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  1. #1
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    Angry I liberali hanno rotto il cazzo

    E' fresco di stampa il libro di Luigi de Marchi: "Svolta a destra?", ultimo di una serie di libelli usciti dall'entourage laico-liberal-riformista vicino a Forza Italia, con il proposito di spostare a sinistra il neonato PDL, facendo leva sull'equazione conservatorismo=status quo=sinistra. Secondo il De Marchi, psicanalista "liberale" reichiano legato da anni a Marco Pannella e titolare di una rubrica settimanale su Radio Radicale, il popolo Berlusconiano è liberale, ovvero innovatore, progressista e dunque "di sinistra" anche se costretto ad indossare i panni del partito moderato di centrodestra. Viene citato Berlusconi che dichiara di fare "una politica di sinistra". Non solo, anche il rilancio "conservatore" che si è avuto a livello internazionale con Reagan e Thatcher sarebbe di segno progressista e liberale. Berlinguer, viceversa, con le sue politiche "regressiste" sembrerebbe esser stato "di destra"...
    Basta, mi fermo qui. Per ripetere le parole di Guzzanti, quando ho letto tutte queste stronzate mi è venuto il vomito. Ma il libro contiene dei dati che se autentici fanno rabbrividire. Ad esempio, la maggioranza degli elettori di centrodestra sarebbe favorevole all'aborto, alla contraccezione e ad una maggiore distanza della politica dagli ambienti Vaticani. Ne viene fuori un quadro che può piacere ai Cicchitto e ai Capezzone. Non a me e credo a nessuno di coloro che ancora oggi hanno l'ardire di dirsi "conservatori" in senso classico, sulla scia di Burke, di Kirk, di Scruton.

    Vi propongo questo articolo esauriente e nauseante. Leggete e vomitate...


    Un sondaggio-shock sulle posizioni etico-politiche del popolo di Centro-Destra Scritto da Il Legno Storto lunedì 06 ottobre 2008
    ...
    E’ stato presentato in questi giorni, a Roma, il nuovo libro dello psicologo e politologo Luigi De Marchi, significativamente intitolato“Svolta a Destra ?” e pubblicato dall’Armando Curcio Editore. Particolare rilievo hanno avuto gl’interventi del Ministro dell’Innovazione Renato Brunetta e del Presidente del Gruppo Parlamentare del PdL alla Camera Fabrizio Cicchitto, ma al dibattito hanno partecipato anche altri illustri esponenti del mondo politico e culturale: da Antonio Tomassini, presidente della Commissione Sanità del Senato, a Luigi Compagna (Commissione Affari Esteri del Senato), da Lucio Malan (Commissione Affari Costituzionali del Senato), da Enrico Pianetta (Commissione Affari Comunitari della Camera) a Simona Vicari (Commissione Industria e Turismo del Senato), che hanno tutti espresso vivo apprezzamento per il nuovo libro di De Marchi. Il dibattito è stato coordinato dal Sen. Tomassini e dal politologo e opinionista Marco Taradash.
    L’On. Cicchitto, in particolare, dopo aver definito De Marchi “il massimo esperto italiano di psicologia politica”, ha sottolineato “il grande contributo che la sua Psicologia Politica Liberale può dare alla Rivoluzione Liberale promessa e promossa da Berlusconi”.

    L’intervento di esponenti così importanti del PdL attesta l’interesse del mondo politico per la nuova opera di De Marchi. Il motivo di tanto interessamento è semplice. Nel suo libro De Marchi sostiene, anche sulla base di un’analisi storico-psicologica che investe le vicende politiche euro-americane dell’ultimo trentennio, che la cosiddetta “svolta a Destra” delle ultime elezioni inglesi, francesi e italiane, ben lungi dall’esprimere (come hanno frettolosamente concluso i politologi alla moda) un ripiegamento dell’elettorato su posizioni conservatrici e confessionali, ha espresso invece la volontà e la spinta di rinnovamento di un elettorato, appunto quello del Centro Destra, che da sempre viene descritto come conservatore e codino mentre è, al contrario, prevalentemente laico, liberale, anticonformista e innovatore.

    De Marchi non si è contentato però delle sue analisi psico-politiche. Col sostegno dell’Editore Curcio egli ha associato ad esse un sondaggio d’opinione su un campione pienamente rappresentativo tra gli elettori del Centro-Destra e del Centro-Sinistra, superando per ciascun gruppo il numero canonico di 1.000 soggetti intervistati (2.200 in totale).

    I risultati del sondaggio sono stati semplicemente sensazionali ed hanno definitivamente confermato la validità delle analisi e delle conclusioni dell’opera di De Marchi. Vediamo dunque in dettaglio le posizioni espresse dagl’intervistati.

