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  1. #1
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    Dinacci - racconterà De Biase - era stato chiaro: "Previti mi ha detto che bisogna distruggere Di Pietro e mi ha fatto capire che Gorrini è stato pagato".
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    Predefinito Il deputato di An, Diodato: «Denunciai Nonno, ma il mio partito l'ha difeso»

    L'intervista
    Il deputato di An, Diodato: «Denunciai Nonno, ma il mio partito l'ha difeso»
    Il grande accusatore: l'ultimo esposto su Pianura l'ho spedito un mese fa a La Russa, Bobbio e Landolfi però non ho avuto risposte




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    Pietro Diodato
    NAPOLI — Pietro Diodato, vuole descrivere Marco Nonno con un solo tratto di penna?
    «E' stato il terminale della violenza e della corruzione che ha imperversato a Pianura. E politicamente è stato utilizzato contro di me da alcuni esponenti di An».
    Perché ora il partito fa quadrato intorno a lui?
    «Lo aiutano perchè qualcuno ha paura che parli».
    Cosa potrebbe dire contro chi lo ha aiutato?
    «Che lo hanno foraggiato perchè garantiva pacchetti di voti alle elezioni. Alle ultime regionali ne ha dati 700 a Enzo Rivellini ». Pietro Diodato, esponente di spicco di An e da anni fustigatore del malcostume politico imperante nei palazzi del governo comunale e regionale, ha, come dire, vuotato il sacco e dal suo racconto il maleodorante puzzle di Pianura acquista contorni ancora più inquietanti. La sua testimonianza è di fondamentale importanza perchè viene dal terzo lato del triangolo politico del quartiere devastato dall'abusivismo e dalla violenza cieca; gli altri due sono Giorgio Nugnes e Marco Nonno che sono stati travolti da una serie di accuse devastanti. E arrestati.
    Ma non erano due suoi amici?
    «Marco l'ho avviato io alla politica, apprezzavo il suo entusiasmo e a sedici anni lo feci eleggere segretario del Fronte della Gioventù. Quando mi sono accorto che aveva preso un'altra strada, bruttissima, l'ho abbandonato al suo destino pur continuando a intrattenere buoni rapporti con gli altri suoi quattro fratelli, a uno gli ho fatto strada in circoscrizione, a Ciro ho reso di recente una cortesia della quale non mi pento».
    E i rapporti con Nugnes?
    «Pochi lo sanno, ma è stato uno dei nostri, era iscritto al Msi e voleva fare carriera. Era addirittura un esaltato e sui muri fece incidere una scritta di questo tipo (c'è ancora): chi sa morire da guerriero non sarà mai schiavo».
    E poi?
    «Nel 1980 si scontrò con me alle elezioni per la circoscrizione e io vinsi per pochi voti di scarto. Giorgio si arrabbiò e passò alla Dc, da allora non ci siamo parlati per 25 anni».
    E il rapporto tra Nugnes e Nonno?
    «Avevano lo stesso interesse: farmi fuori politicamente e mettere le mani sui miei tremila voti».
    Nugnes ha avuto un ruolo in questa vicenda?
    «Sì, ma quando si è accorto di essere intercettato, ha cambiato tattica».
    Non erano sodali, quindi?
    «Si prendevano per il naso vicendevolmente ».
    E' contento per la vittoria ottenuta?
    «Mi sento come uno che è stato bastonato. Dovete capirmi, questa vicenda mi tocca da vicino e poi non mi perdono il fatto di non aver capito in tempo che il retroterra dell'abusivismo edilizio nascondeva violenze inaudite a difesa di un business miliardario. Ora il quadro è completo, ma mi attendo altri sviluppi. Guardiamo le cifre: una costruzione abusiva chiavi in mano costava dai 700 ai 1000 euro a metro quadro, ma appena completata il valore complessivo triplicava. Affari favolosi, insomma, che riaprendo la discarica chiusa da dodici anni, sarebbero crollati. Spegnendo anche il ricchissimo business del deposito di rifiuti tossici nell'area della discarica grande circa 150 ettari. Interessi a moltissimi zeri e, di conseguenza, nessuna pietà per chi era contrario che, anzi, doveva essere terrorizzato, annientato. Di qui il terrore per le strade, i negozi e gli autobus devastati, le strada bloccata pochi attimi prima dell'arrivo della polizia. Pianura è stata per mesi terra di nessuno».
    Lei non ha mai avuto paura...
    «No e non sono mai sceso a patti. Da anni ho fatto una scelta per la legalità e la porto avanti. A Pianura, senza questa guerra che nessuno poteva mettere in conto, avremmo vinto la battaglia, avevamo messo insieme un partito della normalità con esponenti di destra e di sinistra e con il favore delle associazioni e della Chiesa. Ricordo, per tutte, le battaglie condotte con il parroco, don Vittorio Zecconi».
    Quante denunce ha fatto?
    «Tantissime, ho perso il conto. L'ultima l'ho spedita un mese fa a Ignazio La Russa, Luigi Bobbio e Mario Landolfi, ma l'ex pm anticamorra invece di mandarla avanti la inviò a Nonno chiedendogli se ravvisasse gli estremi per controdedurre».
    La lunga sequela di delitti, quindi, è conseguenza solo del mattone selvaggio?
    «Proprio così. A gennaio di quest'anno, dopo l'incendio della sede di An, cominciai ad accorgermi che dalla protesta pacifica contro la riapertura della discarica si era passati ad una gestione violenta e senza scrupoli portata avanti da personaggi inquietanti mai visti a Pianura. (Poi si è scoperto che quasi tutte le «teste matte» dell'ultra tifo erano diventate stanziali a Pianura, ndr). Come ho già detto, abbiamo vissuto in un clima d'inferno subendo prepotenze inaudite. Il tre gennaio convocai una conferenza stampa per indurre alla ragione i miei concittadini al di sopra di ogni sospetto: la discarica non si apre solo se scopriremo che attenta alla nostra salute. Ma i nuovi arrivati impedirono che trionfasse la ragione».
    Le indagini sono durate mesi, potevano concludersi prima?
    «Forse sì e se fosse successo forse avremmo potuto lanciare un segnale preciso agli abitanti di Chiaiano che, a scala ridotta, hanno avuto lo stesso problema di quelli di Pianura».
    Prevede altri colpi di scena?
    «Non li escludo, a Pianura è successo di tutto».
    Il terremoto, però, non è stato avvertito a Palazzo San Giacomo.
    «È davvero sconcertante, invece dovrebbero prendere atto dello sfaldamento del governo cittadini e trarne le conseguenze ».
    Carlo Franco

