C'è qualcuno che ha letto questo pregevole trattato di scienza politica?

E se sì, che cosa ne pensate?
Che cosa pensate delle "verità comode allo Stato" che mi sembra che l'Autore asserisca debbano prevalere alla giustizia, se quest'ultima è disutile o peggio dannosa allo Stato?
Non nego di essermi posto il problema dell'eventuale (dis)utilità che deriverebbe allo Stato italiano il fatto di perseguire apertamente la giustizia in molti casi, non ultimo quello della Strage di Bologna del 2 agosto 1980, ma non sono riuscito a pervenire a una risposta accettabile.