
Originariamente Scritto da
Nando Biondini
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE
Al Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, per conoscere, premesso che:
dalla stampa odierna si apprende che l'Unione europea ha accolto un esposto dell'on. Maurizio Turco che denuncia la violazione - in Italia - del principio di uguaglianza dei cittadini lavoratori in ragione del credo religioso, nello specifico il riferimento è all'insegnante di religione nella scuola pubblica;
nel nostro Paese si è più volte sollevato il problema dell'assunzione di insegnanti di religione nelle scuole pubbliche, che di fatto (senza partecipare a concorsi e senza che ne siano definiti per legge i requisiti) esercitano la professione di insegnate in base ad una idoneità attribuita e revocata loro dal solo vicariato, in base a quanto stabilito dai Patti Lateranensi del 1929, che in alcuni casi produce anche una diversificazione di stipendio (circa 130 euro in più mensili) rispetto agli insegnati di altre discipline;
io stessa il 10 maggio 1996 presentai alla Camera un progetto di legge (n. 666) che prevedeva, fra l'altro, una classe apposita di concorso per l'abilitazione a mezzo esami e titoli, indetto con decreto del Ministero della Pubblica Istruzione per quanti, già riconosciuti idonei dall'autorità ecclesiastica, fossero anche in possesso delle qualificazioni professionali richieste dalla legge;
in Italia, all'epoca in cui fu introdotta questa pratica, essa trovava largo consenso; oggi però, la Dichiarazione Universale dell'ONU, richiamata nel Trattato di Maastricht e dalla Convenzione europea sui diritti dell'uomo, rispecchia nuove esigenze e rappresenta - nell'era della globalizzazione - una società multietnica e multirazziale nella quale civiltà diverse devono convivere nel totale rispetto e reciprocità;
diviene fondamentale il riconoscimento di uno Stato veramente laico e sempre più necessario il rispetto che uno Stato laico deve alle libertà individuali, fra le quali quella del culto;
la religione cattolica non può godere di privilegi rispetto alle altre confessioni e non deve condizionare, attraverso principi etici, le regole dello "Stato" nel quale si devono poter riconoscere tutti i cittadini, anche quelli non cattolici, non credenti o atei;
1. quali iniziative intende porre in atto al fine di regolamentare - superando ogni forma di discriminazione - e in modo definitivo, la disciplina "dell'ora di religione" aprendola all'insegnamento della storia comparata delle religioni e al fine di evitare una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia.
Sen. Luciana Sbarbati
Roma, 8 ottobre 2008
