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  1. #1
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    Predefinito Dopo Alitaglia, dopo le banche, adesso le nostre tasse in tasca alla Fiat

    E TREMONTI: rischi per impatto sulL'ECONOMIA REALE

    Berlusconi: pronti ad aiuti di Stato

    «Non c'è da scandalizzarsi: sosterremo le industrie automobilistiche in crisi»


    Il premier Berlusconi al vertice Ue a Bruxelles (Ansa)BRUXELLES (BELGIO) - Adesso in Europa «gli aiuti di Stato che fino a ieri erano peccato sono un imperativo categorico». Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo a Bruxelles, commentando la strategia dei Paesi membri contro la crisi finanziaria. Da parte sua il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha aggiunto come ora gli aiuti «siano invocati», sottolineando inoltre che il Trattato di Roma dà ampio spazio alle politiche industriali, ma non è stato utilizzato a causa di una «svolta culturale» in favore del mercatismo. Con la crisi dei mutui, ha aggiunto Tremonti, «il mondo è cambiato» anzi «tutto è cambiato nel giro di poche ore».
    AIUTI ALLE AUTO - Per Berlusconi non c'è alcuna ragione poi per disprezzare gli aiuti di stato al settore auto. «Se gli Usa hanno investito così massicciamente nel settore dell'auto non c'è da scandalizzarsi anche da parte nostra, ove sia necessario, che gli Stati possano pensare di dare in qualche modo supporto alla loro industria automobilistica».
    TREMONTI - «La crisi finanziaria è stata contenuta da misure Usa e Ue» ha spiegato il titolare dell'Economia. Per Tremonti, l’andamento negativo delle Borse «riflette le preoccupazioni per l’economia reale» e non quella per le istituzioni finanziarie. A margine del Consiglio Ue, il ministro ha quindi aggiunto: «Quel tipo di crisi devastante si può ragionevolmente dire sia stata contenuta. Resta sull’impatto sull’economia reale e sulla produzione industriale. E’ in atto in tutto il mondo ed è atteso in molti effetti. Noi crediamo che la crisi finanziaria sia stata gestita e contenuta in modo efficace in Europa».
    «Introdurremo a dicembre la social card ed abbiamo già previsto che essa sia retroattiva per i due mesi precedenti e cioè ottobre e novembre. Poi sarà a regime. Abbiamo già iniziato a discutere anche per la tariffa sociale dell'Enel, una cosa già prevista dalla legge» ha detto ancora Tremonti spiegando uno dei provvedimenti varati dal governo che entreranno in vigore a dicembre. Il titolare di Via XX Settembre ci tiene a sottolineare che «la legislatura dura cinque anni e noi siamo al governo da cinque mesi avendo già fatto una serie di provvedimenti importanti come l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, la modifica delle politiche bancarie, una finanziaria di stabilità ed inoltre abbiamo anche tolto il ticket».



    Corriere della Sera 16 ottobre 2008

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  2. #2
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    La peggiore politica economica possibile.
    Dico due cose:
    1) La Repubblica Italiana è stata in mano agli Agnelli per decenni. Risultato: rete autostradale sovradimensionata, territorio devastato, infrastrutture ferroviarie da 3° mondo, città senza metropolitane e senza reti di trasporti pubblici, inquinamento fortissimo.
    Tutto in funzione di Agnelli e della Fiat.
    2) Le industrie automobilistiche europee e americane sono dei cadaveri ambulanti. Producono automobili peggiori e più costose di quelle giapponesi e quindi è giusto che falliscano. Nei manuali di economia politica il caso Toyota viene assunto come il caso paradigmatico di impresa ben gestita. GM, al contrario, è il caso paradigmatico di impresa male gestita.

  3. #3
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    Beh, l'hanno o non l'hanno inventato loro il motto divenuto poi con gli anni il motto di tutti gli imprenditori all'amatriciana e furbetti del quartierone assortiti, socializzare le perdite e privatizzare gli utili? Gli Agnelli han succhiato sangue ai loro sudditi per campare cent'anni, continueranno a farlo: del resto, son sempre soldi che andranno a finire nella città più pugliese d'itaglia...

  4. #4
    Lumbard
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    .... entro fine anno ci sarà il federalismo

  5. #5
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    Thumbs down Il socialismo berlusconiano-tremontiano e leghista avanza!Sì agli aiuti di Stato!

