confermate le intenzioni di Air France, sarebbe, secondo il sindacalista, quello di "circa 7.000 esuberi, una cifra impressionante". "Il governo ci ha consegnato nudi alla trattativa con Air France - sottolinea Bonanni in vista dell'incontro di oggi pomeriggio con il numero uno della compagnia francese Jean-Cyrill Spinetta - Una cosa inqualificabile". "Alla nostra precisa richiesta di sei mesi fa per conoscere quali erano i punti irrinunciabili nella trattativa con Air France, quali le garanzie per i lavoratori, per gli impianti, per Malpensa, non abbiamo avuto mai, dico mai alcuna risposta", prosegue il leader della Cisl in un'intervista a 'Panorama del giorno' su Canale 5.

    La vicenda è stata "a dir poco misteriosa" persino per alcuni dei ministri di governo, sottolinea: "ieri la riunione del consiglio dei ministri è stata disertata da almeno la metà dei ministri. E gli stessi ministri dei trasporti e delle infrastrutture, i più interessati alla vicenda, a detta loro non hanno partecipato in segno di protesta". Anche l'ultima parola dati ai sindacati è stata una vicenda "assurda": "fanno tutto in silenzio, fanno tutto da soli e poi all'ultimo momento vogliono scaricare sulle nostre spalle la decisione, cucinano questa minestra acida e poi ci dicono 'o la mangi inacidendo anche tu, altrimenti ti prendi la responsabilita' della minestra acidà. E' un comportamento assolutamente detestabile". Veltroni e Rutelli: gravissimo parlare di fallimento, non va permesso. No comment di Berlusconi.

    http://www.ansa.it/opencms/export/si..._41015630.html

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    Video: Spinetta: 2.100 esuberi
    Video: Pdl-Pd, scontro su Alitalia

    2008-03-20 10:29 PRATO, OFFERTA AIR FRANCE NON TRATTABILE MA SOLIDA ROMA - Il presidente di Alitalia Maurizio Prato ha detto ai sindacati, secondo quanto riferiscono sindacalisti presenti all'incontro, che "la trattativa con Air France-Klm è, ad ora, effettivamente prendere o lasciare". Ma, ha sottolineato, "l'offerta è industrialmente solida". L'offerta di Air France-Klm per Alitalia è "solida". Il presidente di Alitalia, secondo quanto riferito da fonti sindacali presenti all'incontro con le sigle in corso nella sede della compagnia, lo ha detto sottolineandone la validità industriale "al contrario delle possibili cordate appoggiate dalle banche che poi farebbero gravare il debito sull'azienda. Dove sono le offerte di queste cordate strillate sulla stampa ma mai pervenute alla compagnia?".

    I sindacati di Alitalia potrebbero incontrare, se daranno la disponibilità il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta il 25 marzo prossimo. Lo si apprende da partecipanti alla riunione in corso alla Magliana tra rappresentanti dei lavoratori e il numero uno Alitalia, Maurizio Prato. All'incontro odierno Spinetta non partecipa dopo l'interruzione del confronto avvenuto due giorni fa. Il confronto era stato sospeso perché i sindacati hanno respinto la proposta del gruppo franco olandese in particolare sugli esuberi, e sul futuro del cargo chiedendo maggiori margini di trattativa.

    Intanto schizza al rialzo Alitalia in Borsa e viene sospesa. Il valore teorico è di 0,33 euro in progresso del 13,27 per cento.

    Altra giornata di appuntamenti per Alitalia: dopo l'incontro 'urgente' con i sindacati di stamattina, nel pomeriggio consiglio di amministrazione. Previsto a mezzogiorno anche un consiglio di amministrazione straordinario della Sea. Ieri sera ha lasciato Roma il presidente di Air France-Klm Spinetta, che aveva difeso nel pomeriggio il piano d'acquisizione di Alitalia, e chiarito i contenuti dell'offerta: 2.100 esuberi, unico hub a Fiumicino, 37 aerei in meno per la flotta passeggeri, 'moratoria di tre aerei' per il cargo. Spinetta ha ammesso che l'accordo è a rischio e ribadito che ritiene fondamentale il consenso dei dipendenti.

