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DIARI DI UNA DOMENICA ULTRA'
Ventinove Gennaio
Claudio Vincenzo Spagnolo
di Luca Vincenti
FrancoAngeli, pagg.192, euro 13,43
“Io so di certo che chi ha scritto questo libro lo ha fatto per non dimenticare nel tempo e questo forse servirà a fare in modo che un papà, una mamma, una famiglia non debbano piangere mai più per quel vuoto incolmabile che rimarrà per sempre”. Con queste parole di augurio, scritte da Cosimo Spagnolo, si apre “diari di una domenica ultrà”.
Non si tratta di una domenica qualsiasi, una di quelle in cui migliaia di giovani vivono da protagonisti il disputarsi di una partita di calcio, si tratta di una domenica ben precisa, esattamente domenica 29 gennaio 1995. Per molti, quella, può sembrare una giornata come tante, per altri, invece, non può dirsi altrettanto. In quel lontano 29 gennaio, presso lo Stadio Luigi Ferraris di Genova, andava in scena la partita Genoa-Milan, ma il copione volle che quel luogo fosse teatro di un drammatico episodio: l’uccisione di Vincenzo Spagnolo ricordato, dalla sua Gradinata Nord e da tutti, come Claudio.
“Diari di una domenica ultrà”, scritto da Luca Vincenti, ruota attorno a questo triste episodio. E’ un libro interessante, non facile. Il susseguirsi di pagine ben articolate e complesse non permette una lettura rapida del testo, impone, piuttosto, continue pause di riflessione. L’intento, come si rivela più volte, non è di giudicare l’atto in se stesso, ma di farlo comprendere, di spiegarne i retroscena e le ragioni che possono aver spinto il giovane Simone Barbaglia, ultrà milanista, ad uccidere il “rivale” genoano. Punto focale è la rottura, nel 1982, del gemellaggio che dal 1973 univa la tifoseria rossonera: Fossa dei Leoni, Brigate Rossonere e Commandos Tigri, a quella rossoblu rappresentata, fino al giorno del suo scioglimento, dalla Fossa dei Grifoni. Nella minuziosa descrizione dei fatti, consapevolmente o meno, Luca Vincenti, riesce a catapultare il lettore in quei brevi ma intensi istanti che prendevano forma al di fuori dello stadio Marassi, poco prima che un semplice fischio desse inizio all’incontro di calcio Genoa - Milan.
L’autore affronta difficili argomentazioni riuscendo a non cadere mai nell’errore di esprimere giudizi o sensazioni personali, che lo possono anche riguardare in prima persona. E’ ammirevole la mancanza di coinvolgimento nel descrivere la giornata del raduno ultrà quando, ad opera di una delegazione di ultras genoani, sampdoriani, spezzini e soprattutto bergamaschi, venne stilato il comunicato “basta lame basta infami” che, a mio avviso, non lascerebbe indifferente nessuno visto il contenuto altamente opinabile. Coadiuvato da innumerevoli interviste, articoli di giornale, riferimenti bibliografici, piante, tabelle e fotografie, l’autore rende completa ed esaustiva la sua analisi sociologica – ritengo di non commettere un errore nel definirla tale -. Il libro si conclude con le considerazioni personali di Luca Vincenti, considerazioni che, dopo aver letto e non sfogliato le pagine di “diari di una domenica ultrà”, potrebbe farsi ciascuno di noi e chissà che, magari, non ne nasca un dibattito od una riflessione a più ampio raggio.
Tante stelle brillano sopra le Curve, ma la loro luce ed il loro ricordo non basteranno mai ad illuminare o a riempire “quel vuoto incolmabile che rimarrà per sempre”.
Addio Spagna!




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