    Alla domanda “E’ giusta la difesa rigorosa delle libertà civili (parola, stampa ecc.) ?” l’89,1% degli intervistati di Centro-Destra ha risposto “Sì”, smentendo nettamente la pretesa di certa stampa di vedere in quell’elettorato tendenze neo-fasciste o autoritarie.

    Anche alle pari opportunità per la donna gl’intervistati di Centro-Destra hanno espresso un appoggio amplissimo (90,9%), smentendo altrettanto nettamente le insinuazioni di conformismo maschilista avanzate da vari ambienti.

    Ma è soprattutto su certi temi “sensibili” che la divergenza tra l’elettorato di Centro-Destra e le posizioni degli ambienti conservatori e confessionali risulta particolarmente significativa.

    Alla domanda “Lei è favorevole a introdurre l’educazione sessuale e contraccettiva nelle scuole secondarie ?” (un’iniziativa notoriamente osteggiata dagli ambienti conservatori e clericali) ben l’83,3% degli elettori di Centro-Destra ha risposto “Sì”.

    E non molto inferiore è stata la percentuale dei “Sì” (75,4%) alla domanda delicatissima “Appoggia la libertà di scelta della donna in tema di aborto ?”.

    Perfino all’eutanasia il 63,7% degli elettori di Centro Destra hanno espresso consenso.

    Infine alla domanda esplicita “Lo Stato dovrebbe essere più indipendente dal Vaticano ?”, una maggioranza non schiacciante ma pur sempre assai forte (69,2%) degl’intervistati di Centro-Destra ha risposto “Sì”.

    Non meno interessanti appaiono le risposte degli elettori di Centro-Sinistra a un paio di domande sui temi della burocrazia, della criminalità e dell’immigrazione clandestina.

    Alla domanda “La criminalità e l’immigrazione clandestina vanno combattute con leggi più severe ?” una forte maggioranza degli elettori di Centro-Sinistra (67,3%) ha risposto “Sì”, mentre alla domanda “Lei è favorevole a dimezzare gli addetti, i tempi e i costi della burocrazia ?” una maggioranza schiacciante (86,1%) degli elettori di Centro-Sinistra ha risposto affermativamente, con tanti saluti alla politica delle sue dirigenze in questo campo.

    Con questo sondaggio “storico” il dibattito politico, secondo De Marchi, può uscire dall’ambito teorico e ideologico convenzionale e deve fare i conti con la forza inconfutabile dei numeri. Da esso emerge infatti: 1) da un lato che la maggioranza degli elettori del Centro Destra hanno posizioni liberali, laiche e innovative che contrastano apertamente con le posizioni confessionali e conservatrici di certi loro leaders; e 2) dall’altro che la maggioranza degli elettori del Centro-Sinistra hanno, in tema di burocrazia, repressione della criminalità e lotta alla immigrazione clandestina opinioni nettamente contrastanti con le posizioni stataliste e buoniste della dirigenza di Centro-Sinistra.
    In altre parole, c’è qui una conferma clamorosa sia del fatto che il voto per il Centro Destra del 2008 non è stato affatto un voto per la Conservazione ma, al contrario, per l’Innovazione, sia delle analisi psico-politiche proposte da De Marchi in questi ultimi 15 anni, che tenacemente denunciano la sordità di molti esponenti della Destra e della Sinistra tradizionali ai bisogni dell’elettorato e segnalano l’esistenza, in Italia e in tutto l’Occidente avanzato, di una solida maggioranza tanto inascoltata dalle dirigenze politiche e mediatiche (felici di definirla “moderata” o “conservatrice”) quanto pronta a sostenere un’autentica Rivoluzione Liberale.
    In particolare, nel Centro-Destra, un mondo politico desideroso e capace di armonizzare la sua azione ai bisogni e alle aspettative dell’elettorato dovrebbe, secondo De Marchi, riconoscere alle forze laiche e riformatrici spazi e ruoli ben maggiori che in passato, soprattutto ora che anche il Papa, in Francia, ha riconosciuto i diritti della laicità nella sfera della politica.


    http://www.legnostorto.com/index.php...=view&id=23005

  2. #2
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    di che ti stupisci?

  3. #3
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    Domande banalotte e sondaggio tendenzioso, senza crismi di ufficilità.

  4. #4
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    La nostra è una dura lotta, amici, ma val la pena di combatterla.
    Il perbenismo progressista ammorba tutti gli ambienti umani del nostro povero Paese.