    ECONOMIA
    Al termine della riunione del Consiglio europeo il ministro e il premier
    annunciano: le piccole e medie imprese italiane avranno fra 6 e 8 miliardi
    Tremonti: "Aiuti di Stato da peccato a necessità"
    "La crisi finanziaria è stata affrontata, ma ora ci sono gli effetti sull'economia reale"
    La legge sull'Opa rivista secondo le linee europee. A dicembre arriva la "social card"


    ROMA - Dai sei agli otto miliardi: è questo l'ammontare dei finanziamenti che dovrebbero arrivare alle banche italiane dalla Bei, la Banca europea per gli investimenti, per essere destinati al sostegno delle piccole e medie imprese. Lo hanno annunciato il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti nella conferenza stampa seguita alla riunione del Consiglio europeo che si è svolto a Bruxelles.

    "Da noi - ha detto Tremonti - si chiede in tante sedi di finanziare la piccola e media impresa. La nostra risposta è che un'enorme linea di credito della Bei è destinata, a partire da settembre, proprio alla piccole a media impresa. Dunque quella domanda giusta ha per noi già una risposta che riteniamo giusta. Sono quasi 40 mld di euro, come minimo 30 mld di finanziamento addizionale alle piccole e medie imprese". "Pensiamo - ha aggiunto Berlusconi per quantificare i soldi della Bei destinati all'Italia - che possano arrivare alle banche italiane dal 15% al 20% su un totale di 40 mld".

    "Non esistono più vie nazionali per le misure di sviluppo, ma solo vie europee"., ha osservato Tremonti, aggiungendo che il governo punterà molto alle politiche degli investimenti e delle infrastrutture. Berlusconi, da parte sua, ha sottolineato che il Consiglio europeo ha ribadito l'invito alla Bei per sostenere "la realizzazione delle infrastrutture, la copertura e le garanzie anche per la gestione dei crediti forniti dalle banche per i progetti di singole imprese".

    "La crisi è in atto - ha proseguito Tremonti - e non ha solo una fase e una forma, ha molte cause, molte fasi, molte forme. Noi pensiamo che la crisi sul settore finanziario, specificatamente bancario, sia stata contenuta con i provvedimenti americani ed europei dei giorni scorsi. Quel tipo di crisi, la più devastante e che avrebbe colpito i meccanismi nevralgici del sistema, possiamo ragionevolmente dire che è stata contenuta e superata. Il resto della crisi - che è la crisi sull'economia reale, sui meccanismi della produzione materiale, reale, industriale - è in atto in tutto il mondo ed è ancora attesa per molti effetti. La crisi è stata globale e generale, c'è in tutti i comparti. Per quanto riguarda l'Italia riteniamo che il sistema bancario e finanziario sia nel suo insieme patrimonializzato e liquido, pur in questa crisi. Abbiamo fatto la Finanziaria triennale proprio perché pensavamo che fosse opportuno mettere in sicurezza i conti pubblici e i risparmi delle famiglie. Credo che a questo punto sia fondamentale guardare agli elementi dell'economia reale. Detto francamente - ha concluso Tremonti - non esistono vie nazionali, esistono solo vie europee. Siamo un continente, abbiamo un mercato, una moneta, una comune politica di bilancio, articolata per paese. Se c'è da sostenere l'economia reale il meccanismo fondamentale, principale, è un meccanismo europeo o in ogni caso un meccanismo concordato insieme in Europa".

    Il ministro aveva ribadito che con la crisi dei mutui "il mondo è cambiato". Anzi, ha aggiunto, rispetto "a qualche ora fa è cambiato tutto". Per questo motivo, ciò che prima sembrava una eresia, come gli aiuti di Stato alle imprese in difficoltà, ora non lo è più. "Ieri erano un peccato mortale - gli ha fatto eco Berlusconi - oggi gli aiuti di Stato sono un imperativo categorico subito invocato".
    Tremonti ha anche ricordato che nel trattato di Roma "c'è un ampio spazio per politiche industriali. Poi certe interpretazioni hanno portato al sopravvento del mercato".

    Tremonti ha inoltre annunciato che il governo italiano "modificherà la propria legge sull'Opa seguendo lo schema europeo". Al vertice, ha detto, non si è parlato di Opa ma a Roma il cambiamento della legge "è oggetto di discussione".

