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  1. #1
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    Predefinito Cronache e curiosità da AlpeAdria

    ASSINGER E LO SPIRITO DELLA CARINZIA

    L’ex campione di sci austriaco Armin Assinger è diventato ambasciatore della Carinzia per UEFA EURO 2008™.

    “Una regione splendida”
    Klagenfurt è forse la meno conosciuta tra le città che ospiteranno le gare di UEFA EURO 2008™ e proprio per questo Assinger si è detto entusiasta di promuovere l’immagine della Carinzia e la sua capitale. “Abbiamo cominciato i preparativi con il piede giusto e saremo degli ospiti perfetti – ha dichiarato l’ex sciatore -. Vogliamo far capire al mondo che la Carinzia non è solo Klagenfurt, bensì una regione splendida, nonché sede ideale per una vacanza. Puntiamo molto sulla rassegna continentale per promuovere la nostra terra”.

    Lo spirito carinziano
    Assinger è consapevole della grande importanza del torneo in programma il prossimo anno e ha spiegato: “Il mio compito sarà quello di far comprendere alla gente quale grande opportunità UEFA EURO 2008™ rappresenti per il nostro territorio. Non ospiteremo più per almeno un secolo un’altra manifestazione del genere. La nostra candidatura per i Giochi Olimpici invernali del 2006 non è andata a buon fine, ma UEFA EURO 2008™ ci darà la possibilità di rifarci e non possiamo permetterci di non cogliere questa occasione”.

    Creare l’atmosfera
    Assinger conosce gli effetti positivi che lo sport può avere su una nazione e non lo nasconde: “So bene che cosa significhi essere un atleta, come chiunque abbia partecipato a competizioni professionistiche. Il segreto sta nel riuscire a creare la giusta atmosfera per un evento sportivo e sono sicuro che la Carinzia riuscirà nel suo intento”.

    Il gioiello Wörthersee
    Uno degli strumenti per far crescere l’entusiasmo sarà il dialogo diretto con la gente, un’opportunità che Assinger non intende assolutamente farsi sfuggire. “Andremo nelle scuole e promuoveremo l’evento - ha svelato l’ex sciatore -. Organizzeremo degli appuntamenti per i cittadini e spiegheremo loro che cosa li attende. Vogliamo far capire alla popolazione l’importanza di questa manifestazione invitando tutti a visitare il nuovo stadio Wörthersee. Si tratta di un autentico capolavoro architettonico e potrebbe diventare il nuovo simbolo di Klagenfurt”.

  2. #2
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    Predefinito Un cinema di frontiera – Personale del regista Franco Giraldi

    A Venezia dal 19 al 29 marzo 2007

    Nasce dalla collaborazione fra il Circuito Cinema Comunale, il Gruppo Triveneto del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici e il Trieste Film Festival, che gli ha reso omaggio nel corso della sua ultima edizione, la personale del regista triestino Franco Giraldi in programma a Venezia dal 19 al 29 marzo, comprendente un’ampia selezione di lavori cinematografici e televisivi realizzati in quarant’anni di carriera. Uomo di frontiera, Giraldi, e non solo perché nato a Comeno (oggi Komen, in Slovenia) da madre carsolina di cultura slovena e da padre istriano di cultura italiana, ma anche e soprattutto in ragione delle scelte culturali sottese al suo lavoro cinematografico, perché – come osserva il critico Giuseppe Ghigi presentando la rassegna su Circuito Cinema – “Giraldi ha attraversato i confini di molti dei generi e passaggi cruciali del cinema italiano, mantenendo comunque una sua nota personale e aggiungendovi una raffinata cultura sia letteraria che musicale”.

