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Visto che il bimbo scemo Sansonetti pensa che le puttanate che scrive lui e la sua banda di pupazzi valgano i soldi nostri, beh, mi pare semplice la risposta: chiusura dei rubinetti a Liberazione. Poi vediamo come va la sua autonomia senza i piccioli nostri.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Palvesario
Visto che il bimbo scemo Sansonetti pensa che le puttanate che scrive lui e la sua banda di pupazzi valgano i soldi nostri, beh, mi pare semplice la risposta: chiusura dei rubinetti a Liberazione. Poi vediamo come va la sua autonomia senza i piccioli nostri.
Non sono d'accordo.
Mi sembra la storiella di quello che voleva fare dispetto alla moglie.
Il partito ha il diritto di cambiare il direttore. Lo faccia.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
stefnp
Non sono d'accordo.
Mi sembra la storiella di quello che voleva fare dispetto alla moglie.
Il partito ha il diritto di cambiare il direttore. Lo faccia.
Ma quello è il meno...
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Oggi sono arrivato in edicola e il manifesto era finito (doh! :fru) così mi sono rassegnato a comprare liberazione...
Già il centro pagina "Ciao Sergio" mi sconforta, comunque leggo l'editoriale di Sansonetti sul corteo di domani e penso, vabbè, tutto sommato accettabile...
Peccato che non avessi visto il VERGOGNOSO articolo della moglie, che oltreggia senza pudore la segreteria di rifondazione e difendeva a spada tratta le scelte di una direzione che ha distrutto il giornale.
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E Burgio è stato fin troppo diplomatico.
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"Ritanna Armeni
Credevo che il "cupio dissolvi" che caratterizza la politica della "sinistra a sinistra"del partito democratico potesse conoscere una tregua. Le posizioni che emergono in queste settimane nel dibattito sulle sorti di Liberazione (e anche quelle che non emergono) mi fanno dire che le elezioni di aprile sono state solo l' inizio di una fine e che quella parte della "sinistra della sinistra" che si chiama "maggioranza di Rifondazione" è pronta a compiere un altro atto di dissolvimento: la chiusura di Liberazione, l'allontanamento del suo direttore, la normalizzazione del giornale, la richiesta di obbedienza (se no si perde il posto di lavoro?) ai suoi redattori.
Dirò alcune cose molto semplici e con qualche rudezza.
Non credo ai bilanci, che sono in rosso, ma lo sono stati anche in passato. Che oggi sono particolarmente drammatici, in seguito alla legge sull'editoria, ma dovrebbero essere considerati una grande difficoltà da superare se tutti credessero davvero in questo giornale, nelle sue aperture, nelle sue passioni e anche nei suoi invitabili errori. Inevitabili perché chiunque non si limita ad osservarsi nello specchio della propria identità aggiustando la sua immagine a quella dell'"Ideale", di errori ne può commettere moltissimi.
Ma sono arrivata alla conclusione, in questi tempi bui, che gli errori sono una garanzia. La garanzia che si pensa si agisce, si scrive, si polemizza, ci si confronta, si fanno nascere delle idee. Non fare errori oggi coincide con il non fare.
Non credo a questo stucchevole dibattito sull'autonomia e i suoi limiti. Ho fatto molti dibattiti di questo tipo al manifest o e all' Unità e posso assicurare che, per capire di che cosa stiamo parlando, la parola autonomia va semplicemente sostituita con la parola "potere". Un giornale deve avere il potere di autodefinirsi, di dichiarare le sue posizioni, di accompagnare o di mettersi di traverso rispetto ad altre opinioni? O il suo fare deriva da un altro potere che è sopra di lui, di cui esso è un'articolazione? Questo è il punto, o almeno uno dei punti. L'altro è il seguente: un partito che voglia ricostruire la sinistra a partire da Rifondazione di quale giornale ha bisogno? Di quello che discende dal suo potere o di quello che apre vie nuove, accompagna, scandalizza, fa arrabbiare ma comunque aiuta, anche nella polemica, a capire?
A mio parere un partito che non ha gruppi parlamentari, che ha registrato la fuga dei suoi elettori, che deve ricostruire la sua credibilità, che ha constatato una scarsa presenza nella società, che deve ripensare moltissimo e deve mettersi sotto osservazione, non ha bisogno di uno specchio in cui guardarsi tutti i giorni, ma di un soggetto con cui incontrarsi e scontrarsi e soprattutto che lo aiuti ad incontrarsi e scontrarsi nella società.
