Cosa è oggi la sinistra politica? Esiste ancora una sinistra di fatto oltre che di nome? E' lecito dubitarne. In Occidente ormai esiste un pensiero liberale con sfumature sempre più destrorse a cui per inerzia si oppongono i resti di antichi partiti generati dal movimento operaio uniti solo dall'interesse per il potere.
Prima si diceva che a sinistra c'era l'ideologia e a destra il pragmatismo. Oggi è praticamente l'inverso: sono i partiti di destra, i conservatori, a proporre nuove soluzioni per il cambiamento, mentre i cosiddetti progressisti mirano unicamente ad una piatta gestione dello status quo. Passati anche loro a destra sul fronte dell'economia - un Carlo De Benedetti che auspica sul Foglio nuove riforme liberiste non fa più notizia -, alle sinistre odierne non resta che un generico globalismo tendente ad annullare tutto ciò che ancora si oppone ad un individualismo indifferenziato.
Prima le sinistre avevano dalla loro i sindacati, gli operai... oggi le loro lobbies sono costituite da insegnanti, artisti, scienziati... Sono laureati che viaggiano per il mondo e si trovano a loro agio in questo villaggio globale tecnologico. Non vogliono fare la rivoluzione, piuttosto salvare qualche albero. Anche le femministe non sono più quelle di un tempo e i reggiseni li mettono in bella vista per attirare l'attenzione. E' la sinistra degli anticlericali, dei gays e degli immigrati da sbattere contro una fantomatica estrema destra che ormai esiste solo negli stadi. E' una sinistra che vive di rendita e su un'opposizione d'inerzia alle varie destre funzionale al mantenimento delle loro quote di potere.
E' una sinistra ormai a cui non è rimasto altro che la poltrona.




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