    La rassegna prenderà il via lunedì 19 marzo con due appuntamenti alla Videoteca Pasinetti; alle 18 il televisivo Una brutta storia, episodio della serie Il lungo viaggio, ispirata ai racconti di Dostoevskij; alle 21 La bambolona, con Ugo Tognazzi, dal romanzo di Alba de Céspedes, titolo tra i più famosi della commedia italiana anni Sessanta. Sempre alla Pasinetti, la rassegna proseguirà poi con il documentario televisivo La città di Zeno. A Trieste con Italo Svevo (mercoledì 21 marzo ore 18) e con Un anno di scuola dal racconto omonimo di Gianni Stuparich (mercoledì 21 marzo ore 21); con il western all’italiana 7 pistole per i MacGregor (venerdì 23 marzo ore 18) e con il documentario Trieste 1948, sulla città giuliana negli anni dell’amministrazione americana (venerdì 23 marzo ore 21); con Ivanov, dal dramma omonimo di Anton Čechov (lunedì 26 marzo ore 21) e con il televisivo Istria – C’erano soltanto pietre, fogli di viaggio fra le popolazioni della ex Jugoslavia dopo il disgregarsi della federazione. Giovedì 29 marzo, infine, la rassegna si sposterà nella sala grande del Giorgione (biglietto unico 5 euro), per ospitare tre film di Giraldi: alle 17 La rosa rossa, dal romanzo omonimo di Pier Antonio Quarantotti Gambini; alle 19 La giacca verde e infine alle 21 La frontiera, ultimo lavoro del regista, presente in sala per un incontro con il pubblico al quale prenderanno parte il critico Luciano De Giusti, la direttrice del Trieste Film Festival Annamaria Percavassi, il fiduciario triveneto del Sindacato Critici Giuseppe Ghigi e il direttore del Circuito Cinema Comunale Roberto Ellero.

    Hanno collaborato alla realizzazione della rassegna la Sede Regionale Rai del Friuli Venezia Giulia, Rai Teche, la Cineteca Regionale del Friuli Venezia Giulia, l’Associazione Cultura e Territorio di Trieste.

  3. #3
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    Letta ieri sulle 24 ore: L' Euroregione "fortemente voluta da Illy" sarà formata solo all' inizio da FVG, Veneto, Carinzia, SLO e Istriafiume. L' obbiettivo è ampliarla in seguito a larga parte dell' Ungheria ed alla Wojwodina serba. Il giornale si mostra scettico sulla possibilità di inserire contee croata, extracomunitarie, senza un permesso speciale, secondo loro difficilissimo da ottenere.
    Forse sento "crescere l'erba", ma, tra Euroregione Adriatica e questa poltiglia informe, mi sembra che il gioco è quello di screditare l' intero progetto, facendolo apparire fantasioso ed irrealizzabile.
    Anche Mussolini voleva riconquistare l' Impero Romano, ma con ciò non si fece molti amici. Se avesse voluto solo Nizza, Corsica, Savoia, magari gliele avrebbero date ;-)

  4. #4
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    Bisogna vedere se Letta saperva di cosa stava parlando.
    Comunque siamo liberi, come FVG, di dire di no ai minestroni.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Imperator Visualizza Messaggio
    1.Bisogna vedere se Letta saperva di cosa stava parlando.

    2.Comunque siamo liberi, come FVG, di dire di no ai minestroni.
    1. Malinteso linguistico. Volevo dire. "Gestern in der 24-ore gelesen, dass..."
    2. In principio sì, ma vedo troppi tentativi subdoli di far fallire l' Euroregione creando stupidi omonimi (quella schifezza con dentro l' Albania ) o quel mostro di cui parlavo, con cose ovviamente impossibili e inutili, tippo metterci dentro parti di Serbia. Basta piazza Graibaldi a Trieste.

  6. #6
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    Predefinito Confine Slovenia-Croazia: l'UE preme per una soluzione

    19.03.2007 http://www.osservatoriobalcani.org
    scrive Franco Juri

    La saga del contenzioso territoriale sloveno-croato approda a Bruxelles e a Strasburgo e la patata bollente del confine tra i due paesi ex jugoslavi finisce alla commissione esteri del parlamento europeo. A Lubiana fastidio e molto imbarazzo
    E' la prima volta che un'ipotesi di arbitrato tra Slovenia e Croazia viene presa in considerazione anche in ambito europeo. Fin'ora Bruxellles si era astenuta dall'intervenire o opinare sulle polemiche tra Zagabria e Lubiana.

