E' oggi opinione diffusa (fra gli antisionisti) che i palestinesi non siano quei biechi assassini che ben conosciamo, ma che anzi siano povere vittime del cattivo Stato di Israele, che pur non avendo alcun diritto ad esistere, viene paragonato dai più squinternati ad uno stato nazista ed oppressore.
E dal momento che si è fatto un gran parlare delle atrocità commesse nei campi profughi palestinesi di Sabra e Chatila, atrocità di cui si vorrebbero fare partecipi i soldati israeliani, vorrei riportare alcuni fatti, sconosciuti alla grande maggioranza dei forummisti di POL, che riguardano la storia recente dei miliziani di Arafat, e dei loro mercenari libici, dopo l'espulsione dei palestinesi dal regno di Giordania.
Ecco come i palestinesi, fallito il colpo di stato in Giordania, ripeterono in Libano l'operazione.
Damour - Quando l'uomo diventa bestia
Il massacro di Damour (9-13 gennaio 1976), in Libano, un episodio che è stato rapidamente dimenticato - e un motivo c'è: a commettere questo atto di barbarie, infatti, furono in massima parte i palestinesi (per giunta con l'avallo di Arafat) e i palestinesi, si sa, sono i "buoni" per definizione, quindi...
In quella occasione, i "buoni" massacrarono, violentarono, smembrarono i corpi dei "nemici" (inermi cittadini, fra loro molti bambini: Beslan non è stata certo una "prima" assoluta, sotto questo aspetto), disseppellirono e sparsero sul terreno persino le ossa dei morti.
In tutto, 582 persone morirono nell'assalto a Damour. Don Labaky tornò con la Croce Rossa per seppellirli. Molti dei cadaveri erano stati smembrati e dovettero contare le teste per stabilire il numero delle vittime.
I Palestinesi attaccano Damour, villaggio cristiano maronita - 1976
La strage di Damour è la più feroce e ignobile fra le molte commesse dai palestino-comunisti. Questo villaggio si trova a 25 km a sud dalla capitale, a metà strada tra Beirut e la principale città del sud, Sidone. I suoi abitanti, fra cui si potevano contare numerosi progressisti, erano fieri di coesistere con i vicini musulmani (drusi, sciiti e sanniti). Ma ciò non bastò a placare la rabbia omicida dei palestinesi, che attaccarono il villaggio il 13 gennaio 1976, assediandolo con più di 10.000 uomini, armati dalle diverse organizzazioni palestinesi, in particolar modo dalla Saika, pro-siriana, e appoggiati da musulmani e progressisti.
Gli sforzi diplomatici tesi a togliere l’assedio non raggiunsero lo scopo. Un intenso bombardamento con mortai e cannoni da 120 e 132 mm precedette l’ingresso nel villaggio dei guerriglieri, assetati di sangue e di bottino. La popolazione di Damour, composta esclusivamente da civili non addestrati al combattimento, non potè opporre che una tenue, seppur eroica, resistenza. La carneficina durò tre giorni e tre notti consecutive, al termine delle quali i pochi abitanti superstiti riuscirono a raggiungere il palazzo dell’ex-presidente Chamoun, a Saadyat, in riva al mare. Da qui vennero evacuati, con elicotteri e barche da pesca, a Jounieh, nella zona cristiana, dove trovarono rifugio nei monasteri e conventi dei monaci maroniti. Nel frattempo, la furia dei palestinesi non si fermò neppure davanti alle chiese che, con le case e i negozi di Damour, furono saccheggiate e quindi fatte saltare in aria.
Agli abitanti di questo villaggio è stato vietato ritornare nella terra natia, in quanto le loro case sono occupate dai profughi palestinesi di Tall Zaatar: fra le tante sorprese che questa guerra mostruosamente riserva, c’è anche quella di vedere popolazioni costrette all’esodo e all’emigrazione nella terra d’origine, per far posto a esuli e profughi stranieri!
(Militanti del'OLP circondano una famiglia dopo avergli bruciato la casa.
Damour, Gennaio 1976.)
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(La stessa famiglia sequestrata e portata al destino fatale.
Damour, Gennaio1976.)
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(Il padre venne giustiziato davanti alla sua famiglia.
Damour, Gennaio 1976.)
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(Residenti anziani di Damour prima di essere giustiziati da un mercenario libico. Damour, Gennaio 1976.
La foto è stata scattata e venduta a 'Stern magazine' da un'altro mercenario libico.)
LIBANO: Anniversario del massacro di Damour
Originariamente Scritto da Mons. Mansour Labaky






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