di Fulvia Novellino

Il mercato bancario si adegua all’invecchiamento delle generazioni e, dopo i mutui quarantennali e cinquantennali, lancia il mutuo eterno con la possibilità dunque di destinare il proprio debito agli eredi.
Ubi Banca offre mutui da 50 anni e il Credito Valtellinese consente ai clienti di “girare” l’impegno agli eredi, dando così vita al credito eterno, perché sarà possibile rinnovare più volte un mutuo ventennale, fino a trasferirlo da padre in figlio alle condizioni iniziali: ecco che nasce il mutuo intergenerazionale.
Le motivazioni addotte dai banchieri per l’introduzione di questo tipo di contratti possono ridursi alla necessità di assicurare alle generazioni del presente la possibilità di accedere a mutui plurimilionari e così il diritto alla casa, oppure alle mutate condizioni del mercato immobiliare o dell’innalzamento del rischio e così del costo dell’accesso al credito. In realtà, è stato creato uno strumento diabolico, che crea l’illusione nel presente di poter contrarre con facilità un mutuo senza tener conto di alcun limite di età, per porre poi in capo alla famiglia e agli eredi futuri il debito contratto dalla vita precedente. Domani non sarà sufficiente una vita per comprare una cosa o contrarre un mutuo, ma occorrerà vendere la vita delle proprie generazioni alle banche, che diventeranno creditrici eterne nei confronti della famiglia.
Chi vuole contrarre un mutuo extralungo si potrebbe inoltre trovare nella situazione di dover costruire la propria garanzia mediante una polizza assicurativa contro eventi temporanei o permanenti: in questo caso può essere la banca stessa a proporre un’ampia gamma di scelta di polizze assicurative vita e multirischio, opzioni di rinvio delle rate e altri sistemi di dilazioni. In tale trucco delle banche si nasconde l’ulteriore beffa, e cioè costringere ad accettare un altro contratto di debito per pagare il primo debito. Un debito a fronte di un altro debito, dunque, che rischia di provocare, proprio in funzione della ricapitalizzazione degli interessi, un circolo vizioso di interessi e debiti che non si ferma alla nostra prima vita, ma si protrae negli anni venire in capo alle generazioni. Si tratta di un sistema di usura e di grave violazione dei diritti degli individui, in quanto diventano vittime inermi delle condizioni dettate dal mercato.
In realtà un’apertura in tal senso si è avuta già anni fa, con la Finanziaria del 2005, quando fu introdotta una sorte di deregolamentazione che ha portato all’introduzione del cosiddetto mutuo vitalizio.
Allora, per far fronte al problema della capitalizzazione degli interessi nei mutui ipotecari diretti a persone che hanno più di sessantacinque anni, la Finanziaria ha introdotto la VIA (valorizzazione immobiliare anticipata).
Alla base del provvedimento vi è la considerazione del fatto che esiste un limite al valore del debito, che non può mai superare il valore dell’immobile. Sarà così possibile conservare la piena della proprietà da parte del mutuatario, e avere il rimborso anticipato in ogni momento: questa ricchezza creata potrà così essere messa a disposizione delle stesse generazioni future.
La VIA dunque si era prefissata di creare questo ponte “di solidarietà intergenerazionale”, preso proprio dal modello inglese. In particolare con il “mutuo vitalizio” della finanziaria del 2005, anche gli anziani al di sopra dei 65 anni possono richiedere un finanziamento ipotecario, che verrà poi rimborsato in un’unica soluzione alla scadenza del contratto o alla loro morte, e fino a quel momento gli interessati non dovranno pagare nulla alla banca. L’intero debito sarà poi estinto dagli eredi che potranno saldare il debito o, in alternativa, utilizzare l’abitazione per pagare il debito e realizzare la restante parte del valore della casa. E’ nato dunque come un strumento per “monetizzare” il valore della casa degli anziani, in modo da creare così una sorta di sostegno all’età pensionabile, oppure per aiutare i figli per l’acquisto della casa.
In un certo senso, dunque, la VIA ha gettato le basi per quelle norme bancarie che rilanciano sempre più l’aumento degli interessi, e così gli anni del debito, fino ad annullare completamente la capacità di un individuo di estinguere i propri debiti durante la sua vita. Il sistema bancario crea così una sorta di vincolo per le famiglie e le generazioni a venire, imponendo il ricatto perenne della perdita della propria abitazione.
Così mentre prima era possibile lasciare in eredità una casa, un patrimonio, un domani si lascerà un mutuo e un debito da estinguere, pena la perdita di tutto ciò che è stato costruito durante un’intera vita

Fonte: http://www.disinformazione.it/mutui_eterni.htm

Commento : quest'articolo è datato al 3 agosto 2007, però purtroppo osserviamo che riguardo al sistema bancario e, in particolare, ai mutui la parola d'ordine è sempre quella: sacrificio. Sacrificio e debito. Sacrificio e debito senza fine. Sia la "surroga" , che la "rinegoziazione" sono misure che per quanto lodevolissime non intaccano minimamente il "potere di vita e di morte" che le banche esercitano sul popolo italiano. Nel senso che le banche decidono della possibilità per un uomo ed una donna di sposarsi, di poter costruire una famiglia, di avere dei figli e quanti averne, di essere felici, in sostanza. Siamo giunti dunque alla più brutale monetizzazione dei Valori. Julius Evola parlò del potere demoniaco dell'economia, e Ezra Pound mise in guardia invano il popolo americano riguardo all'esproprio della democrazia e della libertà da parte dei potentati bancari. Se i governanti americani di ieri e di oggi avessero recepito il monito di Pound anche la crisi economica che attanaglia gli Stati Uniti potrebbe non sarebbe mai esistita e tantissime famiglie americane non sarebbero finite sul lastrico. Si avvera quanto ha affermato Robert H. Hemphill, un dirigente della Banca della Riserva Federale di Atlanta: che le banche possono decidere anche di farci morire di fame. Infatti le banche oggi, nel mondo occidentale, decidono finanche, se un uomo possa vivere o meno con un tetto sulla sua testa. Pensiamo con infinita tristezza a quell'operaio che tentò il suicidio perché non riusciva più a fare fronte al mutuo bancario o, anche, a quella madre di famiflia americana che fu costretta a suicidarsi per evitare che i figli restassero senza un tetto. Questo non deve succedere. Affermò Pound che a causa dell'usura nessuno avrebbe posseduto una casa di solida pietra in cui vivere. Questo grandissimo poeta ed economista davvero profetico nelle sue affermazioni parlava dei diritti di democrazia e di libertà. La vera democrazia e la vera libertà. Non ritengo accettabile che democrazia e libertà, quelle vere, siano distrutte dai tassi d'interesse. Rischiamo ormai di vivere sottoposti ad un vero e proprio potere totalitario del mercato. Una dittatura, un "grande fratello" che strangola la libertà dei popoli con braccia invincibili, non meno autoritario e pervasivo di quello descritto da Orwell. La giusta strada su cui procedere è quella segnata dalla grande Evita Peròn che volle per il popolo argentino un capitalismo fondato sul popolo, per il popolo, a favore del popolo, un capitalismo fondato sul benessere di tutta la Nazione. Questa dovrebbe essere la strada maestra. Anche Charles de Gaulle disse di non volere che i destini della Francia e dei francesi fossero decisi in borsa. E anch'io non voglio che i destini dell'Italia e degli italiani siano decisi in borsa.