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  1. #1
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    Predefinito 60 - Europa... "che noia !"

    venerdì, giugno 13, 2008

    Referendum irlandese boccia il trattato di lisbona
    In una repubblica il capo dello stato superpartes è una leggenda metropolitana, una falsa percezione della verità propagandata dalla repubblica.

    Si dice con enfasi che il presidente della repubblica è al di fuori delle parti e che non fa politica.
    Ebbene Napolitano continua a fare politica non solo con la chiara intenzione di condizionare il parlamento italiano ma si permette di dare indicazioni agli altri stati.
    Infatti ha chiesto di lasciare fuori chi dice no. Non si può pensare che la decisione di poco piu' della metà degli elettori di un Paese che rappresenta meno dell'1% della popolazione dell'Ue possa arrestare il processo di riforma.

    Innanzitutto la percentuale detta da napolitano non ha senso in quanto ricorda solo gli irlandesi e non anche i francesi,olandesi, e danesi che precedentemente avevano bocciato i trattati europei.

    Inoltre se poco più della metà di un popolo, che corrisponde all'1% degli europei, non può bloccare il cosiddetto processo di riforma allora mi permetto di ricordare che questo processo è voluto dagli euroburocrati di bruxelles (una minoranza), e che in Italia la decisione è stata presa solo dal Parlamento, cioé da circa 1000 persone, una quisquilia rispetto alla popolazione.
    In Italia l'adesione alla costituzione ed ai trattati europei è stata presa dalla casta dei politici, la repubblica italiana non ha permesso agli italiani di decidere il loro futuro.
    A quanto pare napolitano non rispetta la scelta democraticamente voluta dai popoli che con un referendum hanno bocciato il trattato.
    Alla faccia del principio, così tanto decantato dai repubblicani, che la sovranità appartiene al popolo.

    La verità è che quando i popoli sono stati consultati con un referendum, i trattati costituzionali europei sono stati rifiutati.

    L'Europa è fatta dai popoli, non dagli euroburocrati


    Ue: Napolitano, non partire da zero
    Capo Stato, 'lasciare fuori' chi blocca costruzione europea

    (ANSA) - ROMA, 13 GIU - Dopo il no irlandese al Trattato europeo 'non si puo' ripartire da zero'. Lo dice Napolitano che chiede di 'lasciare fuori' chi dice no.'Non si puo' pensare -afferma- che la decisione di poco piu' della meta' degli elettori di un Paese che rappresenta meno dell'1% della popolazione dell'Ue possa arrestare il processo di riforma'. Quindi 'l'iter delle ratifiche dovra' andare avanti' ed 'e' l'ora di una scelta coraggiosa' lasciando fuori dalla costruzione europea, 'chi minaccia di bloccarla'.

    ansa

    http://monarchico.blogspot.com/

  2. #2
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    EUROPA – SAVOIA :
    PRINCIPE EMANUELE FILIBERTO "NECESSARIO UN CAMBIO DI MARCIA CON UNA VERA STRATEGIA POLITICA EUROPEA"

