lunedì 06 ottobre 2008, 080
L'impero Cgil fattura 1 miliardo di euro
Roma - È il sacro Graal del giornalismo d’inchiesta e sindacale. E proprio come il calice dell’ultima cena, il «bilancio consolidato» della Cgil ha assunto un alone mistico, si è smaterializzato per diventare simbolo, non tanto degli ideali e degli obiettivi irraggiungibili, quanto dell’opacità e del potere sindacale. Chi conosce anche il più remoto cantuccio della confederazione guidata da Guglielmo Epifani giura che - al pari di quelli delle altre centrali sindacali - il bilancio della Cgil nel suo complesso in realtà non esiste. E che per pesare tutte le attività economiche della Corso d’Italia Spa ci si debba rassegnare a spulciare la bellezza di 2.500 documenti contabili. Ogni categoria ha il suo. E ogni livello centrale di una federazione va moltiplicato per le mille stratificazioni territoriali.
Tutti i dati ovviamente confluiscono alla centrale romana, ma la sintesi è conservata gelosamente come il peggiore dei segreti. Non è nemmeno messa nero su bianco per evitare fughe di notizie. Perché è nota la resistenza dei sindacati a qualsiasi tentativo di rendere pubblica la loro contabilità.
«Profitti» in tempi di crisi. È meno conosciuto, invece, il piglio aziendale con il quale il primo sindacato del Paese gestisce le sue risorse economiche. Un’amministrazione oculata che, per fare un esempio recente, ha portato l’ultimo bilancio confederale - quello, tanto per intenderci, che riguarda solo il palazzo di Corso d’Italia, non tutto il sindacato - in attivo per 643mila euro. Un piccolo «profitto» per la testa del sindacato, firmato dal riservatissimo tesoriere Lodovico Sgritta, contro un rosso che l’anno precedente era di 560mila euro, realizzato in tempi decisamente grami per famiglie e imprese.
Epifani come Bombassei. Nonostante tutto non è impossibile farsi un’idea di quanto valgono le attività economiche di Corso d’Italia e delle sue controllate. Un miliardo all’anno è una delle ultime stime, mai smentita. Tanto per farsi un’idea è quanto fattura una multinazionale del made in Italy come la Brembo di Alberto Bombassei, delegato alle relazioni industriali per Confindustria, controparte di Epifani in più di una trattativa. Solo che la Cgil non produce sofisticati sistemi di frenaggio. Vende tessere. Poi fornisce servizi per conto dello Stato, pagati profumatamente dal contribuente. Si serve di «lavoro» pagato dalla pubblica amministrazione attraverso i distacchi retribuiti. Infine sfrutta ogni possibilità di finanziamento pubblico: dai fondi per l’editoria, al cinque per mille passando per i «gettoni» di presenza in vari organismi pubblici.
Il caro tessera. A sostenere il primo sindacato italiano sono soprattutto i 5.604.741 aderenti (dato 2007). Il costo della tessera che pagano al momento dell’iscrizione e le trattenute che ogni mese si ritrovano in busta paga. La percentuale per il momento varia da categoria a categoria, ma presto potrebbe essere uniformato e, per molti, aumentare. Nella relazione dell’ultima conferenza di organizzazione è scritto chiaramente. Per il 2008 è in agenda «la realizzazione dell’obiettivo di generalizzare la quota dell'1% di contribuzione per chi si iscrive alla Cgil». In questo modo al sindacato arriverebbero circa 600 milioni. Per il momento la confederazione si deve accontentare di una cifra che si dovrebbe aggirare intorno ai 400 milioni di euro l’anno; 250 milioni che provengono dai 2,7 milioni di lavoratori attivi iscritti e altri 140 milioni dai 2,8 milioni di pensionati che pagano quote di iscrizione e contributi sindacali più bassi.
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295882
wooff...dunque "un'industria solida di tipo KAPITALISTIKO ke sfrutta i lavoratori" alla faccia di quei pirla ke li mantengono.
notare il futuro prossimo a venire dell' "aumento di kapitale"il 33% in più euro più o euro meno.
senza contare le centinaia di sedi molte delle quali ex fasciste (guarda caso) sparse sul territorio nazionale,aggiungo anche il "BONUS milionario di ore" che le aziende pagano per mantenere i sindacati.
nn c'è ke dire......questo sistema tipo "catena di S.ANTONIO frutta un sacco di soldi e quando gli si domanda il bilancio fanno orecchie da mercante......si offendono pure.......kiamali stupidi 'sti komunisti!
wooff...wooff...




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il 33% in più euro più o euro meno.
) sparse sul territorio nazionale,aggiungo anche il "BONUS milionario di ore" che le aziende pagano per mantenere i sindacati.
.......kiamali stupidi 'sti komunisti!
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