    La tiratina d'orecchi, particolarmente dolente per la diplomazia del ministro degli Esteri sloveno Dimitrij Rupel, è arrivata qualche settimana fa dall'europarlamentare austriaco Hannes Swoboda, relatore per i rapporti dell'UE con l'associata Croazia, che aveva auspicato l'opzione dell'arbitrato internazionale per il confine conteso se i due paesi ex jugoslavi non fossero in grado di accordarsi su un negoziato bilaterale.

    Gli aveva fatto eco lo stesso presidente del parlamento Poettering che però subito dopo, incalzato da Rupel, aveva chiarito: "l'arbitrato è solo una delle soluzioni possibili. Un accordo bilaterale resta comunque preferibile e più razionale“.

    L' arbitrato sui contenziosi di confine ormai, incancreniti da posizioni sempre più massimaliste, viene proposto da Zagabria mentre Lubiana cerca di evitare in ogni modo il ricorso ad istituzioni internazionali qualificate per la soluzione di contenziosi territoriali o di frontiera. La tesi, ripetutamente dichiarata del ministro degli Esteri sloveno, è che l'appartenenza a pieno titolo della Slovenia all'UE offre a questa un vantaggio che va sfruttato nel contenzioso bilaterale con la Croazia, la quale, essendo un paese candidato ansioso di entrare nell'UE, sarebbe di fatto vulnerabile.

    Questo atteggiamento, che ricorda da vicino ma in termini ancor più goffi, il condizionamento della Slovenia da parte dell'Italia negli anni '90 per la questione dei beni abbandonati in Istria, atteggiamento ostentato a più riprese con voce grossa da Rupel, ha cominciato ad infastidire anche il resto dell'UE.

    La preoccupazione è accentuata anche dal fatto che la Slovenia, nel primo semestre del 2008, presiederà l'Unione dei 27. Ecco perché i segnali europei ad entrambi i paesi affinché avviino almeno un negoziato o un arbitrato si moltiplicano in questi giorni. E la proposta croata di portare il contenzioso nelle sedi internazionali preposte (Corte dell'Aia o quello marittimo di Amburgo) sta facendo breccia anche nelle principali istituzioni europee.

    Arbitrato? Se proprio ci dev'essere - rispondono all'unisono i partiti sloveni - si faccia per tutto il confine e non solo per quello di mare ancora non definito. La frontiera di terra in verità già esiste essendo sancita dal principio Badintern secondo cui quella che fu la linea di demarcazione tra repubbliche jugoslave è diventata linea di confine tra stati sovrani.

    Ci sono comunque alcune zone grigie, su cui il consenso degli stati è solo provvisorio e condizionato da una soluzione condivisa per tutto il confine. Le zone d'ombra hanno creato diversi momenti di tensione, soprattutto in Istria e nel Prekmurje/Međimurje, dove - a Hotiza sul fiume Mura - si sfiorò qualche mese fa lo scontro armato.

    Ma dopo 15 anni di incidenti e dopo il tentativo di compromesso siglato da Janez Drnovšek e Ivica Račan nel 2001 - inficiato però dalla Croazia che lo rifiutò per le pressioni politiche del parlamento - la soluzione bilaterale sembra essersi allontanata ulteriormente. E mentre Rupel fa leva sui vantaggi UE senza chiedere il parere degli altri partner europei, alcuni deputati sloveni massimalizzano le posizioni negoziali slovene riabilitando persino l'idea di un confine da spostare altrove, molto più a sud, un confine che in Istria segua aquello dell' ex Zona B, sul fiume Quieto (Mirna).

    Per immaginare a quali conseguenze porterebbe una rivendicazione di questo genere, nel caso venisse avvallata dal parlamento, basti dire che una modifica del confine di tale portata significherebbe l'annessione slovena di una buona fetta dell'Istria nord occidentale e delle cittadine e dei comuni (sin dal 1954 ,anno in cui si estinse il Territorio Libero di Trieste, sotto giurisdizione croata) di Buie, Umago, Cittanova, Portole, Momiano e Grisignana.