    Il Principe Emanuele Filiberto ha analizzato con interesse la situazione dell'Unione Europea in seguito alla bocciatura del Trattato di Lisbona da parte dell'Irlanda e ha dichiarato:
    "La vittoria del "no" in Irlanda è sintomo di disagio per questa Unione Europea troppo allargata che troppo spesso eccede nel dirigismo e nel bloccare i singoli stati membri.
    Il Gen. Carlo Jean, su "Il Messaggero" di Roma, ha scritto un intervento sulla situazione critica dell’Europa ponendo l’accento sulla rinascita dello spirito nazionale dei singoli stati paragonandolo alla situazione pre-bellica del 1914. E' chiaro che la visione del Gen. Jean è estrema e che non possiamo certamente parlare di un Europa nazionalista. Tuttavia assistiamo ad un rafforzamento dell'idea nazionale e addirittura regionale. Una tendenza disgregante che va tenuta nella dovuta considerazione per evitare derive secessioniste sia a livello dell'Unione Europea sia a livello dei singoli stati nazionali.
    Il futuro è certamente da ricercarsi in un'Unione Europea rafforzata e rinnovata per poter competere con le super potenze mondiali: Cina, Stati Uniti, Russia e Giappone.
    E' necessario che i singoli Stati europei si impegnino ad inquadrare le loro tradizioni e potenzialità militari e diplomatiche in un complesso militare e diplomatico europeo, inserito nella cornice istituzionale dell’Unione Europea. Del resto, il comitato politico e di sicurezza (COPS), il comitato militare dell'Unione europea (EUMC) e lo Stato maggiore (SM), l'Agenzia europea per la difesa, gli Eurocorps, sono tutti strumenti sorti in periodi, contesti e anche con logiche parzialmente diverse, soprattutto fra le strutture di «Stato Maggiore» e gli Eurocorps, ma potrebbero essere utilizzati come mattoni per costruire un edificio più coerente se inseriti in un progetto d’integrazione supernazionale, oltre la logica della mera cooperazione intergovernativa. Se servisse per spingere gli Stati membri in questo senso sarebbe anche plausibile la costituzione d’un «gruppo di testa» un "direttorio" composto da Francia, Germania, Inghilterra, Spagna ed Italia. La logica del «direttorio» è tipica delle fasi di transizione, purché si abbiano idee chiare sulla direzione verso cui transitare, che in questo caso non può prescindere da un'unione attiva e concreta sul piano militare e diplomatico."

    Filippo Bruno di Tornaforte
    Portavoce della Casa Reale d'Italia

  3. #3
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    Io sono contrario all'Europa Unita e penso che l'abbiate capito, ...per tornare sull'argomento :

    Sarkozy : Petrella non sarà estradata

    Milano - Dietrofront: l’ex brigatista Marina Petrella, ergastolo al processo Moro ter, non verrà estradata in Italia. Il presidente Nicolas Sarkozy ha sconfessato il suo governo che il 9 giugno scorso aveva dato l’ok al rimpatrio della donna. «Ragioni umanitarie», mettono le mani avanti all’Eliseo. La Petrella è da tempo ricoverata nel reparto di psichiatria di un ospedale della capitale e le sue condizioni sono precarie. A Roma però la notizia suscita «perplessità», sicuramente la scelta del Presidente è stata influenzata dall’«azione diplomatica» della moglie Carla Bruni che senza mezzi termini aveva dichiarato: «Una nelle sue condizioni va curata e non tenuta in cella». Quest’estate la sorella di Carla, l’attrice Valeria Bruni Tedeschi, era stata fra le pochissime persone che avevano fatto visita alla donna, e poi pressing sul Presidente per liberarla. Alla fine Carla, come scrive Libération sul suo sito, ha portato direttamente la buona notizia all’ammalata. Mercoledì scorso è andata, scortata proprio da Valeria, all’ospedale di Sainte-Anne, e ha detto alla donna: «Ho un messaggio da parte di mio marito, lei non sarà estradata». Di più: «Non si poteva lasciar morire questa donna - ha aggiunto la Bruni a Libération - la situazione era diventata intollerabile, pericolosa. Alla fine del nostro incontro, le ho chiesto di cercare di alimentarsi di nuovo, almeno di ricominciare a bere».

    A Parigi minimizzano e non vogliono aprire contenziosi né rispolverare la dottrina Mitterrand, che aveva coperto la latitanza di molte primule rosse del terrorismo italiano. «I medici - spiega un comunicato dell’Eliseo - hanno concluso che la profonda depressione di cui la Petrella soffre è tale da mettere in pericolo la sua sopravvivenza. La decisione di non estradarla è stata adottata unicamente per la situazione di salute». In sostanza, l’ex br sarebbe a un passo dalla morte.

