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    MUSSOLINI E’ CITTADINO ONORARIO DI ANZIO E… DI TANTE ALTRE CITTA’ ITALIANE
    Strane reminiscenze nella cittadina laziale



    Sono rimasto molto perplesso dall’estemporanea iniziativa del noto e stimato Sisto Orlandini, brillante e severo ricercatore storico di Anzio.
    Orlandini ha chiesto la revoca della cittadinanza onoraria concessa dal popolo anziate a Benito Mussolini, Capo del Governo italiano, il 14 maggio 1924-II E.F.
    La richiesta del ricercatore anziate – dopo 84 anni! – mi ha sorpreso perché mai credevo che un’iniziativa del genere, del tutto priva di motivazioni che non siano palesemente politiche, potesse essere proposta da un serio professionista, fino ad oggi del tutto estraneo ad “inquisizioni ideologiche”.
    Come si dovrebbe sapere, la cittadinanza onoraria venne offerta al Duce del fascismo – non chiesta per la sua “mania di grandezza” – dal popolo di Anzio, “dopo una lunga petizione firmata da un numero grandissimo di persone e associazioni politiche”.
    Si trattava del vero popolo anziate, quello reduce dalle trincee del Carso dove aveva combattuto per la Patria.
    Quel popolo che, poi, rinnoverà la sua fede nell’Italia








    accorrendo in Libia, in Etiopia, in Ispagna, immolandosi su tutti i fronti della seconda guerra mondiale, finanche nelle ultime pagine “risorgimentali” della Repubblica Sociale Italiana.
    Oggi si vuole sconfessare quel popolo. Ma chi potrebbe mai porsi a paragone con quel popolo? Chi, oggi, può vantare così tanti sacrifici per la Patria, per la sua città?
    Chi moralmente può sanzionare la scelta che il popolo di Anzio fece in quel maggio del 1924?
    Orlandini giustifica la necessità della revoca con il fatto che, nel novembre 1939, con la costituzione del Comune di Nettunia – che fondeva in un unico organico abitato Anzio e Nettuno – Mussolini contribuì “a rovinare l’immagine di una città”: “Una vera e propria ingiustizia”.
    Che il Duce del fascismo, nel 1939, avesse come pensiero quello di riunire i Comuni di Anzio e Nettuno è davvero un’affermazione che lascia il tempo che trova. La fusione fu un atto di buon senso, ideata principalmente da Mario Vaselli che era già Commissario Prefettizio di Anzio e Nettuno. Che senso aveva mantenere due amministrazioni “gemelle”, per giunta rette – gratuitamente! – da un unico Commissario Prefettizio?
    Erano tempi quelli in cui la razionalizzazione dell’amministrazione dello Stato era un obbiettivo da conseguire quotidianamente e le spese superflue eliminate senza indugio. La creazione di Nettunia fu semplicemente un atto per razionalizzare le spese eccessive di due Comuni “gemelli” e proiettarli verso un futuro di benessere e splendore. Così venne fatto con la creazione di Imperia, di Apuania – l’attuale Massa Carrara – e per tanti altri paesi che ancor oggi dovrebbero ringraziare quelle fortunate riforme strutturali, per il benessere che hanno procurato.
    Tant’è vero che, ancor oggi, numerosi sono i politici – di tutti gli schieramenti! – che riconoscono la necessità di una fusione dei due centri, ma, purtroppo, l’ignoranza campanilistica molto diffusa e il timore di perdere qualche voto – cruccio costante in democrazia – hanno bloccato ogni iniziativa del genere, limitando il tutto a semplici, quanto inutili, dichiarazioni di intenti.

