talvolta alcuni problemi possono essere affrontati per vie paradossali, per vedere se le soluzioni correnti siano o no davvero sensate.. vorrei prendere in considerazione un caso attuale e trasformarlo in paradosso, per poi trarne delle conclusioni:

Eluana Englaro, in coma da 16 anni,è tenuta in vita in maniera artificiale; si trova in coma vegetativo.

Mentre il padre, seguendo alla lettera la volontà della figlia, vorrebbe interrompere l'uso delle macchine e PORTARE LA FIGLIA VERSO UNA MORTE NATURALE (e questo è un distinguo fondamentale rispetto alla EUTANASIA, che è invece la pratica di indirre attivamente la morte per evitare ulteriori sofferenze giudicate insopportabili), la Chiesa afferma che la vita va promossa e tutelata con ogni mezzo, e quindi le macchine che VICARIANO funzioni vitali ormai assenti nel corpo della ragazza, non possono essere staccate.

veniamo al paradosso: non è forse inimmaginabile pensare ad un futuro più o meno remoto in cui la medicina abbia i mezzi non dico per renderci invulnerabili, ma per lo meno imperituri: basta pensare a tecniche rigenerative avanzate di tutti i tipi di tessuto che potrebbero essere sviluppate a breve.. (e in ogni caso, ai fini di un esperimento mentale non ci interessa la fattibilità pratica della cosa ma solo considerarla in linea di principio). in quel caso, una Eluana Englaro del futuro, a opinione della Chiesa, dovrebbe sostare in coma vegetativo "in eterno" qualora la tecnina lo consentisse? questo prefigurerebbe un paradosso, visto che il fine del cristiano è vivere in funzione della vera esistenza da compiere dopo la morte. Ma allora, come farebbe la Chiesa a stabilire il confine tra cure e sostentamenti eccessivi e non eccessivi? Non potrebbe se non con un atto del tutto arbitrario e quindi sottoposto al "capriccio" di chi si troverebbe a decidere. Come dire che si diventa maggiorenni a 18 anni invece che a 20..
Ecco perché ho l'impressione che l'atteggimaneto della chiesa di fronte a casi come questi sia davvero incomprensibile e addirittura mi paia del tutto contrario ai suoi principi.. mi sembra che promuova una barbarie e un accanimento terapeutico che ripeto, non ha NULLA a che fare con il suicidio o con l'eutanasia..

si tratterebbe quindi di tutelare la vita terrena A SCAPITO di quella celeste.. la Chiesa, che ha cancellato il limbo dall'ultraterreno lo vuol forse creare in terra?