    08 ottobre 2008





    http://corrieredelmezzogiorno.corrie...o_accusa.shtml


    Ennesima vergogna firmata AN.

  2. #2
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    Scusa della domanda ....ma l'Assessore del Pd al Comune di Napoli , quello al gabbio , non era li anche grazie ai voti dell'IDV ???

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Arminius Visualizza Messaggio
    L'intervista
    Il deputato di An, Diodato: «Denunciai Nonno, ma il mio partito l'ha difeso»
    Il grande accusatore: l'ultimo esposto su Pianura l'ho spedito un mese fa a La Russa, Bobbio e Landolfi però non ho avuto risposte




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    NAPOLI — Pietro Diodato, vuole descrivere Marco Nonno con un solo tratto di penna?
    «E' stato il terminale della violenza e della corruzione che ha imperversato a Pianura. E politicamente è stato utilizzato contro di me da alcuni esponenti di An».
    Perché ora il partito fa quadrato intorno a lui?
    «Lo aiutano perchè qualcuno ha paura che parli».
    Cosa potrebbe dire contro chi lo ha aiutato?
    «Che lo hanno foraggiato perchè garantiva pacchetti di voti alle elezioni. Alle ultime regionali ne ha dati 700 a Enzo Rivellini ». Pietro Diodato, esponente di spicco di An e da anni fustigatore del malcostume politico imperante nei palazzi del governo comunale e regionale, ha, come dire, vuotato il sacco e dal suo racconto il maleodorante puzzle di Pianura acquista contorni ancora più inquietanti. La sua testimonianza è di fondamentale importanza perchè viene dal terzo lato del triangolo politico del quartiere devastato dall'abusivismo e dalla violenza cieca; gli altri due sono Giorgio Nugnes e Marco Nonno che sono stati travolti da una serie di accuse devastanti. E arrestati.
    Ma non erano due suoi amici?
    «Marco l'ho avviato io alla politica, apprezzavo il suo entusiasmo e a sedici anni lo feci eleggere segretario del Fronte della Gioventù. Quando mi sono accorto che aveva preso un'altra strada, bruttissima, l'ho abbandonato al suo destino pur continuando a intrattenere buoni rapporti con gli altri suoi quattro fratelli, a uno gli ho fatto strada in circoscrizione, a Ciro ho reso di recente una cortesia della quale non mi pento».
    E i rapporti con Nugnes?
    «Pochi lo sanno, ma è stato uno dei nostri, era iscritto al Msi e voleva fare carriera. Era addirittura un esaltato e sui muri fece incidere una scritta di questo tipo (c'è ancora): chi sa morire da guerriero non sarà mai schiavo».
    E poi?
    «Nel 1980 si scontrò con me alle elezioni per la circoscrizione e io vinsi per pochi voti di scarto. Giorgio si arrabbiò e passò alla Dc, da allora non ci siamo parlati per 25 anni».
    E il rapporto tra Nugnes e Nonno?
    «Avevano lo stesso interesse: farmi fuori politicamente e mettere le mani sui miei tremila voti».
    Nugnes ha avuto un ruolo in questa vicenda?
    «Sì, ma quando si è accorto di essere intercettato, ha cambiato tattica».
    Non erano sodali, quindi?
    «Si prendevano per il naso vicendevolmente ».
    E' contento per la vittoria ottenuta?