    Quella che oggi è sentita come una necessità per lo sviluppo e il benessere di Anzio e Nettuno era già stata realizzata dal fascismo 84 anni fa. Preveggenza? Magia? O semplice intelligenza politica?
    La scelta del nome di Nettunia fu, a suo tempo, contestata dai portodanzesi – così si preferivano chiamare gli anziati in quegli anni – per il semplice fatto che qualcuno aveva fatto credere loro di essere gli eredi dell’antica Antium. Cosa davvero improbabile per una comunità eterogenea, senza una storia comune, insediatasi sul quel territorio da pochi decenni. Si pensi che quando Anzio venne fusa con Nettuno aveva appena 82 anni di vita! Nulla se paragonati agli oltre 2.700 anni in cui il territorio di Antium – che andava, grossomodo, dalle attuali Tor Caldara a Torre Astura – era stato unito in un’unica entità “amministrativa”.
    Non per questo i veri eredi di Antium erano i nettunesi, ossia gli anziati “sopravvissuti” al declino della città romana e concentratisi in quell’abitato che, poi, prese nome di castrum Neptuni. Altro che Anzio moderna!
    Come si vede, le pretese di “eredità” avanzate dal giovane Comune di Anzio crollano sotto l’evidenza dei fatti storici.
    Senza perderci in queste disquisizioni, ad un’analisi attenta dei documenti, si può dire che il peso della fusione dei due Comuni cadde principalmente su Nettuno. Infatti, Anzio poteva “vantare” un disastroso bilancio comunale, con debiti ammontanti a circa otto milioni di care e vecchie Lire dell’epoca (agosto 1938). Questo debito fu “accollato” ai nettunesi.
    Senza dimenticare che l’unica vera azione di Mussolini verso Anzio fu quella della bonifica integrale del “Villaggio africano”, dove, al posto di malsane capanne in cui regnavano sudiciume, analfabetismo, malattie, sorse un funzionale e razionale “quartiere” che prese il nome di Falasche. Tutto questo per semplice volontà del Duce, tutto questo senza che i poveri abitanti della zona “sganciassero una Lira”.
    Forse qualcuno dovrebbe incominciare a ringraziare, anziché proporre estemporanee iniziative “epuratrici” dal sapore squisitamente politico.
    E’ come se si pretendesse di eliminare tutte le lapidi che in Anzio ricordano i vari Pontefici benefattori della città, come Innocenzo XII o Pio IX, perché quei Pontefici erano per la teocrazia, erano antidemocratici, non applicavano i cosiddetti “diritti umani” e, soprattutto, erano antimodernisti ed avrebbero severamente sanzionato ogni deriva ecumenista o conciliare (Vaticano II).
    Se il metro di giudizio, come in questo caso, fosse squisitamente politico, allora quanti politici democratici che hanno contribuito “a rovinare l’immagine” di Anzio dovrebbero perdere la cittadinanza anziate ed anche quella italiana?
    Anzio e Nettuno non hanno certo bisogno di “tribunali dell’inquisizione”, devono guardare avanti, verso il futuro e, soprattutto, superare quel campanilismo fondato sull’ignoranza che ha ridotto queste meravigliose cittadine in posti tristi e vuoti, privi di quello splendore che riluceva 80 anni fa.
    Certo, Mussolini è un personaggio “scomodo”, cittadino onorario di centinaia di città italiane che spontaneamente così vollero rendere omaggio al Duce del fascismo, in quella che è un’epoca ormai lontana.
    Ciò potrà dare fastidio a qualcuno che ancora prova “pruriti” politici. Ebbene, se qualcuno è infastidito dal fatto di essere concittadino di Benito Mussolini, può sempre rinunciare alla cittadinanza.
    Nessuno, siamo sicuri, ne sentirà la mancanza.



