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    Predefinito Il corriere della sera contro PD e sindacati sulla scuola

    In prima pagina sul corriere di oggi

    Scuola, i riformisti del no


    di Ernesto Galli Della Loggia



    Che cosa realmente sanno della scuola, della causa per cui protestavano, gli studenti che l'altro giorno hanno affollato le vie e le piazze d'Italia? Probabilmente solo che il potere, cattivo per definizione (figuriamoci poi se è di destra!), vuole fare dei «tagli», termine altrettanto sgradevole per definizione, e imporre regole limitatrici della precedente libertà (grembiule, valore del voto di condotta), dunque sgradevoli anch'esse. Sapevano, sanno solo questo, non per colpa loro ma perché ormai da tempo in Italia, nel dibattito tra maggioranza e minoranza, e di conseguenza nel discorso pubblico, la realtà, i dati, non riescono ad avere alcun peso, dal momento che su di essi sembra lecito dire tutto e il contrario di tutto. Nulla è vero e nulla è falso, contano solo le opinioni e i fatti meno di zero.
    Esemplare di questo disprezzo per la realtà continua a essere il dibattito sulla scuola. C'è un ministro, Mariastella Gelmini, che dice che la scuola italiana non funziona. Porta delle cifre: sul numero eccessivo d'insegnanti, sull'eccessiva percentuale assorbita dagli stipendi rispetto al bilancio complessivo, sui risultati modesti degli studenti, sulla discutibile organizzazione della scuola nel Mezzogiorno; evoca poi fenomeni sotto gli occhi di tutti: l'allentamento della disciplina, gli episodi di vero e proprio teppismo nelle aule scolastiche. E alla fine fa delle proposte. Discutibilissime naturalmente, ma la caratteristica singolare dell'Italia è che nessuno, e men che meno l'opposizione, men che meno il sindacato della scuola che pure si prepara a uno sciopero generale di protesta, sembra interessato a discutere di niente. Né dell'analisi né di possibili rimedi alternativi a quelli proposti.
    Cosa pensa ad esempio dei dati presentati dal ministro Gelmini il ministro ombra dell'istruzione del Pd, la senatrice Garavaglia? Sono veri? Sono falsi? E cosa indicano a suo giudizio? Che la scuola italiana funziona bene o che funziona male? E se è così, lei e il suo partito che cosa propongono?
    Non lo sappiamo, e bisogna ammettere che per delle forze politiche e sindacali che si richiamano con forza al riformismo si tratta di un atteggiamento non poco contraddittorio. Riformismo, infatti, dovrebbe significare prima di tutto la consapevolezza di che cosa va cambiato, e poi, di conseguenza, la capacità di indicare i cambiamenti del caso: le riforme appunto. Non significa dire solo no alle riforme altrui, e basta.
    Infatti, alla fine, dato il silenzio circa qualsiasi misura nel merito, l'unica proposta che rimane sul tappeto da parte del Partito democratico e del sindacato appare essere virtualmente solo quella di lasciare le cose come stanno. Naturalmente nessuno si prende la responsabilità di dirlo esplicitamente, ma ancor meno nessuno osa esprimere il minimo suggerimento concreto.
    In realtà, a proposito della scuola una proposta precisa è stata ed è avanzata di continuo dall'opposizione politico-sindacale. Alla scuola — ci viene detto — servono più soldi (nel discorso pubblico italiano, di qualsiasi cosa si tratti, servono sempre o «ben altro» o «più soldi»). Insomma, la colpa del malfunzionamento della scuola starebbe nelle poche risorse di cui essa dispone: ciò che almeno serve politicamente a rendere ancor più deplorevole la recente decisione del ministro del Tesoro di togliergliene delle altre. Peccato però che pure in questo caso, per dirla con le parole di uno studioso che non milita certo nel campo della destra, Carlo Trigilia, sul Sole-24 ore di martedì scorso, dall'opposizione «non è stata elaborata alcuna proposta di manovra finanziaria che spiegasse se e come era possibile coniugare rigore finanziario e scelte concrete diverse da quelle del governo». Dunque neppure sul come e dove trovare quei benedetti soldi l'opinione pubblica ha la minima indicazione su cui discutere, su cui fare confronti e alla fine farsi un'idea.
    Questo non tenere conto dei fatti, dei dati concreti, questo continuo scansare la realtà, finiscono così per diventare uno dei principali alimenti della diffusa ineducazione politica degli italiani. Nel caso della scuola contribuiscono a far credere a tanti, a tanti insegnanti, a tanti studenti, di vivere in un Paese governato da ministri sadici, nemici dell'istruzione, che chissà perché rifiutano di distribuire risorse che invece ci sono; contribuisce a far credere a tante scuole, a tante Università, che i problemi possono risolversi con la messa in scena spettrale — più o meno per il quarantesimo anno consecutivo! — dell'ennesimo corteo, dell'ennesima «okkupazione».