    «Mi sento come uno che è stato bastonato. Dovete capirmi, questa vicenda mi tocca da vicino e poi non mi perdono il fatto di non aver capito in tempo che il retroterra dell'abusivismo edilizio nascondeva violenze inaudite a difesa di un business miliardario. Ora il quadro è completo, ma mi attendo altri sviluppi. Guardiamo le cifre: una costruzione abusiva chiavi in mano costava dai 700 ai 1000 euro a metro quadro, ma appena completata il valore complessivo triplicava. Affari favolosi, insomma, che riaprendo la discarica chiusa da dodici anni, sarebbero crollati. Spegnendo anche il ricchissimo business del deposito di rifiuti tossici nell'area della discarica grande circa 150 ettari. Interessi a moltissimi zeri e, di conseguenza, nessuna pietà per chi era contrario che, anzi, doveva essere terrorizzato, annientato. Di qui il terrore per le strade, i negozi e gli autobus devastati, le strada bloccata pochi attimi prima dell'arrivo della polizia. Pianura è stata per mesi terra di nessuno».
    Lei non ha mai avuto paura...
    «No e non sono mai sceso a patti. Da anni ho fatto una scelta per la legalità e la porto avanti. A Pianura, senza questa guerra che nessuno poteva mettere in conto, avremmo vinto la battaglia, avevamo messo insieme un partito della normalità con esponenti di destra e di sinistra e con il favore delle associazioni e della Chiesa. Ricordo, per tutte, le battaglie condotte con il parroco, don Vittorio Zecconi».
    Quante denunce ha fatto?
    «Tantissime, ho perso il conto. L'ultima l'ho spedita un mese fa a Ignazio La Russa, Luigi Bobbio e Mario Landolfi, ma l'ex pm anticamorra invece di mandarla avanti la inviò a Nonno chiedendogli se ravvisasse gli estremi per controdedurre».
    La lunga sequela di delitti, quindi, è conseguenza solo del mattone selvaggio?
    «Proprio così. A gennaio di quest'anno, dopo l'incendio della sede di An, cominciai ad accorgermi che dalla protesta pacifica contro la riapertura della discarica si era passati ad una gestione violenta e senza scrupoli portata avanti da personaggi inquietanti mai visti a Pianura. (Poi si è scoperto che quasi tutte le «teste matte» dell'ultra tifo erano diventate stanziali a Pianura, ndr). Come ho già detto, abbiamo vissuto in un clima d'inferno subendo prepotenze inaudite. Il tre gennaio convocai una conferenza stampa per indurre alla ragione i miei concittadini al di sopra di ogni sospetto: la discarica non si apre solo se scopriremo che attenta alla nostra salute. Ma i nuovi arrivati impedirono che trionfasse la ragione».
    Le indagini sono durate mesi, potevano concludersi prima?
    «Forse sì e se fosse successo forse avremmo potuto lanciare un segnale preciso agli abitanti di Chiaiano che, a scala ridotta, hanno avuto lo stesso problema di quelli di Pianura».
    Prevede altri colpi di scena?
    «Non li escludo, a Pianura è successo di tutto».
    Il terremoto, però, non è stato avvertito a Palazzo San Giacomo.
    «È davvero sconcertante, invece dovrebbero prendere atto dello sfaldamento del governo cittadini e trarne le conseguenze ».
    Carlo Franco

    08 ottobre 2008





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    Ennesima vergogna firmata AN.
    Ma l'importante è non dividere l'italia.

