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Rif: Questo è il potere
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Originariamente Scritto da
- ON -
il fallimento di questo capitalismo parte probabilmente proprio dal fatto che la moneta non abbia più una sua controparte reale
Trovo quindi, a tal proposito, abbastanza inutile azzuffarsi in merito al fatto se la moneta senza controparte reale la debba emettere il privato oppure lo stato e anche in merito al fatto se oggi sia il privato o lo stato a stampare.
Poi certo, in un mondo ideale, posso anche concepire una banca privata che stampa senza controvalore a rischio e pericolo del privato che possiede la banca e dei clienti della banca medesima e non a rischio del mondo intero come accade oggi per le banche centrali e per una banca centrale in particolare.
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Rif: Questo è il potere
Citazione:
Originariamente Scritto da
donerdarko
Oggi, mi chiedo, quali sono le nostre armi? Davvero non si può FARE nulla?
Non credo siano possibili catartiche palingenesi, ma è chiaro che la crisi economica può costituire una buona base su cui far leva.
Una possibile via maestra per recuperare il controllo sulle nostre vite, almeno sugli aspetti più immediati ma non secondari, potrebbe essere il potenziamento della via democratica e partecipativa, in modo sistematico.
E' una strada rischiosa e potenzialmente inutile, ma è l'unica che, proprio nella sua essenza, restituisca almeno una piccola quota di potere alla comunità.
Certo, la partecipazione dev'essere mediata e non è onnipotente, soprattutto a scala più che medio-piccola, ma dal saggio emerge chiaramente come, nonostante l'enorme potere delle concentrazioni di capitali riesca a scavalcare il "piccolo affaruccio" delle elezioni, lo Stato sia tutt'ora un elemento imprescindibile.
Ora, lo Stato è sì fortemente soggetto a queste lobby, ma non per sua natura, e potrebbe essere contrastata questa perversa influeza.
In modo ovviamente difficoltoso e, a mio parere, del tutto incerto nel suo esito, ma la mobilitazione è possibile solo partendo dal g-local, per citare un concetto espresso dalla Nuova Destra.
Accogliendo l'opinione di Alain De Benoist, la strada è la democratizzazione intensa e la partecipazione costante e sistematica.