Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    God, Gold, Gun
    Data Registrazione
    17 Mar 2007
    Località
    Wined and dined, oh it seemed just like a dream!
    Messaggi
    7,817
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito A lezione da Huerta De Soto

    Crisi finanziaria e recessione

    Di Jesus Huerta de Soto
    traduzione di Flavio Tibaldi


    La grave crisi finanziaria e la conseguente recessione economica in tutto il mondo che abbiamo previsto per anni stanno infine liberando tutta la loro furia. Infatti, la politica avventata di espansione artificiale del credito che le banche centrali (guidate dalla Riserva Federale americana) hanno consentito e orchestrato durante gli ultimi quindici anni non poteva concludersi in nessun altro modo.

    Il ciclo espansivo che è ora giunto alla fine venne messo in moto quando l'economia americana emerse dalla sua ultima recessione nel 1992 e la Riserva Federale intraprese una massiccia espansione artificiale del credito e degli investimenti, un'espansione non coperta da un aumento parallelo nel risparmio volontario delle famiglie. Per molti anni, la massa monetaria sotto forma di banconote e di depositi (M3) è cresciuta ad un tasso medio di oltre il dieci per cento all'anno (che significa che ogni sei o sette anni la massa monetaria disponibile totale circolante nel mondo si è raddoppiata). I mezzi di scambio originati da questa grave inflazione fiduciaria sono stati piazzati sul mercato dal sistema bancario come prestiti di nuova creazione assegnati a tassi di interesse estremamente bassi (e perfino negativi in termini reali). Quanto sopra ha alimentato una bolla speculativa sotto forma di un rialzo notevole dei prezzi dei beni capitali, dei beni immobiliari e dei titoli che li rappresentano e sono scambiati sul mercato azionario, i cui indici sono saliti.

    Stranamente, come durante gli anni "ruggenti" prima della Grande Depressione del 1929, lo choc della crescita monetaria non ha influenzato significativamente i prezzi del sottoinsieme di beni e di servizi al livello del consumatore finale della struttura di produzione (approssimativamente solo un terzo di tutti i beni). Il decennio appena trascorso, come gli anni 20, ha visto un notevole aumento nella produzione come conseguenza dell'introduzione su vasta scala di nuove tecnologie ed innovazioni imprenditoriali significative che, se non fosse per la "baldoria del credito e dei soldi," avrebbe provocato una sana e sostenuta riduzione continua del prezzo di unità di beni e di servizi che tutti i cittadini consumano. Inoltre, l'incorporazione completa delle economie della Cina e dell'India nel mercato globalizzato ha ancora aumentato gradualmente la produttività reale di beni di consumo e di servizi. L'assenza di una sana "deflazione" nei prezzi dei beni di consumo in un periodo di tale considerevole sviluppo nella produzione come quello degli anni recenti fornisce la prova principale che lo choc monetario ha disturbato seriamente il processo economico.

    La teoria economica ci insegna che, purtroppo, l'espansione artificiale del credito e l'inflazione (fiduciaria) dei mezzi di scambio non offre nessuna scorciatoia per uno stabile e continuo sviluppo economico, nessun modo di evitare il sacrificio e la disciplina necessari ad ogni risparmio volontario. (Infatti, specialmente negli Stati Uniti, il risparmio volontario non solo non è riuscito ad aumentare, ma durante determinati anni è persino caduto ad un tasso negativo.)

    Effettivamente, l'espansione artificiale del credito e della moneta non è mai qualcosa di più di una soluzione di breve termine e spesso neppure quella. Infatti, oggi non ci sono dubbi sulle conseguenze recessionarie che lo choc monetario ha sempre a lungo termine: i prestiti di nuova creazione (di soldi che i cittadini non hanno prima risparmiato) immediatamente forniscono agli imprenditori potere d'acquisto che utilizzano in progetti di investimento eccessivamente ambiziosi (negli ultimi anni, specialmente nel settore delle costruzioni e nello sviluppo immobiliare). Cioè gli imprenditori si comportano come se i cittadini avessero aumentato il loro risparmio, quando in realtà non hanno agito in tal modo.

    Il risultato è una disorganizzazione diffusa nel sistema economico: la bolla finanziaria ("esuberanza irrazionale") esercita un effetto nocivo sull'economia reale e prima o poi il processo si inverte sotto forma d'una recessione economica, che segna l'inizio del riaggiustamento doloroso e necessario. Questo riaggiustamento richiede invariabilmente la riconversione dell'intera struttura produttiva reale, che l'inflazione ha distorto.

