Accantonando un attimo gli squilibri identitari dei giovani fascisti italiani, e' interessante la posizione del PCV rispetto al PSUV.
Estratti da una presentazione di Carolus Wimmer, membro dell’Ufficio Politico del PCV
http://www.resistenze.org/sito/te/pe/mc/pemc7f17-001681.htm
Le forze di chiara posizione marxista e marxista-leninista sono convinte - come insegna l’esperienza storica della lotta d’altri popoli ed anche la nostra - che il cammino verso il socialismo acutizza le contraddizioni di classe, producendo nuove posizioni, raggruppamenti e ricomposizioni di alleanze, il cui slancio corrisponderà alla sinergia di forze che riusciremo a costruire.
Si tratta, sostanzialmente, del fatto che da uno stato borghese come quello che sussiste ancora in Venezuela, non si può dirigere la rivoluzione. Storicamente questo tipo di stato non è capace di negare se stesso, perché oltre alla sua intima natura, si trova in una situazione di crescente decomposizione. Per ciò che mantiene di natura e valori borghesi, quello Stato non è rivoluzionario
Quanto sopra richiede l’esistenza e l’azione di un’avanguardia rivoluzionaria che diriga in modo organizzato, collettivo e coeso lo sforzo creatore delle masse. Che propugni valori, principi e condotte dirette a superare l’egemonia culturale borghese dominante. Che coadiuvi insieme al collettivo popolare, l’esercizio del controllo sociale e politico nel suo insieme.
In questo contesto, là dove più si esercita, in modo quasi esclusivo, una direzione del processo rivoluzionario da istanze governative, è ciò che fa il Presidente Chavez quando presenta la proposta del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV).
Questo blocco di forze nazional-patriottico-rivoluzionario, collima sull’obiettivo antimperialista, ma a volte può anche difendere interessi diversi; tra i fattori dell’alleanza si sviluppa allora la lotta di classe per la direzione del processo al fine di stabilire contenuti, limiti, ritmi e profondità dello stesso, secondo i particolari interessi di ciascun fattore sociale lì rappresentato.
Si tratta, evidentemente, di un’alleanza di classe che presenta al suo interno contraddizioni - ma non antagoniste - che permettono la sua unità tattica e che profila gli antagonismi che si definiranno nel suo futuro. Questa struttura la definiamo Ampio Fronte Nazionale Patriottico e Antimperialista, costruito attorno ad un programma con norme statutarie e di funzionamento, obbligatorie per l’insieme dei suoi componenti, una struttura organica la cui direzione collettiva è guidata dal Presidente Hugo Chavez Frias.




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