Oggi è il 9 maggio, Giornata dell'Europa. Non abbiamo trovato nulla di europeistico nella rete, in nessuna delle lingue che conosciamo, eccetto un articolo in esperanto.


Oggi è il 9 maggio, Giornata dell'Europa. Non abbiamo trovato nulla di europeistico nella rete, in nessuna delle lingue che conosciamo, eccetto un articolo in esperanto.


Episodio emblematico; ma anche stimolo a porre il problema europeo e quello della democrazia linguistica ( ma anche più semplicemente l'esigenza che si discuta di politica linguistica senza dar nulla per scontato) tra gli argomenti di studio per un repubblicanesimo rinnovato.


L'emblematicità dell'episodio riveste due aspetti distinti, anche se collegati. Il primo è quello della politica linguistica europea, che si mantiene distinta dal modello della "melting pot" statunitense. Il secondo è quello della costruzione del civismo europeo.
Per il primo alcune forze politiche (nell'ELDR, i radicali e il MRE) nella legislatura attuale hanno sostenuto l'opzione dell'esperanto: è una discussione in corso. Per il secondo invece non c'è discussione possibile: se soltanto gli esperantisti ricordano spontaneamente la Giornata Europea, vuol dire che nessuno è più cittadino europeo di loro.