    Gli specifici inneschi della fine dell'euforica "baldoria" monetaria e dell'inizio dei "postumi della sbornia" recessionari sono molti e possono variare da un ciclo ad un altro. Nella presenti circostanze, gli inneschi più evidenti sono stati il rialzo del prezzo delle materie prime, in special modo il petrolio, la crisi delle ipoteche subprime negli Stati Uniti e, infine, il fallimento di importanti istituti bancari quando è diventato chiaro nel mercato che il valore dei loro debiti superava quello dei loro beni (mutui ipotecari assegnati).

    Attualmente, numerose voci interessate stanno richiedendo ulteriori riduzioni dei tassi di interesse e nuove iniezioni di liquidità, per permettere a coloro che lo desiderano di completare i loro progetti di investimento senza soffrire perdite.

    Tuttavia, questo "volo nel futuro" posporrebbe soltanto temporaneamente i problemi al costo di renderli successivamente molto più gravi. La crisi ha colpito perché i profitti delle aziende dei beni capitale (particolarmente nel settore delle costruzioni e nello sviluppo immobiliare) sono scomparsi a causa di errori imprenditoriali provocati da un credito a basso costo e perché i prezzi dei beni di consumo hanno cominciato ad aumentare più velocemente di quelli dei beni di investimento.

    A questo punto, comincia un riaggiustamento inevitabile e doloroso, e oltre ad una diminuzione della produzione e un aumento della disoccupazione, vediamo ora un rialzo molto nocivo dei prezzi dei beni di consumo (stagflazione).

    L'analisi economica più rigorosa e la più fredda, più equilibrata interpretazione degli eventi economici e finanziari recenti portano inesorabilmente alla conclusione che le banche centrali (che sono in effetti agenzie monetarie di pianificazione centrale) non sono in grado di trovare la più conveniente politica monetaria in ogni dato momento. Questo è esattamente ciò che è diventato evidente nel caso dei tentativi falliti di pianificare dall'alto l'economia ex-sovietica.

    Per per metterla in un altro modo, il teorema dell'impossibilità economica del socialismo, scoperta dagli economisti austriaci Ludwig von Mises e Friedrich A. Hayek, è completamente applicabile alle banche centrali in generale, e alla Riserva Federale con (prima) Alan Greenspan e (attualmente) Ben Bernanke in particolare. Secondo questo teorema, è impossible organizzare una società, in termini di economia, basata sugli ordini coercitivi emessi da un ente per la pianificazione, poiché un tal corpo non può mai ottenere le informazioni necessarie per infondere i suoi ordini in modo coordinato. Effettivamente, niente è più pericoloso dell'indulgere nella "presunzione mortale" – per usare un'utile espressione di Hayek – di credersi così onnisciente o almeno così saggio e potente da poter esercitare sempre la più adatta politica monetaria senza errori. Quindi, piuttosto che ammorbidire gli alti e bassi più violenti del ciclo economico, la Riserva Federale e, a un grado inferiore, la Banca Centrale Europea, molto probabilmente sono stati i loro architetti principali ed i colpevoli del loro peggioramento.

    Di conseguenza, il dilemma di fronte a Ben Bernanke ed al consiglio della sua Riserva Federale, così come alle altre banche centrali (a cominciare dalla Banca Centrale Europea), non è affatto confortevole. Per anni hanno evitato la loro responsabilità fiduciaria ed ora si trovano in un vicolo cieco. Possono permettere che il processo recessionario cominci adesso, e con esso il sano e doloroso riaggiustamento, oppure procrastinare con una cura "omeopatica." Con quest'ultima, le probabilità di una stagflazione ancora più grave in un futuro non troppo lontano aumentano esponenzialmente. (Questo fu precisamente l'errore commesso dopo l'arresto del mercato azionario nel 1987, un errore che condusse all'inflazione della fine degli anni 80 e che si concluse con l'acuta recessione nel 1990-1992.)

    Ancora, la reintroduzione di una politica di credito a buon mercato in questa fase può soltanto ostacolare la necessaria liquidazione degli investimenti non redditizi e la riconversione delle aziende. Potrebbe persino avvitarsi prolungando la recessione indefinitamente, come accadde nell'economia giapponese, che, dopo che tutti gli interventi possibili furono provati, cessò di rispondere ad ogni stimolo che coinvolgesse l'espansione del credito o i metodi keynesiani.