    http://www.corriere.it/editoriali/08...4f02aabc.shtml

  2. #2
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    sarà...
    intanto non so se l'anno prossimo mio figlio avrà il tempo pieno.
    io 30 anni fa, alle elementari, fino alle medie ho fatto il tempo pieno. oggi siamo più ricchi, più europei ecc.ecc. e dovrò pagarmi (in nero) una baby-sitter.
    oppure sganciare molti più soldi e mandare il pargolo dalle suore che, casualmente, fanno il tempo pieno.
    evviva!!!!!

  3. #3
    a.k.a. tolomeo
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    Anche La Stampa, con Luca Ricolfi.

    Il mito della scuola elementare
    Luca Ricolfi

    da "La Stampa" di giovedì 25 settembre 2008

    Ci sono, nelle politiche governative in materia di istruzione, parecchie cose che mi lasciano perplesso. Ad esempio la mancanza di una diagnosi convincente dei mali della nostra scuola e della nostra università.

    Il vuoto di iniziative forti per aumentare il numero di asili nido, specialmente nel Mezzogiorno (uno dei cosiddetti obiettivi di Lisbona: portare la copertura al 33% entro il 2010, contro l`ll% attuale).

    Soprattutto non mi piace per niente il fatto che all`Università (dove lavoro) i tagli della manovra finanziaria 2009-2011 siano uguali per tutti gli Atenei, quando da anni - grazie ad una serie di ottime ricerche-sisa con precisione quali sono gli atenei che spendono (relativamente) bene i loro fondi e quali li dilapidano in una corsa senza senso all`aumento del personale e agli avanzamenti di carriera.

    E tuttavia, nonostante queste riserve, stento a capire l`incredibile pioggia di critiche, insulti, manifestazioni, sceneggiate, lezioni di pedagogia (e talora di democrazia) che sono state riversate sul neo-ministro dell`Istruzione Mariastella Gelmini non appena ha cominciato a occuparsi di scuola, e in particolare di quella elementare (per una rassegna consiglio di vistare il sito del Partito democratico e quello della Cgil-scuola, ora ridenominata Flc).


    Il mio stupore nasce da due ragioni distinte.

    La prima è che, andando a controllare le cifre (DL 112, art. 64, comma 6), si scopre che la maggior parte dei numeri spaventa-famiglie che sono stati agitati sono semplicemente falsi.

    Non è vero che il bilancio della scuola subirà tagli per 8 miliardi: il taglio del prossimo anno sarà inferiore a 0,5 miliardi (1% del budget), i tagli netti previsti per il triennio 2009-2011 sono pari a 3,6 miliardi spalmati su tre anni. Non è vero che saranno licenziati 87 mila insegnanti: la riduzione del numero di cattedre avverrà limitando le nuove assunzioni, la cifra di 87 mila insegnati in meno si raggiungerà nel 2012 e include nel calcolo le riduzioni già pianificate da Prodi (circa 20 mila unità, a suo tempo giudicate insufficienti nel Quaderno bianco sulla scuola pubblicato giusto un anno fa dal precedente governo). Non è vero che, nelle scuole elementari, sparirà il tempo pieno e tutti i bambini dovranno tornare a casa alle 12,30: l`introduzione del maestro unico, con conseguente soppressione delle ore di compresenza, libererà un numero di ore più che sufficiente ad aumentare le ore di tempo pieno eventualmente richieste dalle famiglie.