    SPINETTA: 2.100 ESUBERI, NO ALLA MORATORIA SU MALPENSA
    "Gli esuberi in Alitalia sono in totale 2.100": lo ha detto il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, in un incontro con i giornalisti. Spinetta ha precisato che "sono 1.600 in Alitalia Fly e 500 in Alitalia Servizi". Da quest'ultima passeranno in Alitalia Fly 3.300 lavoratori e di questi 500 potrebbero essere i reali esuberi e quindi beneficiare del piano sociale. "Siamo in presenza di un'offerta approvata dai due cda e poi dal ministero dell'economia. Tutti sanno che i margini di manovra sono inesistenti o limitatissimi". Lo ha detto il Presidente di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta. Alitalia, ha aggiunto, ha perdite troppo alte sull' aeroporto di Malpensa e per questo Air France-Klm non ha voluto accettare alcuna moratoria. "Avrei voluto accettarla ma sono sicuro di essere nel giusto" ha detto il numero uno di Air France-Klm aggiungendo che "forse le perdite si possono cancellare" in futuro ma "partire con anni di perdite è impensabile". A proposito del ricorso della Sea per 1,25 miliardi di euro come risarcimento per i danni che ritiene di subire dal ritiro dei voli da parte di Alitalia, "i nostri legali hanno esaminato questo dossier - ha spiegato Spinetta - e ritengono il rischio veramente minimo". Spinetta ha quindi spiegato che il gruppo franco-olandese ha comunque voluto garantirsi da questo rischio ponendo fra le condizioni alcune soluzioni per annullare questo rischio perché "non può andare avanti con questa spada di Damocle". "Scommetto sul successo di questa operazione", dice il presidente di Air France-Klm. "Non abbiamo intenzione di dimensionarla - garantisce -. Al contrario le daremo i mezzi e gli strumenti per risanarla e puntare ad uno sviluppo, è la migliore dimostrazione delle nostre intenzioni e rappresentata dall'aumento di capitale che siamo disposti a sottoscrivere integralmente per dare ad Alitalia i mezzi che servono per risanarla prima e puntare poi allo sviluppo".

    BERLUSCONI, INTERVENGANO IMPRENDITORI ITALIANI, COME AIRONE
    "Io dico che è venuto il momento che, se esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di orgoglio, si devono fare avanti con un'offerta e con un progetto industriale per evitare una fine così ingloriosa della nostra compagnia di bandiera. Ricordo che c'é in gioco anche Malpensa, io credo che la vicenda sia stata portata avanti in modo dilettantesco. Prima c'é stata un'asta opaca, poi la trattativa solo con Air France che francamente credo sia irricevibile", ha detto Silvio Berlusconi. "Per una persona che si candida a governare questo paese sono dichiarazioni irresponsabili", replica il ministro Pierluigi Bersani. Interviene anche il premier Romano Prodi: "Quella di Air France è l'unica proposta concreta per Alitalia; se Berlusconi non è d'accordo, presenti un'altra soluzione". "Se qualcuno vuole fare un'opa su Alitalia e presentare un piano - aggiunge -, si faccia avanti e il Tesoro - aggiungono fonti di Palazzo Chigi - valuterà questa nuova iniziativa".

    Poi e' stato chiesto a Berlusconi se, quando parla di cordata di imprenditori italiani, pensa ad Air One. "Si - ha risposto - è certamente una delle soluzioni possibili anche perché avrebbe delle sinergie e godrebbe del sostegno, che è importante, di imprenditori solidi". A chi gli riportava le parole di Romano Prodi che gli chiedeva quale fosse la sua proposta in sostituzione di Air France, il Cavaliere ha risposto: "l'ho detto, mi sembra che ci siano imprenditori che ancora vogliono bene al nostro paese e chiedo che si facciano avanti e che non ci facciano rinunciare alla nostra compagnia di bandiera".
    http://www.ansa.it/opencms/export/si..._41015630.html

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    2008-03-20 06:43 Berlusconi rilancia Air One, scontro con Prodi (di Chiara Scalise)
    ROMA - Berlusconi rompe il silenzio su Alitalia e va all'attacco: la proposta di Air France "é irricevibile", dice e suona la riscossa del tricolore. "E' venuto il momento che se esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di orgoglio si devono fare avanti". Il Cavaliere pensa, in particolare, all'offerta di Air One come una delle iniziative possibili.

