Borse ancora euforiche, vola Tokyo
In netto rialzo anche le piazze europee
La Borsa giapponese (ieri chiusa) fa segnare un rialzo record. Bene Londra, Parigi, Milano, Francoforte e New York
MILANO - Dopo il lunedì sprint sulle piazze finanziare di tutto il mondo, grazie al quale sono state recuperate in parte le perdite derivate da una settimana di tracolli, il martedì delle Borse internazionali inizia nel segno di un balzo record. A Tokyo l'indice Nikkei chiude gli scambi con un rialzo del 14,15%: si tratta del guadagno più elevato mai registrato in una sola giornata nei 58 anni di storia della Borsa nipponica. Poi tocca alle piazze europee, che allungano il passo. A pochi minuti dall'avvio delle contrattazioni a Wall Street (Dow Jones +1,1%), l'indice paneuropeo Dj Stoxx 600 consolida i guadagni intorno ai 5,5 punti percentuali. A dare la spinta ai listini del Vecchio Continente i titoli bancari e petroliferi. Tra i migliori mercati Francoforte (+5,2%) Milano (+5,4%) e Parigi (+5,2%).
GLI INDICI - Dopo metà giornata, Parigi guadagna il 5,21%, Londra il 4,76% e Francoforte il 5,20%. Piazza Affari fa un ulteriore balzo in avanti: il Mibtel sale del 5,44%. Bene Fiat (+9,21% a 8,41 euro), che si prepara ad attaccare quota 9 euro dopo essere scesa a 7 nella scorsa settimana, in attesa delle previsioni sul 2009 che saranno rese note nel prossimo consiglio di amministrazione il 23 ottobre. Acquisti su Pirelli (+8,02% a 0,35 euro), Brembo (+7,18% a 6,43 euro) e Piaggio (+7,27% a 1,6 euro), che si è aggiudicata una commessa per la fornitura di motociclette alla polizia di Berlino. In campo bancario rialzi per Banco Popolare (+10,81% a 9,9 euro), Intesa Sanpaolo (+7,28% a 3,6 euro) ed Mps (+5,2% a 1,66 euro). Più cauta Unicredit (+3,95% a 2,68 euro), che cresce meno degli indici, al pari di Mediobanca (+4,55% a 9,2 euro) e Generali (+3,43% a 22,34 euro). In luce Telecom (+6,76% a 0,91 euro), Enel (+7,44% a 5,87 euro) ed Eni (+8,66% a 16,81 euro), insieme a Saipem (+8,52% a 16,38 euro).
RECUPERO - Prosegue dunque il trend positivo dopo che lunedì le Borse internazionali hanno registrato un generale maxi-rimbalzo all'indomani del piano varato dai leader dell’Eurogruppo per fronteggiare la crisi di fiducia e di liquidità dei mercati finanziari. La Borsa di New York, lunedì, ha concluso la giornata di contrattazioni con un clamoroso rally, e un record in termini di punti per il listino del Dow Jones. Alla fine della seduta a Wall Street il Dow Jones ha guadagnato 950,84 punti (+11,25%), mentre il Nasdaq è avanzato di 194,74 punti (+11,81%). In clamoroso rialzo anche lo S&P 500, che è salito di 106,42 punti (+11,83%). Il tasso Euribor a tre mesi è stato fissato a 5,235%, in calo dal 5,318 registrato nella vigilia. Il saggio di riferimento per la politica creditizia e dei mutui degli istituti di credito è scivolato così ai minimi dal 30 settembre scorso.
FLESSIBILITÀ PATTO UE - Hanno dunque sortito effetti positivi, almeno fino a questo momento, i piani del G7 e dell'Unione europea per fronteggiare la crisi. La cui eccezionalità, afferma la Commissione Ue, giustifica il ricorso a una maggiore flessibilità del Patto Ue di stabilità e di crescita: «L'esistenza di circostanze eccezionali - sottolinea l'esecutivo europeo - permette che un deficit temporaneamente al di sopra, ma vicino al 3% del Pil, non sia considerato come eccessivo».
PAULSON-BERNANKE - Negli Stati Uniti, il presidente Bush segue l'esempio europeo e annuncia lo stanziamento di 250 miliardi di dollari per aiutare il sistema bancario americano. «Questi nuovi capitali aiuteranno le banche in difficoltà in questo momento di crisi - ha detto Bush - questa è una misura a breve termine per assicurare il funzionamento del sistema bancario americano». I 250 miliardi di dollari sono parte del pacchetto di 700 approvato dal Congresso per affrontare la crisi finanziaria. Il segretario del Tesoro, Henry Paulson, ha spiegato che questa misura servirà a rafforzare il capitale delle banche. «Nove istituti - ha affermato - hanno accettato di partecipare al piano che prevede l'ingresso dello Stato nel loro capitale». Le nove grandi banche che hanno accettato l'ingresso dello Stato nel loro capitale assorbiranno 125 miliardi di dollari, la metà di quanto messo a disposizione dal governo per investire l'intero sistema finanziario. Si tratta di Goldman Sachs, Morgan Stanley, JP Morgan Chase, Bank of America, Citigroup, Wells Fargo, Bank of New York Mellon, State Street e Merrill Lynch, che sarà presto assorbita da Bank of America. Il capo della Fed, Ben Bernanke, ha aggiunto che gli Usa «non si tireranno indietro» finché il sistema finanziario non sarà tornato in piedi e in America non sarà tornata la prosperità.
14 ottobre 2008
fonte: http://www.corriere.it/economia/08_o...4f02aabc.shtml




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