    Né si vede su quali basi l`opposizione agiti lo spettro di una riduzione degli insegnanti di sostegno, o della chiusura delle scuole di montagna (nessuna norma della Finanziaria lo prevede, e il ministro ha esplicitamente escluso tale eventualità).

    Ma c`è un secondo motivo per cui mi è incomprensibile lo tsunami anti-Gelmini di queste settimane: i critici danno per scontato che la scuola elementare così com`è vada bene, e che l`introduzione del maestro unico sia una scelta didatticamente sbagliata.

    Può darsi, ma non ne sarei così sicuro, e vorrei spiegare perché. Se la scuola elementare italiana fosse così ben congegnata come ripetono i suoi paladini, forse non osserveremmo quotidianamente quel che invece osserviamo.

    E cioè che sia nelle scuole medie sia (incredibilmente) all`università tantissimi ragazzi, oltre a fare errori di grammatica e ortografia con cui un tempo nessuno avrebbe preso la licenza elementare, non sanno organizzare un discorso né a voce né per iscritto, non sono in grado di progettare una tesi o una tesina, non conoscono il significato esatto delle parole, fanno sistematicamente errori logici, non sanno spiegare un concetto né costruire un`argomentazione, insomma non capiscono e non riescono a farsi capire se non in situazioni ultra-semplici (in una parola sono «ignoranti», secondo la bella definizione del libro di Florís uscito in questi giorni: La fabbrica degli ignoranti, Rizzoli). In breve i ragazzi spesso sono debolissimi proprio nell`organizzazione del pensiero e nella padronanza del linguaggio, ossia precisamente in ciò che avrebbero dovuto acquisire nei cinque anni di scuola elementare.

    Il sospetto è che la scuola elementare di oggi, pur essendo perfetta come luogo di socializzazione e di ricreazione, sia ben poco capace di trasmettere conoscenze e formare capacità, ivi compresa la capacità di concentrarsi, di ordinare le idee, di autovalutarsi, di mettere impegno in attività non immediatamente gratificanti.

    A questa osservazione si potrebbe obiettare, e certamente qualcuno obietterà, che sia i test nazionali (Invalsi) sia i test internazionali (Pirls, Timss, Pisa) ci restituiscono un`immagine ben più ottimistica della scuola elementare italiana. Ma questo è vero solo in parte. I test internazionali condotti sui bambini in quarta elementare danno risultati opposti a seconda degli ambiti considerati (l`Italia è ai primi posti nei test di lettura, ma precipita agli ultimi sia in quelli di matematica sia in quelli di scienze). Quanto ai test nazionali essi indicano che il declino dei livelli di apprendimento fra i 7 e i 16 anni è costante e inizia già nelle elementari (in quarta i bambini vanno sensibilmente peggio che in seconda). Forse la cattiva fama della scuola media inferiore e dei suoi insegnanti è in parte immeritata: è vero, i risultati dei ragazzi delle medie sono pessimi, ma forse lo sono proprio perché la scuola elementare - con la sua impostazione ludica - non li prepara alle prove che dovranno affrontare quando entreranno in un mondo vero, meno protetto, in cui ci sono anche frustrazioni e si deve essere capaci di studiare da soli (cosa che molti bambini non imparano mai a fare: un effetto perverso del tempo pieno?).

    Conclusione? Nessuna, solo una preghiera:

    anziché fare dello spirito sul grembiulino e del terrorismo sul tempo pieno, proviamo a riflettere seriamente - ossia senza preconcetti ideologici - sui vizi e le virtù della nostra scuola elementare.