    Infine, il ministro ha assicurato che a dicembre sarà in mano alle famiglie meno abbienti la "social card" che consentirà loro di fare acquisti nei supermercati e usufruire di sconti sui prodotti di prima necessità e di accedere alle tariffe agevolate sulle bollette energetiche. "La social card arriverà a dicembre e sarà retroattiva di due mesi. Stiamo concludendo gli accordi con le categorie per gli sconti e per ottenere le tariffe Enel agevolate".
    (c. cl.)
    (16 ottobre 2008)
    http://www.repubblica.it/2008/10/sez...uti-stato.html


    E' vergognoso pensare che i contribuenti (perchè alla fine sono i contribuenti lo sapete vero?) debbano aiutare le imprese in difficoltà.
    Gli unici aiuti possibili sono tagli alle tasse e per tutti ovviamente, non solo per una parte.
    Siamo ormai all'opposto del liberismo: siamo al nazional-socialismo.

    E' totalmente inaccettabile.

  6. #6
    Ridendo castigo mores
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    Se non vi piace il ballo pigliatevela con chi lo ha messo su e poi ha dato origine alle danze..

    A meno che non pensiate seriamente che una volta messi per strada milioni di salariati si mettano a gridare ..." Piu liberismo e piu' mercato " ..
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


    (graucho..:-))

  7. #7
    any man
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    Torna l'unione sovietica.

  8. #8
    Lumbard
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    Citazione Originariamente Scritto da larth Visualizza Messaggio
    Se non vi piace il ballo pigliatevela con chi lo ha messo su e poi ha dato origine alle danze..

    A meno che non pensiate seriamente che una volta messi per strada milioni di salariati si mettano a gridare ..." Piu liberismo e piu' mercato " ..

    ... li metteranno lo stesso in strada (dopo aver rubato i nostri soldi)

  9. #9
    a mia insaputa
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    Insert GOLD Coin to Keep Playing...


    Il ri(mb)alzo sembra già essere finito. Due soli giorni per tornare al punto di partenza. E' semplicemente terrificante. Quasi meraviglioso. E non ci sorprende affatto.

    Il mega super salvataggio europeo, infatti, per quanto il più poderoso e coordinato degli interventi finora effettuati, è stato solo l'ennesimo che mirava a curare il paziente con la stessa droga che l'aveva mandato in overdose.

    Il paziente ha alzato la testa, ha sorriso, noi gli abbiamo sorriso pensando che potesse starci accanto ancora qualche settimana, e invece è ricollassato subito al tappeto. Adesso sta peggio di prima. Potrebbe persino essere morto. Lo scopriremo molto presto.

    In tutto questo c'è un messaggio chiaro e forte. Le forze del mercato che cercano riaggiustamento non perdonano. Decenni di squilibri finanziari causati dalle banche centrali gridano vendetta. Non fanno sconti. A nessuno. Inutile inserire gettoni taroccati. O cercare di far funzionare la macchinetta tirandogli dei colpi nelle altre sue parti vitali, cioè manipolando i tassi di interesse, le valute, o i prezzi delle materie prime, o dell'oro. Così si rischia così solo il tilt. Serve dell'altro.

    Valanghe di carta elettronica immesse nel sistema oramai non hanno più nessun effetto. Il quadrilone di derivati in essere è un enorme buco nero che succhia tutto alla velocità della luce. L'uno per cento di perdite su quel quadrilione fa un danno da 10 trilioni di dollari. L'equivalente del debito pubblico americano. Quasi l'equivalente del prodotto interno lordo americano.

    A occhio e croce fino ad oggi hanno immesso nel sistema 4-5 trilioni. Troppo pochi e mal distribuiti. Troppo pochi anche nella ottimistica ipotesi che questo inevitabile terremoto abbia prodotto perdite dell'uno per cento di quella massa distruttiva.

    Se le perdite ammontassero invece al 5%, farebbe 50 trilioni, quasi l'equivalente del GDP mondiale. Quello che abbiamo stimato servirà nel giro di un anno per continuare a far girare il sistema senza che si ingrippi. Di questo passo tutti quei soldi potrebbero servire da qua a natale.

    Si ma la causa di tutto questo, continuano a chiedere gli amici ignoranti in materie economiche, quale è? In televisione ci girano intorno, parlano di tante cose, ma alla fine abbiamo l'impressione che non lo dicano. Che non risalgano mai all'origine del tutto. Che fortuna, abbiamo scoperto di avere degli amici che non si lasciano prendere per i fondelli tanto facilmente. Siamo contenti.

    Eh già cari amici, inutile andare a cercare ridicoli capri espiatori. Hedge funds, speculazione, globalizzazione, finanza selvaggia, lasciate perdere queste stupidaggini. Guardatela bene, la televisione. Non ascoltate le parole inutili che vengono versate a fiumi. Guardate le facce. Solo in questo modo troverete subito il colpevole.