    Montano intanto rabbia e frustrazione. Rupel vola a Strasburgo per contrastare l'opera di convincimento pro-arbitrato della sua omologa Kolinda Grabar Kitarović e al relatore Hannes Swoboda spiega irritato che la Slovenia "per il suo status di paese membro non può essere trattata alla stregua della Croazia che è una semplice candidata“.

    Ma la rabbia di Rupel si scaglia poi anche sui giornalisti. Dopo aver accusato spesso di defezione le penne critiche e non nazionaliste che auspicano una soluzione rispettosa del diritto internazionale sulla stampa del proprio paese, il ministero degli Esteri pubblica sul proprio portale una decina di punti con cui accusa veementemente il governo e la stampa croati di inasprire "con menzogne" i rapporti tra i due paesi ed elenca "una serie di passi unilaterali intrapresi da Zagabria a danno della sovranità territoriale slovena".

    Tra i passi unilaterali elencati ci sono persino i vasi di fiori con cui la polizia croata di confine ha sbarrato il sentiero che Joško Joras - lo sloveno ribelle, giunto in Istria negli anni '80 da Maribor, che si rifiuta di riconoscere la sovranità croata sulla propria particella a sud del fiume Dragogna - aveva tracciato per evitare il controllo al valico di frontiera.

    E mentre la polemica sul confine continua incandescente un nuovo fronte tra Croazia e Slovenia si apre sulla questione del mercato immobiliare. Il premier sloveno Janez Janša accusa Zagabria di impedire il libero accesso dei cittadini sloveni ai beni immobili croati. "Un problema“ sottolinea Janša "ben più grave del contenzioso di confine“.

    Secondo il premier l'acquisto di un immobile in Slovenia da parte dei cittadini croati sarebbe possibile in base alla vigente legislazione, mentre sarebbero 3 mila gli sloveni in vana attesa dello stesso diritto in Croazia. Ma Zagabria replica per voce dell'ambasciatore a Lubiana Mario Nobilo che elenca quattro casi in cui le autorità slovene non hanno concesso a cittadini croati il diritto di acquisto di un immobile. Le elezioni presidenziali sono alle porte e anche quelle politiche in Slovenia si avvicinano annunciando una forte carica anticroata di taglio bipartisan. E altrettanto, come in uno specchio antisloveno, sta accadendo in Croazia.

  7. #7
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    Predefinito Probabile Secondo Reattore A Krsko

    ECOFLASH: 20/03/2007
    Il direttore dell'Agenzia Slovena per il nucleare, Andrej Stritar, afferma che è probabile la costruzione di un secondo reattore nucleare nell'impianto sloveno di Krsko. La notizia è riportata dal sito ufficiale del governo sloveno.

    In un'intervista all'agenzia di stampa slovena STA, Stritar ha affermato che i proprietari dell'impianto di Krsko (il NEK), vale a dire lo stato sloveno e lo stato croato, decideranno di prolungare la vita dell'attuale reattore. Gli indicatori economici dicono che la decisione di continuare l'attività oltre il 2023 sarebbe logica.

    Inoltre, Stritar afferma che sono giustificabili anche i piani per la costruzione di un altro reattore, che sarà probabilmente costruito al NEK. Le scorie nucleari, ha detto Stritar, probabilmente saranno depositate vicino all'impianto, anche se non è ancora stata fissata l'esatta località.

    ARC/Netzapping/GB

  8. #8
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    Predefinito

    Voglio proprio vedere se protesteremo o andremo ad acquistare energia.... magari tutt'e due

  9. #9
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    Predefinito Da: La voce del popolo

