Cari amici, aprendo i lavori del Sinodo sulla Parola di Dio, ieri mattina Benedetto XVI ha svolto una bellissima meditazione a braccio, parlando della “solidità” della Parola di Dio e del realismo di chi fonda la propria vita su di essa.
Questo è l’articolo che sul Giornale di oggi ne riferisce, mentre questo è il testo integrale della meditazione pubblicato sul sito della Santa Sede.
Come sapete, la novità assoluta di questo Sinodo è la presenza di un rabbino, che ieri pomeriggio è intervenuto in aula: si tratta del rabbino capo di Haifa, Shear-Yashuv Cohen.
Quest’ultimo, nel suo intervento dedicato all’interpretazione della Scrittura secondo la fede abraica, si è scagliato contro il presidente iraniano Ahmadinejad.
E in serata, intervistato da Phil Pullella, vaticanista della Reuters, ha detto che la Chiesa non deve beatificare Pio XII e che se avesse saputo che Benedetto XVI stava per celebrare il cinquantesimo anniversario della morte di Papa Pacelli (con la messa che presiederà giovedì mattina in San Pietro), lui non sarebbe nemmeno venuto al Sinodo.
A parte il fatto che la data di morte di Pio XII non è propriamente un segreto del Mossad, trovandosi in tutte le enciclopedie, a parte il fatto che il cinquantesimo rappresenta una scadenza importante, trovo del tutto fuori luogo che un esponente ebraico invitato a parlare ai vescovi cattolici ne approfitti per mettere in imbarazzo il Papa, per di più sulla base di leggende nere.
Vi lascio immaginare che cosa sarebbe successo se un cardinale della curia romana fosse stato invitato a prendere la parola in un importante consesso religioso ebraico a Gerusalemme e poi uscendo, ai giornalisti, avesse fatto dichiarazioni di tenore simile… Al rabbino Cohen mi permetto sommessamente di ricordare le parole pronunciate da un illustre collega, il Gran rabbino di Gerusalemme, Isaac Herzog, nel 1944: «Il popolo di Israele non dimenticherà mai ciò che Sua Santità e i suoi illustri delegati, ispirati dai principi eterni della religione, che stanno alla base della autentica civiltà, stanno facendo per i nostri sventurati fratelli e sorelle nell’ora più tragica della nostra storia, una prova vivente della Divina Provvidenza in questo mondo».
All’indomani della morte di Papa Pacelli, lo stesso Herzog ebbe a dichiarare: «La morte di Pio XII è una grave perdita per tutto il mondo libero. I cattolici non sono i soli a deplorarne il decesso».
dal Blog di A. Tornielli su www.ilgiornale.it 07 10 08
saluti




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