Nel mio Stato ideale tu non diresti certe cose: saresti stato educato in modo da rispettare tutti gli uomini del mondo.
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Questo è solo uno slogan. I ribelli americani in realtà avrebbero potuto essere rappresentati nella Camera dei Comuni, era semplicemente troppo oneroso farsi eleggere. In ogni caso il loro slogan lo intendevano per se stessi, non certo per gli schiavi o gli indiani.
Cmq se valutiamo l'intera ns. tradizione nazionale possiamo constatare che la cittadinanza è sempre stata aperta a tutti, ma solo una volta ottenutala si potevano esercitare i diritti politici. Questa tradizione millenaria vale molto di più di quattro parole scritte in una lingua barbara (per quanto diffusa).
Nella mia visione, che è anche quella della petizione in oggetto, non è come dici tu.
Il voto politico rimane esclusivo dei cittadini. Si estende il voto amministrativo ai residenti.
In questo modo l'integrazione, come è giusto che sia, procede per gradi.
Dapprima l'ospite non ha diritto di voto. Dopo un certo tempo di permanenza comincia a votare alle elezioni amministrative, dove la valutazione dell'operato del sindaco è relativamente immediata rispetto alla politica nazionale.
Solo diventando cittadino uno accede al voto politico.
per|só|na
s.f.
FO
essere umano senza distinzione di sesso, età e condizione
cit|ta|dì|no
agg., s.m.
s.m. FO chi ha la cittadinanza di uno stato: c. italiano, c. inglese
cit|ta|di|nàn|za
s.f.
AU
1 vincolo di appartenenza di un individuo a uno stato, che comporta un insieme di diritti e doveri: avere, acquistare c. italiana, perdere la c.
Ottima base di discussione.
Tutti quelli che arrivano in Italia, anche i turisti, hanno ovviamente una serie di diritti e di doveri. Per esempio, uno statunitense a cui venga l'infarto, viene curato dal pronto soccorso italiano, non deve tornare un USA. D'altra parte, se negli USA è permesso comprare armi al supermarket, lo statunitense non può pretenderlo in Italia.
Questo non ne fa dei cittadini.
Nel momento in cui una persona si stabilisce per lavoro in Italia, quindi soggiace per un tempo prolungato ai doveri impliciti nello stare in Italia tra cui soprattutto il pagamento delle tasse e quindi il contributo in solido al funzionamento della società... viene spontaneo pensare che sia detentore anche di qualche diritto.
Un possibile compromesso è estendere il voto amministrativo dopo 5 anni di regolare permanenza, e dare dopo 10 anni la possibilità di avviare le pratiche per chi lo desidera di diventare cittadino.
In questo modo si rispettano i diritti di tutti: il diritto dei cittadini italiani a esercitare in modo esclusivo i diritti politici; il diritto di chi paga le tasse a essere rappresentato; il diritto a chi resta per molti anni in una comunità a chiedere di farne parte a pieno titolo.