Ho l'impressione che le scelte che si stanno per compiere siano altre. Ma allora si dovrebbe avere il coraggio di chiarirle tutte. Posso enunciarle io, per aiutare il dibattito. Il partito della Rifondazione comunista, debole, colpito al cuore nella ricerca del consenso, privo di una credibile proposta politica, pensa di costruire un suo momento di forza eliminando ciò che gli pare impedisca alla sua identità di espandersi e di crescere, cioè Liberazione . Naturalmente la sua è un'illusione, mi verrebbe da dire una follia, ma a questa crede fermamente. Naturalmente di fronte alle catastrofi economiche che sconvolgono il pianeta e che stanno ulteriormente minando la condizione dei più deboli e alla necessità di costruire al più presto qualcosa che dia speranza alla sinistra, qualunque persona di buon senso penserebbe di rafforzare uno dei pochi strumenti che ha ancora a disposizione e non di distruggerlo. Ma non è così. Il buon senso evidentemente non è una virtù marxista leninista. Invece, secondo la più mortifera tradizione della sinistra, i dirigenti di Rifondazione attaccano "il nemico" passando attraverso la drammatizzazione dei conti (ieri), la messa sotto accusa del suo direttore eretico (oggi) e attraverso l'allontanamento dei redattori disobbedienti (domani). Un film già visto e comunque molto brutto. Forse inevitabile. Forse è vero che dobbiamo tutti morire per poter risorgere. In questo caso il prossimo colpo è stato già deciso. Chissà se qualcuno avrà almeno il coraggio di prendersene la responsabilità."
http://liberazione.it/
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ci mancava il commento della pasionaria bertinottiana
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Palvesario
Ma quello è il meno...
E' l'inizio.
E comunque è il direttore che decide quello che si pubblica e come si pubblica.
Io capisco che in questo momento rimuovere Sansonetti darebbe la stura alle lamentazioni di tutte le anime belle dei difensori della "libertà di stampa".
Però questa situazione, con la polemica quotidiana tra giornale e segreteria del partito sta facendo danni incalcolabili.
E penso pure che la sostituzione non dovrebbe essere finalizzata alla normalizzazione del giornale; il nuovo direttore dovrebbe promuovere un giornale che contribuisca al dibattito su quale debba essere la prassi del partito per recuperare il proprio referente sociale e, più in generale, sull'analisi di fase.
Continuare la diatriba del congresso, già penosa all'epoca, è francamente da irresponsabili e imbecilli.
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Roma, 19:07
PRC: PIANO DI RISANAMENTO PER SALVARE 'LIBERAZIONE'
La direzione nazionale di Rifondazione comunista ha deciso oggi di ricapitalizzare la societa' editrice del quotidiano 'Liberazione', le cui perdite, si legge nel documento votato all'unanimita', "sono doppie rispetto ai 900 mila euro gia' stanziati e versati dal partito per l'anno 2008". Entro novembre, il tesoriere del partito dovra' presentare alla direzione un "piano di risanamento", predisposto dai vertici della societa' editrice, "con il fine di assicurare la continuita' delle pubblicazioni del quotidiano, strumento indispensabile per il rilancio del progetto della rifondazione comunista". Tale piano, precisa il testo approvato, dovra' garantire "il pareggio del bilancio di Liberazione fin dal 2009, stante le ridotte disponibilita' economiche, attuali e future, di Rifondazione comunista e quindi l'oggettiva impossibilita' a sostenere ulteriori perdite della societa' editrice". La direzione del Prc, infine, attacca anche il governo: "le decisioni assunte ed annunciate in materia di finanziamento della stampa sono gravemente lesive della liberta' di stampa e della democrazia".
http://www.repubblica.it/ultimora/24...taglio/3352569
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Rikycccp
La Risposta di Sansionetti:
Il limite è l'obbedienza?
Piero Sansonetti
Provo a rispondere a Burgio. Sul primo punto non ho molto da dire. La mia idea è diametralmente opposta alla sua. Sono da sempre convinto che l'informazione esiste ed è libera - e dunque garantisce il funzionamento della democrazia - solo se si sottrae alle regole del mercato e della proprietà. Penso che l'informazione sia una sorta di «servizio pubblico democratico» e non una attività commerciale e neppure l'espressione di una attività politica.
Credo che Burgio e altri (molti altri che in questi giorni stanno scrivendo articoli a valanga, interventi nei siti web, petizioni, eccetera, contro il giornale e contro di me) farebbero bene a uscire allo scoperto e a porre formalmente la questione: «Vogliamo cambiare il direttore di Liberazione». Altrimenti diventa una discussione finta e da paurosi.
http://www.liberazione.it/pdf_sfoglia.php?move=1
sul primo punto forse sansonetti non ha tutti i torti... non deve essere l'ordine dall' alto a dare l'incipit per mandarlo a cagare... deve essere la base, la base non sta comprando liberazione perchè FA SCHIFO (liberazione, non la base) e quindi se ne deve andare a casa.
sul secondo punto ha ancora ragione sansonetti: Vogliamo cambiare il diretto di Liberazione.
Sansonetti si cerchi un lavoro vero.