    Dunque, il caso Petrella si chiude qua e, comunque si giri la questione, per il governo italiano questa è una sconfitta che brucia. Nel 2003 l’allora Guardasigilli Roberto Castelli e il suo collega Dominique Perben avevano studiato la mappa dei rifugiati in terra di Francia e avevano estratto un campione di dodici nomi cui applicare la linea dura. Fra questi c’era lei, la donna che aveva sposato il brigatista Luigi Novelli ed era stata condannata all’ergastolo al Moro ter, il processo in cui la giustizia ha fatto i conti con i sequestratori del magistrato Giovanni D’Urso e con gli assassini del generale dei carabinieri Enrico Galvaligi e del vicequestore Sebastiano Vinci. Insomma, la Petrella, sorella di un altro br, Stefano, rappresenta un pezzo di storia della colonna romana e dell’eversione italiana.

    L’avevano arrestata l’anno scorso ad Argenteuil, nella banlieu di Parigi, dopo una latitanza durata quasi vent’anni. Il 14 dicembre la corte d’appello di Versailles aveva concesso l’estradizione e il 9 agosto il governo aveva firmato il provvedimento. Ora quel decreto è carta straccia. Sarkozy ha già dato disposizione in questo senso al Primo ministro, François Fillon. «Questa decisione è inaccettabile - nota Olga D’Antona, vedova di Massimo -: lo Stato italiano non tortura nessuno ed è compito delle autorità competenti di questo Paese prendere una decisione nel merito delle condizioni di salute della Petrella, anche rispetto a un atteggiamento di clemenza». Duro anche Bruno Berardi dell’associazione Domus Civitas: «La Francia manca di rispetto a chi ha sofferto e moltiplica il nostro dolore».

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297655


    ...mio spiegate a cosa serve una Unione Europea così ?

  4. #4
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    quindi in pratica,Sarkozy ha preso a pesci in faccia sia l'Italia che soprattutto le famiglie delle vittime della Petrella,per fare un favore alla mogliettina?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da perplesso666 Visualizza Messaggio
    quindi in pratica,Sarkozy ha preso a pesci in faccia sia l'Italia che soprattutto le famiglie delle vittime della Petrella,per fare un favore alla mogliettina?
    Che è di sinistra naturalmente... (gran gnocca però !!!)

  6. #6
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    sì,va beh,se la Bruni è la sinistra io voglio la panchina della Nazionale. subito.

  7. #7
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    io lo trovo vergognoso.
    Al di la di qualsiasi fazione politica questa intromissione è veramente ridicola.Ma poi ho visto i capi d'imputazione di quella donna,sono infiniti: Come si fa schierarsi così apertamente e rendere ridicola anche la scelta di Sarcozy,che è stato chiaramente influenzato anche dalla Moglie?Pazzesco!

  8. #8
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    beh conosci il detto "tira più un pel de topa che 100 cavallo in tropa"? si vede che a casa Sarkozy ci credono parecchio.....

  9. #9
    Monarchico da sempre !
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    Citazione Originariamente Scritto da synopsy Visualizza Messaggio
    io lo trovo vergognoso.
    Al di la di qualsiasi fazione politica questa intromissione è veramente ridicola.Ma poi ho visto i capi d'imputazione di quella donna,sono infiniti: Come si fa schierarsi così apertamente e rendere ridicola anche la scelta di Sarcozy,che è stato chiaramente influenzato anche dalla Moglie?Pazzesco!
    Citazione Originariamente Scritto da perplesso666 Visualizza Messaggio
    beh conosci il detto "tira più un pel de topa che 100 cavallo in tropa"? si vede che a casa Sarkozy ci credono parecchio.....

    Ma forse la Carla non centra. Io sono più propenso a credere che il Presidente si sia comportato secondo l'abitudine francese, ...e cioè che tutto ciò che gravita verso sinistra e bene e buono !

    voi che dite ?

 

 

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