  4. #4
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    Dinacci - racconterà De Biase - era stato chiaro: "Previti mi ha detto che bisogna distruggere Di Pietro e mi ha fatto capire che Gorrini è stato pagato".
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    Citazione Originariamente Scritto da Malik Visualizza Messaggio
    Scusa della domanda ....ma l'Assessore del Pd al Comune di Napoli , quello al gabbio , non era li anche grazie ai voti dell'IDV ???
    No, perché il PD (nei diversi partiti) e l'IDV facevano parte della stessa grossissima coalizione, quindi Giorgio Nugnes non l'ha portato l'IDV. Mentre l'operato di Nonno (AN) era stato proprio denunciato da Pietro Diodato (sempre di AN) al partito AN e pare che l'abbiano lasciato operare... Tuttavia sono state 37 le ordinanze di custodia cautelare, quindi vai capire tutti i politici che vi erano immischiati.
    Ma adesso la questione è un'altra: Nonno dirigeva le operazioni e AN una volta venuta al corrente (di qualcosa poco chiaro) perché non ha fatto nulla?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Arminius Visualizza Messaggio
    No, perché il PD (nei diversi partiti) e l'IDV facevano parte della stessa grossissima coalizione, quindi Giorgio Nugnes non l'ha portato l'IDV. Mentre l'operato di Nonno (AN) era stato proprio denunciato da Pietro Diodato (sempre di AN) al partito AN e pare che l'abbiano lasciato operare... Tuttavia sono state 37 le ordinanze di custodia cautelare, quindi vai capire tutti i politici che vi erano immischiati.
    Ma adesso la questione è un'altra: Nonno dirigeva le operazioni e AN una volta venuta al corrente (di qualcosa poco chiaro) perché non ha fatto nulla?



    Come no? Se Nugnes era assessore ....IDV lo ha votato o no?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Malik Visualizza Messaggio
    Come no? Se Nugnes era assessore ....IDV lo ha votato o no?
    No, l'IDV ha votato per gli esponenti dell'IDV. Nugnes l'hanno votato gli esponeneti del PD. IDV e PD facevano parte della stessa coalizione (insieme a tutti gli altri partiti di sinistra). Nonno era esponenete di AN, e l'hanno votato tutti gli esponenti di AN. AN era coalizzata con tutti i partiti di destra (tra cui pure FI).
    Diodato aveva avvisato quelli di AN che Nonno dirigeva le operazioni, ma AN non ha fatto nulla.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Arminius Visualizza Messaggio
    No, l'IDV ha votato per gli esponenti dell'IDV. Nugnes l'hanno votato gli esponeneti del PD. IDV e PD facevano parte della stessa coalizione (insieme a tutti gli altri partiti di sinistra). Nonno era esponenete di AN, e l'hanno votato tutti gli esponenti di AN. AN era coalizzata con tutti i partiti di destra (tra cui pure FI).
    Diodato aveva avvisato quelli di AN che Nonno dirigeva le operazioni, ma AN non ha fatto nulla.


    MA NUGNES COME E' DIVENTATO ASSESSORE????? DI PIETRO DOVE CAZZO ERA ??????

  8. #8
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    L'IDV in Campania è la faccia più oscura del dipietrismo. Ricordo ancora quando all'indomani dello scandalo rifiuti Di Pietro tuonò "Da domani i miei consiglieri usciranno dalla maggioranza che sostiene Bassolino"... quel domani ancora deve venire e non penso arriverà...

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Malik Visualizza Messaggio
    MA NUGNES COME E' DIVENTATO ASSESSORE????? DI PIETRO DOVE CAZZO ERA ??????
    NUGNES NON LO HA PORTATO DI PIETRO, E NON L'HANNO VOTATO QUELLI DELL'IDV! LO HANNO VOTATO GLI ESPONENTI DI QUELLO CHE OGGI E' IL PD! I PARTITI DI SINISTRA ERANO COALIZZATI TRA LORO, COME LO ERANO I PARTITI DI DESTRA.
    STANDO AL TUO RAGIONAMENTO, VISTO CHE AN E FI ERANO ALLEATI, DOVE CAZZO ERANO BERLUSCONI E FINI QUANDO NONNO E' DIVENTATO CONSIGLIERE COMUNALE?
    IL PARTITO AN AVEVA RICEVUTO LA SOFFIATA DA DIODATO. GLI E' STATO RIFERITO CHE C'ERA UN LORO ESPONENTE CHE COLLABORAVA CON LA CAMORRA. PERCHE' NON HANNO FATTO NULLA QUELLI DI AN??????????????????????

  10. #10
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    ma La Giunta IERVOLINO , Di Cui Nugnes Faceva Parte , L'idv L'ha Votata Si O No???????

 

 
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