    Però non penso che la situazione sia quella fotografata dall'articolo...

  5. #5
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    Vi prego di non sottovalutare questo tipo di operazioni.

    Negli ultimi tempi sono accadute tante cose "strane", riconducibili allo stesso assunto: la destra odierna è in realtà una sinistra.


    1) Esce "Il Berlusconismo", libretto allegato a Libero. Con un disarmante saggio di Renato Brunetta che pone il PDL in diretta relazione con il centrosinistra pentapartito della Prima Repubblica.

    2) Giavazzi e Alesina pubblicano il libro "Il liberismo è di sinistra".

    3) Oscar Giannino pubblica il libro "Contro le tasse. Perché abbattere le imposte si può, si deve, e non è affatto «di destra»"

    4) Giulio Tremonti litiga a Ballarò con Franceschini dicendo che il PDL non è un partito "conservatore".

    5) Berlusconi in campagna elettorale apre le porte ad un'alleanza col PD sulle riforme. Tremonti e Brunetta (che ha precedentemente sostenuto Schroeder contro la Merkel) auspicano un governo di unità nazionale.

    6) Il PDL marca una distanza elettorale con la destra, escludendo accordi col partito di Storace e Santanchè.

    7) Berlusconi avvia il suo governo sottolineando che il PDL fa una politica di "sinistra".

    8) Esce il libro di De Marchi "Svolta a destra?" che rilancia la tesi che il liberalismo "di sinistra" sta oggi "a destra" solo perchè la sinistra nominale è "conservatrice".


    Dovremmo meditare e dibattere a lungo su questi accadimenti che non sono "casuali".

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Vi prego di non sottovalutare questo tipo di operazioni.

    Negli ultimi tempi sono accadute tante cose "strane", riconducibili allo stesso assunto: la destra odierna è in realtà una sinistra.


    1) Esce "Il Berlusconismo", libretto allegato a Libero. Con un disarmante saggio di Renato Brunetta che pone il PDL in diretta relazione con il centrosinistra pentapartito della Prima Repubblica.

    2) Giavazzi e Alesina pubblicano il libro "Il liberismo è di sinistra".

    3) Oscar Giannino pubblica il libro "Contro le tasse. Perché abbattere le imposte si può, si deve, e non è affatto «di destra»"

    4) Giulio Tremonti litiga a Ballarò con Franceschini dicendo che il PDL non è un partito "conservatore".

    5) Berlusconi in campagna elettorale apre le porte ad un'alleanza col PD sulle riforme. Tremonti e Brunetta (che ha precedentemente sostenuto Schroeder contro la Merkel) auspicano un governo di unità nazionale.

    6) Il PDL marca una distanza elettorale con la destra, escludendo accordi col partito di Storace e Santanchè.

    7) Berlusconi avvia il suo governo sottolineando che il PDL fa una politica di "sinistra".

    8) Esce il libro di De Marchi "Svolta a destra?" che rilancia la tesi che il liberalismo "di sinistra" sta oggi "a destra" solo perchè la sinistra nominale è "conservatrice".


    Dovremmo meditare e dibattere a lungo su questi accadimenti che non sono "casuali".
    queste dichiarazioni mi sembrano perfettamente lineari, logiche, incontrovertibili e profondamente veritiere.

  7. #7
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    Questi segnali, raccolti da Florian e per alcuni captati anche dal sottoscritto, sono inquietanti e vanno smentiti al più presto.
    I Conservatori che partecipano nel progetto del PDL devono riportare la nave nella giusta rotta, per evitare di consegnarla in mani indubbiamente nemiche, dal punto di vista politico e culturale.
    Il rischio è grave ed attuale più che mai.

  8. #8
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    beh un ulteriore segnale della necessità di una coalizione di tutte le forze non "liberali"...

  9. #9
    Liberale Cattivo
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    Non capisco di cosa si stia stupendo Florian.

    Che Berlusconi non sia un politico con convinzioni conservatrici mi pare che si sapesse da ormai tanto tempo.

    Fra l'altro non è neppure liberale o liberista ma tende moltissimo a forme rielaborate del socialismo.

  10. #10
    Liberale Cattivo
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    Citazione Originariamente Scritto da codino Visualizza Messaggio
    beh un ulteriore segnale della necessità di una coalizione di tutte le forze non "liberali"...

    Nell' Italia di oggi dove pure AN si scopre antifascista chi sono le forze non "liberali" in Italia ?

    La destra ? FN ? c'è poco da andare lontanto.


    Accontentatevi di rimanere intrappolati in quella vasca dei pesci colorati che è il PDL se volete contare qualcosa.

 

 
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