    Pietro Cappellari


    Ricercatore Fondazione della RSI – Istituto Storico

  2. #2
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    MUSSOLINI CITTADINO ONORARIO DI ANZIO
    Vizio e complesso dei “revenants”: revocare medaglie al valor militare e le altre onorificenze



    Non so quale fondamento giuridico potrebbe avere una revoca di onorificenza locale, concessa cioè da un Municipio, ad un de cuius, defunto... Con la morte cessano i diritti soggettivi e gli interessi legittimi, sia pur ad un onore pubblico ridotto ad una pergamena!
    E per giunta per avversione “ideologica” (orribile termine svuotatosi di significati almeno dalla caduta del comunismo in Europa e cioè già da un ventennio!)... Non è minimamente serio foss’anco dal peggior detrattore o nemico dire per opposizione o avversione “politica” dopo 84 anni!
    Ma nemmeno dopo 63! – la politica, come il diritto – almeno come noi la si intende nell’accezione più alta che scrive la Storia dei popoli – è una categoria di pensiero e d’azione pubblica, sociale, nazionale e internazionale, collettiva e intergenerazionale, producente effetti giuridici a valanga, così fortemente complessa ed assolutamente dinamica, che non ammette le revoche di titoli onorifici, militari, cavallereschi, nobiliari, accademici, etc.
    E’ un vecchio vizio e complesso dei “revenants”: revocare medaglie al valor militare, negarne a chi oggettivamente nel compimento del suo dovere di soldato ne ebbe diritto, scalpellare scritte di monumenti, strade, piazze; negarne l’intitolazione a chi la meritò per alti meriti e simili ignobili angherie, etc.
    Sarebbe come dire: Re Vittorio Emanuele III, siccome tenne bordone al Fascismo, per la Repubblica Italiana non è più Re, nè Maresciallo d’Italia. Viene degradato nell’Aldilà a soldato semplice! Così Francesco II delle Due Sicilie, avversario del Risorgimento, lo si degrada a mercenario svizzero dell’Armata napoletana che non c’è più.

    E il Duce non è più Maresciallo dell’Impero, né Sergente dei Bersaglieri, né Comandante della Milizia, né Collare dell'Annunziata, né Capo di Stato della Repubblica Sociale Italiana, ma meno di Caporale, soldato semplice .... Contenti? Soddisfatti? Avrete burlato voi stessi, non certo i cittadini, i lavoratori e i giovani di Anzio.

    Vorrei sapere quanti sono i poveri ad Anzio, a quanti manca una casa popolare o il pane per vivere. Quanti sono i disoccupati, gli sfrattati, gli anziani pensionati al minimo che pagano l’affitto, quanti gli anziani soli ed ammalati e i ragazzi in precariato o completamente senza lavoro? Quanti sono gli immigrati e di loro quanti lavorano regolarmente assicurati, quanti in nero e quanti non lavorano, non hanno né casa, né pane, né medico, né medicine e si ignora come campino ?


    Bisogna dire che la pergamena offerta da Anzio al Duce non sarà restituita a nessuno e che la storia non si cambia né con simili gesti grotteschi, quanto ignobili, che pur nella velleitaria intenzione si commentano da soli, né con altri.
    La storia si può rinnegare – assistiamo a sconci esempi! Che non ci stancheremo di deplorare – ma non cambiare!
    Benito Mussolini, come tutti Caduti della seconda guerra mondiale è nella Luce svelata di Dio. Frà Ginepro testimoniò che morì da credente e penitente. Per gli Italiani, per noi Cattolici tanto basta. E credo basti anche agli anziati posteri di quelli che lo insignirono Cittadino Onorario di Anzio, come centinaia di comuni italiani, 84 anni fa.
    Il 2 novembre, dopo l'omaggio ai Caduti al Campo della Memoria Cimitero di guerra della RSI di Nettuno, recheremo omaggio ai Caduti Alleati nel Cimitero di guerra britannico e del Commonwhealt di Anzio. Offrendo al litorale romano, all’Italia e alle Nazioni occidentali uno spettacolo di dignità di onore, cavalleresco e cristiano.
    Tanto da risultare pleonastico ogni confronto!


    Fernando Crociani Baglioni
    Presidente del Centro Studi Storici e Politici Internazionali “Patria e Libertà”


  3. #3
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    Grazie mille! Ora posso dormire sonni tranquilli.

 

 

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