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  1. #11
    Simply...cat!
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    Citazione Originariamente Scritto da Prinz Eugene Visualizza Messaggio
    infatti funziona talmente bene che il crollo è mondiale e riguarda TUTTI i mercati finanziari.

    C'è un crollo oggi perchè i Mercati non stanno facendo altro che correggendo se stessi dalle distorsioni a cui erano giunti.
    I Mercati sono arrivati a questi livelli di gonfiatura perchè la POLITICA ha voluto regolare la finanza.
    Chi ha pressato le banche americane perchè prestassero soldi per i mutui per le case a chi non aveva sufficienti garanzie? (i cosiddetti mutui sub-prime)
    Sono stati i POLITICI, i democratici americani.

    Senza pressioni politiche,certe storture,almeno di queste dimensioni,nno sarebbero mai potute avvenire.

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  2. #12
    Blut und Boden
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    Il mercato che s autoregola è un dogma; e, come tutti i dogmi, si tratta di una menzogna colossale.

  3. #13
    Simply...cat!
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    Citazione Originariamente Scritto da Io Robert Visualizza Messaggio
    Il liberismo all'amatriciana andrebbe chiamato anche liberismo all'hamburger perchè in USA le tangenti e le bustarelle sono legalizzate (lobbyin') cosicchè i deputati e i senatori fanno le leggi solo in favore dei grandi ricconi , dei top managers , delle corporations ecco perchè in questi anni han deregulato la finanza e legalizzato di fatto la finanza creativa , senza porre in essere controlli adeguati.
    Sui controlli possiamo discutere le minimissime regole di base,ma niente di +.

  4. #14
    Simply...cat!
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    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Il mercato che s autoregola è un dogma; e, come tutti i dogmi, si tratta di una menzogna colossale.

    Scusa guarda ad esempio il prezzo delle case in America: il Mercato non si è autoregolato giudicandoli troppo elevati?
    Detto questo,non sostengo mica che queste correzioni del Mercato non siano dolorose,anzi... .
    Dolorose,ma necessarie.

    Tutto il sistema di credito in America era praticamente basato sul prezzo della casa che continuava a salire,circa i mutui "sicuri: da qui le banche prestavano tutto a tutti tramite fidi o carte di credito perchè tanto c'era la casa a garanzia che continuava a salire di valore.
    Peccato che ad un certo punto i prezzi delle case siano iniziati a scendere e le banche hanno capito che le loro certezze poggiavano sulla sabbia.

  5. #15
    Lumbard
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    Citazione Originariamente Scritto da Dragonball Visualizza Messaggio
    Tutto il sistema di credito in America era praticamente basato sul prezzo della casa che continuava a salire,circa i mutui "sicuri: da qui le banche prestavano tutto a tutti tramite fidi o carte di credito perchè tanto c'era la casa a garanzia che continuava a salire di valore.
    Peccato che ad un certo punto i prezzi delle case siano iniziati a scendere e le banche hanno capito che le loro certezze poggiavano sulla sabbia.
    sono del settore e ti posso garantire che la stessa cosa è successa anche qui, e forse peggio, perchè i prestiti sub-prime non sono legali ma sono stati fatti all'itagliana gonfiando i valori degli immobili offerti a garanzia (tanto c'era il tasso al 2,5-3% e il mattone saliva)
    adesso il mattone è fermo, i tassi sono oltre il 5%, si è costruito troppo e dall'anno prossimo i prezzi scenderanno e, se chi ha contratto il mutuo non riesce a sostenere le rate, ne vedremo delle belle ... altro che USA
    (P.S. le principali banche itaglione lo sanno)

  6. #16
    Blut und Boden
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    Citazione Originariamente Scritto da Dragonball Visualizza Messaggio
    Scusa guarda ad esempio il prezzo delle case in America: il Mercato non si è autoregolato giudicandoli troppo elevati?
    Detto questo,non sostengo mica che queste correzioni del Mercato non siano dolorose,anzi... .
    Dolorose,ma necessarie.

    Tutto il sistema di credito in America era praticamente basato sul prezzo della casa che continuava a salire,circa i mutui "sicuri: da qui le banche prestavano tutto a tutti tramite fidi o carte di credito perchè tanto c'era la casa a garanzia che continuava a salire di valore.
    Peccato che ad un certo punto i prezzi delle case siano iniziati a scendere e le banche hanno capito che le loro certezze poggiavano sulla sabbia.
    Il mercato è nelle mani di chi lo controlla.
    Di chi crea denaro dal nulla.
    Di chi ti impone le sue regole ed è il primo a non seguirle.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Dragonball Visualizza Messaggio
    Sui controlli possiamo discutere le minimissime regole di base,ma niente di +.
    Non mi basta , voglio una legge che impedisca di salvare le banche fallite , è il mercato bellezza no?
    e poi voglio diventi illegale per soggetti privati dare soldi ai politici e ai partiti...
    voglio nuove regole più severe sui comportamenti dei manager i loro conflitti di interesse , non voglio più vedere manager diventare milionari solo perchè sale il valore delle azioni dell'impresa per cui lavorano , valore spesso fittizio e slegato dalla reale redditività dell'azienda...
    qui c'è da fare un nuovo trattato internazionale sulle regole della finanza.


    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    sono del settore e ti posso garantire che la stessa cosa è successa anche qui, e forse peggio, perchè i prestiti sub-prime non sono legali ma sono stati fatti all'itagliana gonfiando i valori degli immobili offerti a garanzia (tanto c'era il tasso al 2,5-3% e il mattone saliva)
    adesso il mattone è fermo, i tassi sono oltre il 5%, si è costruito troppo e dall'anno prossimo i prezzi scenderanno e, se chi ha contratto il mutuo non riesce a sostenere le rate, ne vedremo delle belle ... altro che USA
    (P.S. le principali banche itaglione lo sanno)
    però non conosco banche "nostre" che abbiano mai finanziato il 100% del valore dell'immobile , come succedeva in USA , da noi se le case dovessere perdere il 20-30% del valore (e probabilmente accadrà) le banche non perderanno nulla nemmeno in caso di pignoramenti proprio perchè non hanno finanziato il mutuo per intero.