    È in questo contesto di "schizofrenia finanziaria" che noi dobbiamo interpretare gli ultimi "spari nel buio" esplosi dalle autorità monetarie (che hanno due responsabilità del tutto contradittorie: di controllare l'inflazione e di iniettare tutta la liquidità necessaria nel sistema finanziario per impedirne il crollo). Quindi, un giorno la Fed salva AIG, Bear Stearns, Fannie Mae e Freddie Mac, ed il seguente permette che Lehman Brothers fallisca, sotto il pretesto ampiamente giustificato di "insegnare una lezione" e del rifiuto di alimentare l'azzardo morale. Per concludere, alla luce del modo in cui gli eventi si svolgono, il governo degli Stati Uniti ha annunciato un programma di 700 miliardi di dollari per comprare i beni illiquidi (ovvero, senza valore) dal sistema bancario. Se il programma è finanziato con le tasse (e non più inflazione), significherà un carico fiscale pesante sulle famiglie, precisamente quando meno possono sopportarlo.

    A confronto, le economie dell'Unione Europea sono in una condizione in qualche modo meno difficile (se non consideriamo l'effetto espansivo della politica di deliberata svalutazione del dollaro e le relativamente maggiori rigidità europee, specialmente nel mercato del lavoro, che tendono a rendere le recessioni in Europa più lunghe e più dolorose). La politica espansiva della Banca Centrale Europea, comunque non esente da gravi errori, è stata un po' meno irresponsabile di quella della Riserva Federale. Ancora, far fronte ai requisiti per l'ammissione al blocco valutario dell'euro (convergenza) ha imposto una sana e significativa riabilitazione delle principali economie europee. Soltanto alcuni paesi della periferia, come l'Irlanda e particolarmente la Spagna, si sono impegnati in una considerevole espansione del credito dal momento in cui hanno iniziato i loro processi di convergenza.

    Il caso della Spagna è paradigmatico. L'economia spagnola è passata per un boom economico che era dovuto, in parte, a cause reali (riforme strutturali di liberalizzazione prodotte dall'amministrazione di José María Aznar). Tuttavia, il boom è stato alimentato anche, in gran parte, da un'espansione artificiale di moneta e di credito, che è cresciuta ad un tasso quasi tre volte i tassi corrispondenti in Francia ed in Germania.

    Gli operatori economici spagnoli essenzialmente hanno interpretato la diminuzione nei tassi di interesse derivati dal processo di convergenza nei termini, tradizionali in Spagna, dei soldi facili: una maggior disponibilità di soldi facili e una massa di richieste per prestiti dalle banche spagnole (principalmente per finanziare la speculazione immobiliare), prestiti che queste banche hanno assegnato creando denaro ex nihilo mentre i banchieri centrali europei osservavano imperturbabili. Una volta messa di fronte al rialzo dei prezzi, la Banca Centrale Europea è rimasta fedele al suo mandato ed ha deciso di non abbassare i tassi di interesse malgrado le difficoltà di quei membri dell'Unione Monetaria che, come la Spagna, ora stanno scoprendo che molti dei loro investimenti in beni immobili era sbagliato e che stanno avviandosi ad una lunga e dolorosa riorganizzazione della loro economia reale.

    In queste circostanze, la politica più adatta sarebbe di liberalizzare l'economia a tutti i livelli (particolarmente nel mercato del lavoro) per consentire il rapido riallocamento dei fattori produttivi (specialmente la forza lavoro) nei settori redditizi. Inoltre, è essenziale ridurre la spesa pubblica e le tasse, per aumentare il reddito disponibile degli operatori economici pesantemente indebitati che devono rimborsare appena possibile i loro prestiti.

    Gli operatori economici in generale e le aziende in particolare possono riabilitare le loro finanze soltanto riducendo i costi (in particolare i costi della manodopera) e pagando i loro debiti. Essenziale a questo scopo sono un mercato del lavoro molto flessibile e un settore pubblico molto più austero. Questi fattori sono fondamentali perché il mercato possa rivelare il più rapidamente possibile il valore reale delle merci di investimento prodotte per sbaglio e gettare così la base per un sano e continuo recupero della situazione economica in un futuro che, per il bene di tutti, speriamo non sia troppo lontano.

    LINK




  2. #2
    Vedo la mano invisibile
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Lussemburgo
    Messaggi
    29,966
     Likes dati
    4,733
     Like avuti
    5,054
    Mentioned
    140 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito

    grande de soto!

