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impresentabile
Specificammo sin dai primi comunicati che non eravamo assolutamente razzisti, in quanto vedendo nell’Uomo un essere spirituale, ancor prima che psicofisico, non differenziamo darwinisticamente gli uomini in base all’appartenenza alle differenti specie, come appartenessero al regno animale. E' quindi oltremodo evidente che, in virtù della concezione spirituale e morale dell'Uomo alla quale ci ispiriamo, l'essere razzisti o xenofobi (soprattutto verso gli emarginati, gli ultimi tra gli ultimi, gli esiliati politici o i diseredati) esula totalmente dai nostri orizzonti e dalla nostra quotidiana esperienza. Dunque ribadiamo di non essere affatto razzisti o xenofobi.
Specificammo di essere particolarmente sensibili alla tragedia ormai secolare del popolo palestinese.
Lo ribadiamo.
Specificammo che essere “enclave italiana” significava essere portatori di italianità spirituale. Non di egoismo etnico/biologico. Che l’idea di Patria, a nostro avviso, è anzitutto un’idea di una entità celeste. Poi fisica e geografica. Dunque italianità come forza universale, come forza spirituale.
Nel ricordo di Andrea Aguyar, uruguaiano di Montevideo, ucciso da una bomba a Santa Maria in Trastevere, scorrevano gli ultimi momenti di vita della Repubblica Romana del 1849. Questa è italianità spirituale. Un gradino ben superiore all’italianità giuridica o basata su presupposti meramente biologico-antropologici. Nulla di più distante da quel “razzismo oligarchico” che ancora oggi la fa da padrone incontrastato nei destini dell’umanità, schiacciando impietosamente la libertà di tutti i popoli della terra.
Ponendoci in una possibile linea di continuità spirituale con i principi suddetti, ossia di quelli della Repubblica Romana del 1849 e di quella sociale del 1943, auspicavamo che l’elemento spirituale e militare acquisisse finalmente la priorità sull’elemento politico e su quello economico. Unico modo per “salvare” e rettificare la nostra decadente società. Lo ribadiamo.
Si rendeva a tal punto necessaria – nella nostra visione - una liberazione nazionale da quel materialismo occidentale, da quell’idea nazionalitaria angloamericana che si è imposta sull’Italia e sull’Europa dal 1945.
Anche in questo caso, riteniamo che il clima per propiziare questa “liberazione nazionale” potesse essere preparato dal silenzioso lavoro interiore di minoranze raccolte in comunità spirituali.
Come dovevano operare queste minoranze? Non con la violenza. Solo le idee vive e coscienti mutano la situazione, non la violenza. Chi ricorre alla violenza mostra di non avere idee o di non avere fiducia nella propria idea: perciò non può realizzarla.
Tutto ciò che nella storia dell’universo è morale e creatore, scaturisce dalla forza delle idee. Forza spirituale.
Ribadiamo anche questo.
Salutiamo tutti i nostri amici detenuti, i poveri di spirito ma di nobili principi, i popoli che ancora lottano per la propria indipendenza nazionale, coloro che soffrono o sono malati a causa delle disumane pressioni delle oligarchie mondialiste demo-plutocratiche, gli onesti lavoratori di tutt'Italia, i "prigionieri di coscienza" i quali, nonostante il dolore e la persecuzione, mantengono fermamente la libertà interiore. Infine salutiamo le nostre amiche Serbe che vivono e lavorano onestamente in Italia.
L'amore di Patria va al di là di ogni materialismo etnico/politico: sia esso di destra di centro o sinistra.
L'amore di Patria è un atto dello spirito.
Centro studi Franco Colombo
Enclave ITALIANA
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