  8. #18
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    Il colpevole è la mano pubblica
    Lorenzo Infantino, docente di Metodologia delle Scienze Sociali alla Luiss, studioso della Scuola austriaca di economia, è uno di quelli che non ci stanno a scaricare le responsabilità di quanto sta accadendo sui limiti o sull’avidità intrinseca di un capitalismo lasciato a se stesso.

    Professore, ma cosa ne sarà del ‘ liberismo’ dopo una crisi che ha visto, e proprio in Usa e Uk, alcuni dei più pesanti interventi della mano pubblica nel mercato negli ultimi decenni?
    «‘Liberismo’ è una parola molto infelice. Non c’è qui lo spazio perché ne possa illustrare le ragioni. Mi è sufficiente affermare che è un termine coniato dalla propaganda antiliberale. Bisogna allora, più correttamente, parlare di libertà di mercato. E, sull’argomento, devo dire che le vicende americane offrono un argomento in più a favore dei sostenitori di tale libertà ».

    Il che, in questi giorni, suona un po’ paradossale.
    «Assolutamente no. La grossa bolla speculativa creatasi nel settore immobiliare americano, non diversamente dalla internet bubble esplosa nel marzo del 2000, è l’effetto diretto di errori di politica monetaria. Alla base, ci sono quindi errori politici. Un tasso d’interesse spropositatamente basso, per un periodo di tempo spropositatamente esteso, alimenta sempre fenomeni speculativi: perché alimenta una patologica corsa all’indebitamento e la conseguente creazione di piramidi di carta ».

    Quindi una responsabilità della mano pubblica, più che di quella privata?
    «Certamente. Se abbandoniamo la superficie di quel che è accaduto, ci rendiamo conto che è stata la mano pubblica a determinare il dramma finanziario che stiamo vivendo, perché ha maldestramente ‘ costruito’ l’habitat di quel dramma.

    Se lo rinchiudiamo in una cantina, anche un astemio finirà giocoforza per ubriacarsi. Ossia: sono state le pubbliche autorità a fornire alle istituzioni finanziarie i mezzi per realizzare il loro avventurismo. Ci sono poi responsabilità di vigilanza successiva, ma la causa originaria risiede nei macroscopici errori di politica economica. Il che è quanto inascoltati conoscitori delle teorie economiche avevano posto in luce molto prima dei recenti e plateali dissesti finanziari. A molti commentatori digiuni di economia e di storia economica non farebbe male la lettura di una classica opera: La Grande Depressione di Murray Rothbard ( Rubbettino, 2006)».

    Colpite al cuore Wall Street e la City, con un sistema bancario americano dato da alcuni come virtualmente insolvente nel suo complesso, quali scenari si aprono ora per la geografia finanziaria mondiale?
    «Mi sembra che ci sia una certa esagerazione. Non c’è mai nella storia un primo uomo; e ancora non siamo giunti all’ultimo. Se la Federal Reserve avesse tempestivamente cambiato politica, non avremmo avuto il fenomeno di cui stiamo discutendo. Come dire che si può uscire dalla situazione in cui ci troviamo, a condizione però che gli errori non vengano ulteriormente ripetuti. Il tasso d’interesse è un prezzo. Tenerlo spropositatamente basso significa privarlo della funzione selettiva nei confronti dei progetti produttivi. E le iniziative meno economiche sottraggono risorse a quelle più competitive: è una vera e propria distruzione di ricchezza » .

    “Il prezzo dell’arroganza” era il titolo di ‘Der Spiegel’ la settimana scorsa, che riportava in copertina una statua della libertà con la fiaccola spenta. Che ne pensa?

    «Credo che in ciò ci sia un grossolano coefficiente di antiliberalismo. Forse, anche inconsapevolmente, usiamo talvolta quel che il cattolico Tocqueville denominava ‘ linguaggio da schiavi’».

    Nell’immediato sarebbe necessario una grande stanza di compensazione europea o ancora meglio mondiale per tutti i debiti e i crediti al di sopra di una certa soglia, diciamo un milione di euro, in maniera tale che possano rapidamente emergere, in modo chiaro e in tempi rapidi, le varie posizioni degli attori in gioco: chi merita di fallire e chi di essere salvato. Il rischio è di ripetere il decennio di stagnazione giapponese della metà degli anni ’90. Per evitarlo occorre tutelare e garantire i risparmiatori. E poi interventi sulle anomalie oramai insostenibili del sistema, senza i quali tanti propositi che si possono fare sono come neve al sole. Penso soprattutto ai paradisi fiscali, che abbiamo anche in casa nostra, vedi il Lussemburgo».

    Da Avvenire, 5 ottobre 2008

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da ceppo Visualizza Messaggio


    Il colpevole è la mano pubblica



    Alla base, ci sono quindi errori politici.
    Un tasso d’interesse spropositatamente basso, per un periodo di tempo spropositatamente esteso, alimenta sempre fenomeni speculativi: perché alimenta una patologica corsa all’indebitamento e la conseguente creazione di piramidi di carta ».

    Quindi una responsabilità della mano pubblica, più che di quella privata?
    «Certamente.

    ma CHI decide il tasso di interesse?

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego Visualizza Messaggio
    ma CHI decide il tasso di interesse?
    Non è "deciso", ma pesantemente influenzato dalle politiche inflazionistiche della Fed e del governo americano.

 

 
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