  3. #3
    Forumista junior
    Data Registrazione
    23 Apr 2007
    Messaggi
    22
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    mi permetto di riportare un commento a riguardo dei grandissimi di usemlab.com: http://www.usemlab.com/index.php?opt...10082#msg10082
    "Ho l'impressione che per quanto l'analisi del professore sia corretta, non sia in grado di comprendere e quindi esporre bene gli enormi squilibri sui mercati dei capitali, e il problema derivati, che vanno al di là di ogni immaginazione... cose che possiamo capire meglio noi che sto lavoro lo facciamo tutti i giorni. tanto è che 4 anni fa a cena con lui parlando dei possibili scenari vedeva più probabile una risoluzione stile giappone, a mio avviso non applicabile al caso usa o comunque all'economia globale di adesso. io vedevo più quello che sta succedendo adesso. e anche peggio. molto peggio. certo mi sorprende la velocità con cui stia accadendo tutto quanto, ma come andavo ripetendo anni fa, se postpongono il problema adesso ce lo ritroveremo al cubo tra qualche anno... più che al cubo qua siamo all'ennesima potenza.

    chi salverà i supereroi... questa adesso è la domanda. questo potrebbe essere il titolo del mio prox articolo"

  4. #4
    God, Gold, Gun
    Data Registrazione
    17 Mar 2007
    Località
    Wined and dined, oh it seemed just like a dream!
    Messaggi
    7,817
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Prova Visualizza Messaggio
    mi permetto di riportare un commento a riguardo dei grandissimi di usemlab.com: http://www.usemlab.com/index.php?opt...10082#msg10082
    "Ho l'impressione che per quanto l'analisi del professore sia corretta, non sia in grado di comprendere e quindi esporre bene gli enormi squilibri sui mercati dei capitali, e il problema derivati, che vanno al di là di ogni immaginazione... cose che possiamo capire meglio noi che sto lavoro lo facciamo tutti i giorni. tanto è che 4 anni fa a cena con lui parlando dei possibili scenari vedeva più probabile una risoluzione stile giappone, a mio avviso non applicabile al caso usa o comunque all'economia globale di adesso. io vedevo più quello che sta succedendo adesso. e anche peggio. molto peggio. certo mi sorprende la velocità con cui stia accadendo tutto quanto, ma come andavo ripetendo anni fa, se postpongono il problema adesso ce lo ritroveremo al cubo tra qualche anno... più che al cubo qua siamo all'ennesima potenza.

    chi salverà i supereroi... questa adesso è la domanda. questo potrebbe essere il titolo del mio prox articolo"
    vedo che Carbone si dice iscritto al clan toscano...qualcuno gli dica che allora mi mancano 100 euro

  5. #5
    Anarcocapitalista
    Data Registrazione
    02 Feb 2007
    Località
    Li dove ho inalzato mura solide a difesa dell'agressore Socialista. Li dove la strada ha il mio nome. Li dove ho costruito una torre bene armata in difesa della Libertà. Li dove sono Sovrano e i messi dello Stato non sono i benvenuti.
    Messaggi
    11,362
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Jefferson Visualizza Messaggio
    vedo che Carbone si dice iscritto al clan toscano...qualcuno gli dica che allora mi mancano 100 euro
    Grande Jefferson.

  6. #6
    Estremista della libertà
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Stanza dei bottoni del Forum "Libertarismo"
    Messaggi
    18,289
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Come sei venale, proprio colligiano (e non ricordarmi dei miei 30 che tanto non li avrai mai).

  7. #7
    God, Gold, Gun
    Data Registrazione
    17 Mar 2007
    Località
    Wined and dined, oh it seemed just like a dream!
    Messaggi
    7,817
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    via, un mi metto a fa polemica, ma ci starebbe bene.

 

 

Discussioni Simili

  1. Riforma Monetaria Jesús Huerta de Soto
    Di Domenico Letizia nel forum Liberalismo e Libertarismo
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 28-12-08, 19:07
  2. Corso di microeconomia di Huerta de Soto
    Di Abbott (POL) nel forum Liberalismo e Libertarismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 17-12-08, 14:30
  3. Jesus Huerta de Soto su Bloomberg
    Di Abbott (POL) nel forum Liberalismo e Libertarismo
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 05-12-08, 20:16
  4. La crisi secondo Huerta De Soto, di Scuola Austriaca
    Di JohnPollock nel forum Economia e Finanza
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 08-10-08, 16:13
  5. Huerta de Soto, conferenza sulla crisi del socialismo
    Di Abbott (POL) nel forum Liberalismo e Libertarismo
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 07-08-08, 01:58

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito