



No, la crisi è epocale ovvero chiude un epoca di riproduzione dei capitali. Il problema per il Capitale invece sarà trovare una valida alternativa al sistema di accumulazione degli ultimi anni in quanto la baracca l'hanno tenuta in piedi fino ad ora i sistemi di riproduzione basati sul credito ed il debito. Non basta come sento dire oggi per i capitali parlare di ritorno ad una economia reale, mancano le basi per un economia reale che possa prendere il posto di quella finanziaria nel volume attuale.


Sicuramente non potranno continuare ad espandere la componente finanziaria (direi "aleatoria") dell'economia... O tornano a parlare di nazionalizzazioni - come in parte stanno proponendo -, tornando ad una fase policentrica e nazionalistica - come conseguenza diretta -, oppure si danno da fare per spostare l'asse dell'attenzione globale facendo una "bella" guerra, così avranno modo di cambiare altre carte in tavola.
Resta il fatto che l'attacco vero l'ha subìto il mondo del lavoro, che è quello che ci rimette sempre di più.
E poi, non dobbiamo sottovalutare come i capitalisti siano riusciti a passare sopra ai parametri di Maastricht in mezzo pomeriggio, pianificando interventi nell'economia da parte degli Stati nazionali - come hanno fatto prima negli USA -, andando contro le regole vincenti.
I capitalisti continuano a trovare il modo di riprodurre il loro modo di produzione.