Compagni, vi sottopongo alla vostra attenzione quattro articoli su Palestina e la comunicazione riguardo ad essa.
Nel primo si sostiene che nella comunicazione televisiva la narrazione dei fatti, veri o falsi che siano, sia estromessa, e c’è solo spazio per una messa in scena della “conversazione”; ciò porta ad un’esigenza di riportare al centro “i fatti”, che rievoca lo stile di Travaglio, di Stella e l’idea che i fans di Beppe Grillo hanno dei mass-media. Ma nel secondo uno studio del Glasgow Media Group sulla percezione del pubblico televisivo britannico di ciò che accade in Palestina, dimostra che il pubblico ha recepito una narrazione dei “fatti”, storici e non solo contingenti, seppur tra approssimazioni, decontestualizzazioni e confusione. E infatti nel terzo articolo si confutano punto per punto cinque “fatti” diffusi dai media che si rivelano essere cinque menzogne, e nello stesso senso va il quarto articolo.




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