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    Predefinito Dichiarazione finale dell'assemblea dei primati delle Chiese ortodosse

    Dal 10 al 12 ottobre a Istanbul, si è tenuta un'assemblea dei primati delle Chiese ortodosse su invito del patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo. Due vescovi di ciascuna Chiesa sono stati ugualmente invitati. Cinque primati non hanno potuto partecipare per motivi di salute (Serbia, Bulgaria) o per degli impegni già in calendario (Georgia, Romania, Polonia). Questi furono rappresentati da una delegazione. Il 12 ottobre la liturgia fu celebrata da tutti i partecipanti nell cattedrale patriarcale di San Giorgio. Questo stesso giorno una dichiarazione finale è stata resa pubblica. Questa, formulata in 13 punti, annuncia sopratutto la ripresa della preparazione del concilio panortodosso mediante consultazioni interortodosse. Ve la proponiamo qui sotto, nella sua integralità, dal testo francese pubblicato da orthodoxie.com.

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  2. #2
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    Predefinito

    "In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

    1.Per grazia di Dio, i primati e i rappresentanti delle Chiese ortodosse locali si sono riuniti dal 10 al 12 ottobre 2008 al Fanar, su invito e sotto la presidenza del primo tra noi, il patriarca ecumenico Bartolomeo, in occasione della proclamazione di quest' anno come l'anno di san Paolo, apostolo delle Nazioni. Noi abbiamo deliberato nell'amore fraterno sui motivi di preoccupazione della Chiesa ortodossa, e nel partecipare alle fesività di questa occasione, abbiamo celebrato insieme la santa eucarestia nella molto santa chiesa patriarcale del Trono ecumenico, oggi, 12 ottobre 2008, domenica dei santi Padri del settimo concilio ecumenico di Nicea. nel corso di questi giorni, noi siamo stati corroborati dalla verità dei doni della divina Provvidenza ricevuti dall'Apostolo delle Nazioni, che l'hanno reso "strumento scelto" (Atti 9, 15) da Dio e un modello. L'intera Chiesa ortodossa, onorando l'apostolo durante tutto questo anno di grazia del Signore, lo propone ai suoi fedeli come modello della testimonianza contemporanea della nostra fede a "tutti coloro che sono vicini o lontani" (Efesini 2, 17).

    2.la Chiesa ortodossa, avendo interpretato in modo autentico l'insegnamento dell'apostolo delle Nazioni, durante i momenti difficili o pacifici della sua vita storica di duemila anni, può e deve promuovere nel mondo contemporaneo l'insegnamento non solo della restaurazione dell'unità della razza umana tutta intera nel Cristo, ma ugualmente dell'universalità della sua opera di rendenzione, per la cui intermediazione tutte le divisioni del mondo sono superate ed è riaffermata la natura comune di tutti gli esseri umani. Tuttavia, una fedele testimonianza del suo messaggio di redenzione suppone ugualmente
    il superamento dei conflitti interni della Chiesa ortodossa mediante la sedazione delle tensioni nazionaliste, etniche ed ideologiche del passato, perchè è solo in questo modo che la parola ortodossa avrà un impatto efficace sul mondo contemporaneo.

    3. Ispirati dall'insegnamento e dall'opera dell'apostolo Paolo, noi sottolineiamo, ora e prima di tutto, l'importanza della missione per la vita della Chiesa ed in particolare per la diaconia di tutti noi, conformemente all'ultimo comandamento del Signore : "voi sarete miei testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea, nella Samaria, e fino alle estremità della Terra" (Atti 1, 8). L'evangelizzazione del popolo di Dio, ma anche di quelli che non credono affatto in Gesù Cristo, costituisce il dovere supremo della Chiesa. Questo dovere non deve essere fatto in modo aggressivo, o mediante diverse forme di proselitismo, ma con amore, umiltà e rispetto dell'identità di ciascun individuo e della particolarità culturale di ciascun popolo. Tutte le Chiese ortodosse devono contribuire a questo sforzo missionario, rispettando tuttavia l'ordine canonico.