    [25 settembre 2008]

    http://www.governoberlusconi.it/deta...df=459&ids=488
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da massena Visualizza Messaggio
    sarà...
    intanto non so se l'anno prossimo mio figlio avrà il tempo pieno.
    io 30 anni fa, alle elementari, fino alle medie ho fatto il tempo pieno. oggi siamo più ricchi, più europei ecc.ecc. e dovrò pagarmi (in nero) una baby-sitter.
    oppure sganciare molti più soldi e mandare il pargolo dalle suore che, casualmente, fanno il tempo pieno.
    evviva!!!!!
    il tempo pieno non c'entra con la riforma gelmini lo ha detto in tutti i modo
    smettila di credere a rep.

  5. #5
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    "Non ci saranno la paventata chiusura di 4000 istituti, né il taglio degli insegnanti di sostegno, né l`attacco all`autonomia degli enti locali". Così si è espresso il ministro dell`Istruzione, Mariastella Gelmini, che ha risposto all’ex ministro Pd della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni e a Maria Pia Garavaglia, ministro dell`Istruzione del governo ombra del Pd, che l’hanno attaccata parlando della chiusura di 4mila istituti con meno di 500 alunni inserita dal Governo nel decreto sulla sanità." Le dichiarazioni degli onorevoli Fioroni e Garavaglia sono incomprensibili ed arbitrarie come al solito la sinistra tenta di fare disinformazione con la vecchia tecnica secondo cui una falsità ripetuta molte volte diventerebbe una verità. Ormai però gli italiani hanno capito, non credono più a certi trucchi e sostengono in pieno l`azione del governo"

    http://www.votaberlusconi.it/notizie/arc_14124.htm

  6. #6
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    grazie pacatamente, dormirò più tranquillo.

    oggi mia moglie ha preso un giorno di ferie per fare il giro delle scuole del circondario, dato che a gennaio aprono le liste, e si avranno solo 20 giorni per fare tutto.

    ma adesso la chiamo per tranquillizzarla.
    votaberlusconi ha detto che è tutta una palla di repubblica. sono proprio felice.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da massena Visualizza Messaggio
    grazie pacatamente, dormirò più tranquillo.

    oggi mia moglie ha preso un giorno di ferie per fare il giro delle scuole del circondario, dato che a gennaio aprono le liste, e si avranno solo 20 giorni per fare tutto.

    ma adesso la chiamo per tranquillizzarla.
    votaberlusconi ha detto che è tutta una palla di repubblica. sono proprio felice.
    nessun problema

    se posso essere ancora utile non esitare a chiedere

    farai prima comunque a non leggere più solo rep.

  8. #8
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    leggo anche due giornali filogovernativi (la voce e il carlino).

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da massena Visualizza Messaggio
    leggo anche due giornali filogovernativi (la voce e il carlino).
    Ricolfi della Stampa (più su) pare molto informato e smonta argomentanto molte delle balle allarmistiche di Repubblica.

    Ricolfi non è filogovernativo,, è di sinistra.
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da pacatamente Visualizza Messaggio
    "Non ci saranno la paventata chiusura di 4000 istituti, né il taglio degli insegnanti di sostegno, né l`attacco all`autonomia degli enti locali". Così si è espresso il ministro dell`Istruzione, Mariastella Gelmini, che ha risposto all’ex ministro Pd della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni e a Maria Pia Garavaglia, ministro dell`Istruzione del governo ombra del Pd, che l’hanno attaccata parlando della chiusura di 4mila istituti con meno di 500 alunni inserita dal Governo nel decreto sulla sanità." Le dichiarazioni degli onorevoli Fioroni e Garavaglia sono incomprensibili ed arbitrarie come al solito la sinistra tenta di fare disinformazione con la vecchia tecnica secondo cui una falsità ripetuta molte volte diventerebbe una verità. Ormai però gli italiani hanno capito, non credono più a certi trucchi e sostengono in pieno l`azione del governo"

    http://www.votaberlusconi.it/notizie/arc_14124.htm
    Questo dimostra quanto personale della scuola sia inoperoso ! (Sono stato troppo polite ? )

 

 
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