    Una ipotesi che in nottata rafforza chiarendo che la compagnia aerea francese rinuncerà all'acquisto del vettore italiano per lasciare spazio al rilancio di Toto e di una cordata di imprenditori che dovrebbe comprendere Banca Intesa e vede anche l'interessamento dei suoi figli.

    E' quindi scontro con Romano Prodi, che ieri sera, come ha reso noto lo stesso Berlusconi, ha cercato telefonicamente il Cavaliere. Per ora, risponde il Professore, quella di Af "é l'unica proposta. Se Berlusconi non è d'accordo presenti un'altra soluzione". Il che significa avere un piano e poi fare un'opa che deve essere valutata e accettata dal Tesoro, chiarisce Palazzo Chigi. Le posizioni di Berlusconi sono invece "inaccettabili" per il ministro Pierluigi Bersani, che ha definito "irresponsabile" l'atteggiamento del leader del Pdl. Romano Prodi e il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa sono infatti convinti che se dovesse saltare la trattativa con Parigi, il destino della compagnia di bandiera si ridurrebbe al commissariamento. E il fallimento sarebbe dietro l'angolo. Scenario che va evitato a tutti i costi. Certo, spiega il leader del Pd Walter Veltroni (che avrebbe però apprezzato poco il fatto di essere stato messo in disparte in questa vicenda) su Malpensa serve "gradualità". E poi se Alitalia non può avere due hub, l'Italia invece - ragiona - può.

    Tra le cose che sembrano non andare giù al Cavaliere c'é proprio il trattamento riservato dai francesi su Malpensa. Il numero uno di Af, Jean-Ceryl Spinetta, oggi ha chiuso definitivamente la porta a qualsiasi ripensamento. E questa, insieme al capitolo 'cargo', è una delle condizioni "inaccettabili" per il Pdl. Ma il consenso di Fi, An e Lega sia considerato da Parigi necessario.

    Nonostante la dura presa di posizione di Berlusconi, non è comunque ancora detta l'ultima parola. Due infatti sono le anime che in questi giorni si stanno confrontando: da una parte il Carroccio e la 'carica' dei lombardi, dall'altra Gianni Letta e Giulio Tremonti. Il consigliere politico del Cavaliere e l'ex ministro dell'Economia sarebbero infatti più inclini a favorire la chiusura della partita Alitalia. Evitando così al prossimo governo molte grane. L'unica richiesta che sarebbe arrivata, nel corso dei contatti di questi giorni, è di mettere in campo tutta l'accortezza possibile per gestire i rapporti con i sindacati e quindi di tutelare in particolare l'aspetto occupazionale. Quest'ultimo rappresenta un tema che sta molto a cuore anche alla sinistra della coalizione, che ne sarebbe tornata a parlare nel corso del Consiglio dei ministri di ieri mattina. Di fronte al titolare dell'Economia che avrebbe richiamato i colleghi alla dura realtà, spiegando che non esistono alternative auspicabili alla privatizzazione di Alitalia,salvo il rischio di ritrovarsi con un commissario, i ministri non avrebbero nascosto i timori. Risultato: un confronto a Palazzo Chigi vivace, a tratti dai toni "accesi". Indiscutibile che il destino dei lavoratori sia uno tema sensibile e quindi non stupisce che sia anche stato al centro dell'incontro, avvenuto intorno all'ora di pranzo sempre a Palazzo Chigi, tra Spinetta, il presidente di Alitalia Maurizio Prato, il ministro Padoa-Schioppa e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, e Prodi. Certo, non sarebbe stato l'unico: tra i capitolo affrontati anche quello delle tratte per la Cina e l'India, tagliate nel piano franco olandese. Tornado invece al capitolo esuberi, nel corso del colloquio, secondo quanto riferiscono fonti di governo, i francesi avrebbero rassicurato gli interlocutori spiegando che l'asticella fissata intorno a quota 2000 potrebbe scendere ancora, toccando una cifra decisamente più bassa. Il governo si sarebbe detto invece disponibile a intervenire sull'unico fronte di sua competenza, facendo il massimo possibile, quello degli ammortizzatori sociali.
    http://www.ansa.it/opencms/export/si..._41249338.html

 

 
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