    4. La Chiesa di Cristo oggi compie il suo ministero in un mondo in rapida evoluzione, che è ora diventato interconnesso mediante i mezzi di comunicazione e per lo sviluppo dei mezzi di trasporto e della tecnologia. Parallelamente, la pratica dell'alienazione, delle divisioni e dei conflitti è ugualmente in aumento. I cristiani sottolineano che la sogente di questo stato è l'alienazione dell'uomo da Dio. Nessuna trasformazione delle strutture sociali o delle regole di comportamento bastano per guarire da questa situazione. La Chiesa richiama costantemente il fatto che il combattimento contro il peccato non è possibile che nella cooperazione tra Dio e l'uomo.

    5. In tali circostanze la testimonianza contemporanea dell'ortodossia per i problemi crescenti dell'umanità e del mondo diventa imperativa, non solo per constatare le loro cause, ma anche per confrontare direttamente le conseguenze tragiche che ne conseguono. Le molteplici differenze nazionaliste, etniche, ideologiche e religiose nutrono continuamente i disordini pericolosi, non solo in quello che riguarda l' unità ontologica incontestabile del genere umano, ma anche in quello che riguarda la relazione dell'uomo alla creazione di Dio. La dignità sacra della persona umana è ridotta a delle mnifestazioni particolari dell'individuo" e la sua relazione con il resto della creazione divina è subordinata all'uso arbitrario o all'abuso della creazione stessa. Queste divisioni introducono nel mondo delle ineguaglianze nell'accesso degli individui e dei popoli ai beni della creazione, privano miliardi di persone dei prodotti di base e conducono all'impoverimento della persona umana ; provocano migrazioni massiccie di popolazioni, aggravano le differenze ed i conflitti nazionalisti, religiosi e sociali, e minacciano la tradizionale coesione interna delle società. Le conseguenze di queste divisioni sono ancora più odiose, perchè sonoo inestricabilmente legate alla distruzione dell'ambiente naturale ed alla distruzione dell'ecosistema.

    6. I cristiani ortodossi condividono la responsabilità della crisi contemporanea di questo pianeta con altre persone, sia religiose sia non religiose, perchè essi hanno tollerato senza discernimento l'abuso della libertà umana ed hanno fatto dei compromessi senza opporvisi con la parola della fede. Di conseguenza il loro dovere più grande è quello di contribuire a sormontare le divisioni del mondo. La dottrina cristiana sull'unità ontologica tra l'uomo e la creazione divina, espressa mediante l'intero mistero dell'opera redentrice del Cristo, costituisce il fondamento per l'interpretazione della relazione dell'uomo con Dio e con la creazione.

    7. Gli sforzi tesi ad allontanare la religione dalla vita della società costituiscono la tendenza comune di numerosi stati moderni. Il principio di uno stato laico può essere conservato , ma è inaccettabile interpretare questo principio come una esclusione radicale della religione da tutte le sfere della vita di un popolo.

    8. Lo scarto tra ricchi e poveri si ingrandisce sempre di più in modo spettacolare a causa della crisi finanziaria, provocata dall'attività economica snaturata, priva di ogni dimensione umana ed ormai inutile per i bisogni reali dell'uomo,e per la caccia al profitto dei finanzieri che raggiunge tlvolta delle dimensioni maniache. Una economia vitale è quella che combina l'efficacia con la giustizia e la solidarietà sociale.

    9. Per quanto riguarda la questione della relazione tra fede cristiana e scienze naturali, la Chiesa ortodossa è riuscita ad evitare la tendenza di mettere sotto la sua tutela lo sviluppo della ricerca scientifica e di pronunciarsi per ciascuna problematica scientifica. Dal punto di vista ortodosso, la libertà della ricerca costituisce un dono di Dio all'umanità. Nello stesso tempo, pur affermando questo, l'ortodossia sottolinea i pericoli dissimulati in certe realizzazioni scientifiche, i limiti delle conoscenze scientifiche e l'esistenza di un'altra "conoscenza" che non entra affatto direttamente nella sfera della scienza. Quest'altra "conoscenza" si rivela, a ben guardare, necessaria per porre dei limiti convenienti alla libertà e per una buona utilizzazione dei frutti della scienza basati sul rispetto della dignità umana e la rinuncia all'egocentrismo.