    Decentramento, ribadito il “no” allo Statuto speciale

    (Litorale sloveno): Sorrisi, promesse e strette di mano in un calendario ricco d’impegni. A due anni di distanza, il governo sloveno è sbarcato in regione. Dopo il prologo di martedì pomeriggio, con l'incontro del premier Janez Janša con la Comunità Nazionale Italiana, il Consiglio dei ministri al gran completo si è riunito per una consultazione di lavoro al “Grand Hotel Metropol” di Portorose. Subito dopo si è concesso alla stampa per una foto di gruppo, prima che i capi dicastero si dedicassero separatamente agli incontri con gli operatori dei vari settori. Il fitto calendario ha concesso soltanto brevi colloqui, più che altro degli accenni ai problemi della zona costiera. Nel contesto rientrava senz'altro l'informazione sulla futura regionalizzazione.
    Il ministro per le autonomie locali, Ivan Žagar ha illustrato ai giornalisti le bozze di legge che regoleranno, a partire dal 2009, le future province. Confermate le 14 unità territoriali, con i comuni di Capodistria, Isola e Pirano accorpati a Sesana, Erpelle - Cosina e Comeno. Ribadito il »no« del governo allo Statuto speciale, richiesto per le peculiarità dell'area multiculturale, insediamento storico della Comunità Nazionale Italiana e le grandi prospettive di sviluppo. Esisterebbero limitazioni nella Costituzione, ma la legge offrirà strumenti sufficienti per garantire sostegno a tutte le componenti della futura provincia, compresa la minoranza. Da noi interpellato sui seggi garantiti ai connazionali nel Consiglio provinciale, Žagar ha fatto presente che per ora si è pensato soltanto di assicurare almeno un consigliere, senza scendere nei dettagli. Il numero definitivo sarà stabilito nel corso del dibattito parlamentare, che si aprirà tra breve.
    Altro appuntamento molto atteso, ieri a Portorose, la firma della lettera d'intenti per la costituzione dell'Università del Mediterraneo. La Slovenia intende proporsi come una delle sedi dell'ateneo e se ottenesse l'incarico, Pirano sarebbe destinata ad accogliere gli studenti da tutta la vasta regione. Come spiegato dal ministro dell'Università, Jure Zupan, non si tratterebbe di una concorrenza per gli istituti universitari sloveni, ma bensì un'integrazione dei programmi di studio. Si aprirebbero importanti collaborazioni con docenti e ricercatori di tutto il mondo. Il sindaco di Pirano, Tomaž Gantar e Marko Pavliha, deputato piranese e vicepresidente del Parlamento, non hanno nascosto la loro soddisfazione per l'intesa sottoscritta con il governo.
    Isola ha ospitato, invece, i colloqui sul completamento dei collegamenti stradali. Il ministro dei trasporti, Janez Božič, ha assicurato che sarà fatto il possibile per accelerare i tempi ed avviare la costruzione della strada a scorrimento veloce Capodistria - Isola già entro l’estate. Ha evitato di fare una stima delle spese, che saranno, però, certamente ingenti. Uno dei nodi principali resta il tunnel di Colle San Marco. L'appalto non è stato ancora affidato per i continui ricorsi delle ditte interessate. Non sono stati risolti ancora tutti i problemi nemmeno sul versante isolano, dove un’iniziativa civica contesta il tracciato scelto. Bozič ed il ministro per l'ambiente, Janez Podobnik hanno ribadito che i cittadini hanno tutto il diritto di esprimere le proprie opinioni e che il governo, nel limite del possibile, deve tenerle in considerazione. Ciò, però, non deve mettere in pericolo la realizzazione della superstrada.

    Gianni Katonar

  10. #10
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    Predefinito Nova Gorica come Las Vegas

    Nova Gorica, 5 giugno 2007. La Hit e la Harrah’s Entertainment, Inc. (NYSE:HET) hanno stipulato un accordo che dovrebbe condurre alla costruzione del più grande resort turistico europeo a Nova Gorica in Slovenia. Il progetto congiunto della Hit, la più grande azienda slovena nel campo del turismo, e la Harrah's Entertainment, la più grande società di gioco d'azzardo e d'intrattenimento del mondo, si basa sulla disponibilità del Governo della Repubblica di Slovenia di approvare degli emendamenti alle norme in materia per rendere possibile la realizzazione del progetto. Secondo i piani preliminari il centro dovrebbe comprendere vari alberghi di classe con 1500 camere, un centro congressi ed eventi, ampi spazi e piscine dedicati al benessere, ristoranti di alto rango, un casinò e delle strutture delle più alta qualità, destinate all'intrattenimento, alle attività sportive ed allo shopping. Il valore stimato del progetto ammonta a 750 milioni di euro.

    http://www.hoteli-kompas.si/pr_i.php?id_pr=171

 

 
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