http://www.irs.sr/domo/Article.aspx?a=1072
iRS, cosciente della propria responsabilità politica, prende posizione sui tre quesiti referendari ai quali i sardi dovranno rispondere il 5 ottobre prossimo e che coinvolgono la gestione idrica e quella territoriale della Sardegna.
iRS ritiene che l'unico interesse degno di essere salvaguardato sia l'interesse generale dei sardi a preservare e gestire in modo corretto ed efficiente le risorse vitali e indisponibili della nostra terra.
iRS rifiuta la strumentalizzazione che stanno operando i partiti italiani con questi referendum e invita i sardi a partecipare direttamente, senza deleghe, alle decisioni politiche e gestionali sul proprio territorio nazionale.
Il problema della privatizzazione dell'acqua non è necessariamente legato alla scelta dell'ambito unico ma dipende dalle modalità di gestione dell'acqua stessa. Più volte abbiamo denunciato le collusioni e le illegalità di EAF (Ente Autonomo Flumendosa) oggi ENAS (Ente Acque Sarde), dell'Autorità d'Ambito e di Abbanoa.
La creazione di AbbaLìbera in iRS ha dato il via alla democrazia diretta del popolo Sardo con l'autoriduzione delle bollette,una forma di partecipazione dal basso cosciente e responsabile oltre che gratuitamente seguita da un pool di legali.
Allo stesso modo il patrimonio ambientale, insieme a quello archeologico e storico e a quello agroalimentare, è una risorsa ecologica, culturale ed economica di interesse generale, come tale non sottoponibile al tornaconto privato di nessuno.
Le manovre dall'alto, salvacoste compresa, hanno svuotato i territori di competenze e facoltà decisionali, innescando saccheggi o blocco totale di sviluppo. Gli affaristi distruttori col cemento e l'ignoranza a destra come a sinistra, non meritano di decidere il destino del patrimonio Sardegna.
E' nostro dovere non cedere al consueto ricatto occupazionale sventolato dagli speculatori per far leva sulla fascia più debole del popolo sardo. Lo sviluppo e il benessere dei sardi di oggi e di domani non possono passare per il saccheggio e la distruzione della nostra terra.
Anche su questi temi iRS ha dimostrato negli anni di saper agire politicamente e praticamente in modo coerente e limpido. Basti ricordare l'impegno di iRS a favore della pubblicizzazione dei più gravi delitti ambientali causati dall'azione di società sarde e straniere. Il rispetto e la valorizzazione del territorio nazionale sardo, troppo spesso depredato, offeso e sottratto alla sovranità del popolo sardo, sono da sempre chiavi di volta della politica indipendentista di iRS.
La proposta di iRS sul tema della gestione ambientale è una alternativa economica e di sviluppo che non passa tramite i meccanismi della speculazione edilizia finalizzata al guadagno immediato di pochi. iRS propone un nuovo modo di fare economia, equo e sintonizzato con le necessità e le esigenze della nostra terra, e che è in stretto legame con i temi della fiscalità differenziata e ispirato alle linee guida del cosiddetto modello irlandese. Un progetto di ampio respiro che coinvolge tutti gli attori sociali, economici e imprenditoriali e che iRS avrà modo di illustrare nelle sedi opportune.
Con la consapevolezza che problemi complessi non possono avere soluzioni semplici, iRS, coerentemente con i propri programmi e la propria costante azione sul territorio, invita dunque i sardi all'astensione responsabile sui tre quesiti referendari. In particolare iRS invita gli oltre 1300 sardi che hanno autoridotto la bolletta con AbbaLìbera a proseguire la loro disobbedienza civile attraverso l'astensione dal voto.
iRS, Assemblea Nazionale.




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