
Originariamente Scritto da
Muntzer
OMNIA SUNT COMMUNIA
Ogni giorno in Italia 3 morti sul lavoro e 27 invalidi permanenti
Nella Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro si torna a dire basta all'insicurezza

I dati Inail sulle morti e sugli infortuni sul lavoro sembrano un bollettino di guerra, eppure è la realtà drammatica
del mondo del lavoro nel nostro Paese, una realtà di insicurezza permanente, del posto di lavoro e sul posto di lavoro.
In Italia ogni giorno 3 persone muoiono sul lavoro; ogni giorno 27 lavoratori rimangono invalidi permanenti; il lavoro, diritto e necessità per tutti, è una delle principali cause di morte, fa quasi il doppio di vittime rispetto agli omicidi. Nella Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro l'Anmil, l'Associazione nazionale dei mutilati e invalidi del lavoro, denuncia la gravità del fenomeno che, nonostante sdegno ed appelli vari, non accenna a diminuire, basti pensare che solo nello scorso anno ci sono state ben 1200 vittime del lavoro e 800 mila invalidi.
I lavoratori purtroppo questi dati li conoscono bene, li conosce la gente che vede ogni giorno i telegiornali fare la conta delle vittime, li conoscono le famiglie di chi esce di casa per andare a lavoro e non ritorna, li conoscono gli invalidi, spesso abbandonati dalle istituzioni. Forse invece su questi dati dovrebbe riflettere di più la politica, questo governo che poco sta facendo sul fronte della sicurezza, chi parla ancora di morti bianche, quasi si trattasse di pure e tristi fatalità di cui nessuno è responsabile, dovrebbero riflettere i datori di lavoro, gli industriali che ritengono le norme e i controlli previsti dal Testo unico sulla sicurezza troppo severi.
«I preoccupanti dati diffusi dall'Anmil e le stesse tragiche cronache di questi giorni confermano quanto cruciale sia la questione della prevenzione sul lavoro» ha commentato il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ricordando quanto sia doveroso tenere viva l'attenzione sul fenomeno, non demordere nell'allarme sulla sua gravità sociale, applicare e migliorare le norme legislative.
Nella Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro è intervenuto poi il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ha affermato: «La scelta vera che noi vogliamo fare è quella di alzare molto il livello della capacità della persona di tutelare la propria salute nel luogo di lavoro». Quasi a dire che le morti sul lavoro siano da attribuirsi a lavoratori “distratti”, senza contare poi che davanti a impieghi precari, lavoro in nero, situazioni di ricattabilità estrema, per il lavoratore tutelare la propria salute ed i propri diritti diventa davvero difficile.
(13.10.08)
www.larinascita.org
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