    Senza tanti giri di parole, la colpa di questa crisi è delle banche centrali e della loro collusione con lo stato. O viceversa, dello stato e della sua collusione con le banche centrali. Ciascuno di questi due parassiti ha bisogno dell'altro per sopravvivere ed espandersi. Lo hanno fatto, e oramai ci hanno tolto quasi tutto. Tra poco ci resteranno solo le mutande. Poi ci leveranno anche quelle.

    Una storia lunga, quella di questa oscena collusione, che vede cinque tappe importanti.

    E' cominciata nel 1694 con la fondazione della prima banca centrale, quella inglese, banchiere personale dello stato e gestore del suo debito (dove la collusione è già evidente).

    E' passata poi dal 1913 con la fondazione della Federal Reserve, la banca centrale americana.

    Ha avuto una drammatica svolta nel 1933 con la anticostituzionale confisca dell'oro agli americani e la rimozione del gold standard americano.

    E' passata quindi nel 1971 con la rimozione definitiva di quel rimasuglio ridicolo di tallone aureo internazionale che ancora era rimasto in essere.

    Infine è terminata con l'operato di Alan Greenspan, il sommo manipolatore dei prezzi di mercato. L'uomo che ha fornito al sistema più dollari di quanti ne avessero stampati tutti i suoi predecessori messi insieme. L'uomo che ha distorto in maniera irreparabile la struttura dei tassi di interesse legittimando in maniera irresponsabile quella tragica collusione a vantaggio dei due parassiti.

    All'origine della collusione c'è la difesa sistema fraudolento della riserva frazionaria e del moltiplicatore bancario che ne deriva (si legga a tal proposito Moneta, Credito Bancario e Cicli Economici del professore di scuola Austriaca di Economia Huerta de Soto, disponibile per ora solo in inglese o spagnolo): lo stato garantiva e legittimava per legge il sistema fraudolento, e in cambio la banca centrale (o il sistema bancario, laddove non c'era ancora la banca centrale) gli prestava i soldi per espandersi.

    A ogni crisi inevitabile pagava il contribuente. A ogni crollo inevitabile del sistema si reimpostava dall'alto un ordine ancora più fraudolento. Fino a quello attuale che ha origine nel 1971, il più assurdo di tutti. In grado di fare il danno maggiore.

    E' inevitabile pensare che lassù si stiano mettendo d'accordo per riorganizzare un sistema ancora più fraudolento di quello attuale. Spacciandocelo come una necessità per regolare il mercato. Che invece ha bisogno semplicemente di un regolatore indipendente, neutrale, unico e assoluto: una moneta-merce bene-reale impossibile da contraffare, accettata da tutti, senza confini di tempo e di spazio, unico baluardo a difesa della proprietà privata e delle libertà economiche.

    Se vogliono continuare a sopravvivere a spese nostre è inevitabile che arrivino presto o tardi a una soluzione. truffaldina come tutte quelle che finora l'hanno preceduta. Il parassita da solo non è in grado di mantenersi. Ha bisogno del corpo ospitante. E quel corpo da succhiare fino all'ultima goccia, siamo tutti noi, con la nostra ignoranza economica e soprattutto monetaria.

    A ognuna delle tappe sopra citate, la gente è stata ingannata infatti in maniera esemplare. Ogni volta in maniera più facile della precedente. In maniera inversamente proporzionale alla presunta cultura economica della massa. Per assurdo era più difficile che infinocchiassero il contadino bifolco del diciannovesimo secolo.

    Negli ultimi 36 anni hanno gabbato fior di masterizzati in economia, insegnandogli le stupidaggini prima di un uomo economicamente ignorante, Keynes, che nelle sue ridicole teorie legittimava quella collusione dal punto di vista dello stato, poi quelle di Friedman, che rafforzava la stessa collusione in maniera però speculare rispetto alla precedente, questa volta dal punto di vista del gestore monetario.

    Non è un caso che il nobel sia stato dato qualche giorno fa a un Neo Keynesiano. Si torna indietro anzi che andare avanti. Stanno preparando il terreno per il colpo finale.


    fonte: Usemlab

    Se vedòm!
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  10. #10
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    Larth, ma tu sei convinto che gli aiuti di stato la Fiat li spenderà in Itaglia?
    Come al solito li utilizzerà per potenziare la produzione negli stabilimenti che ha all' estero.
    Con buona pace di Fiom, Uil, Cisl, Cgil caz e fig

 

 
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