    10. La Chiesa ortodossa stima che il progresso tecnologico ed il progresso economico non debbano affatto condurre alla distruzione dell'ambiente ed all'esaurimento delle risorse naturali. L'ambizione illimitata di soddisfare i desideri materiali conduce all'impoverimento dell'animo umano e dell'ambiente. Non dobbiamo dimenticare che le ricchezze naturali della terra non sono affatto solamente proprietà dell'uomo, ma sopratutto una creazione di Dio : "All'Eterno la terra e quello che contiene, il mondo e coloro che lo abitano !" (Salmo 23,1). Dobbiamo ricordare che non solo la generazione attuale, ma anche le genarazioni future hanno il diritto di avere un diritto alle risorse della natura che il Creatore ci ha accordato.

    11. Sostenendo fermamente tutti gli sforzi pacifici per delle soluzioni giuste ai conflitti che dovessero sorgere, noi rendiamo omaggio alle posizioni delle Chiese della Russia e della Giorgia e la loro cooperazione fraterna nel corso del periodo del recente conflitto militare. In questo modo le due Chiese compiono il dovere della diaconia della riconciliazione. Speriamo che gli sforzi congiunti delle due Chiese contribuiscano a superare le conseguenze tragiche delle operazioni militari e la pronta riconciliazione dei popoli.

    12. Nella crescente confusione della nostra epoca, l'istituzione del matrimonio e della famiglia è di fronte ad una crisi. la Chiesa, in uno spirito di comprensione delle nuove e complesse relazioni sociali, deve trovare il mezzo di sostenere spiritualmente e di incoraggiare la gioventù e le famiglie numerose. Noi volgiamo i nostri pensieri in modo particolare verso i giovani, al fine di chiamarli a partecipare attivamente tanto alla vita sacramentale, quanto alle attività missionarie e sociali della Chiesa, deponendo così nella Chiesa i loro problemi e le loro attese, perchè essi costituiscono non solo il suo avvenire, ma anche il suo presente.

    13. Come primati e rappresentanti della molto santa Chiesa ortodossa, pienamente coscienti della gravità dei problemi ricordati sopra, lavorando per affrontarli senza tardare in tanto che "servitori di Cristo e amministratori dei misteri di Dio" (1Cor. 4, 1) noi proclamiamo dalla cattedra della Chiesa del primo trono e riaffermiamo :
    a) la nostra posizione indeffettibile ed il nostro impegno a preservare l'unità della Chiesa ortodossa, "trasmessa ai santi una volta per tutte" (Giuda 1, 3), la fede dei nostri padri, nella divina eucaristia, nell'osservanza fedele del sistema canonico del governo della Chiesa regolando tutti i problemi che sorgono nelle nostre relazioni scambievoli con uno spirito di amore e di pace.

    b) il nostro desiderio di una rapida guarigione di tutte le anomalie canoniche che sono sorte a causa delle circostanze storiche e dei bisogni pastorali, come nella cosiddetta diaspora ortodossa, al fine di superare tutte le influenze che sono estranee all'ecclesiologia ortodossa. A questo riguardo, noi ci congratuliamo per il proposito del Patriarcato ecumenico di convocare nel 2009 delle consultazioni panortodosse a questo riguardo, così come sulla questione della prosecuzione dei preparativi del santo e grande concilio, a cui saranno invitate tutte leChiese autocefale conformemente all'ordine usuale ed alla pratica delle consultazioni panortodosse precedenti a quelle di Rodi.

    c) il nostro desiderio di proseguire, malgrado tutte le difficoltà, i dialoghi teologici con gli altri cristiani così come mi dialoghi interreligiosi, in paticolare con il giudaismo e con l'islam,essendo un fatto certo che il dialogo costituisce il solo modo di risolvere le differenze tra le persone, in particolare in un'epoca come la nostra, dove tutte le divisioni, ivi comprese quelle in nome della religione, presentano una minaccia per la pace e l'unità degli uomini.

    d) Il nostro sostegno alle iniziative avviate per la protezione dell'ambiente, tanto dal Patriarcato ecumenico, quanto dalle altre Chiese ortodosse. La crisi ecologica di oggi, che è dovuta contemporaneamente a delle ragioni spirituali ed etiche, rende imperativo il contributo della Chiesa mediante i mezzi spirituali che sono a sua disposizione, al fine di proteggere la creazione di Dio contro le conseguenze della bramosia umana. A questo riguardo, noi riaffermiamo l'indicazione del primo settembre, il primo giorno dell'anno ecclesiastico, come giorno speciale di preghiere per la protezione della Creazione di Dio e sosteniamo l'introduzione del soggetto della protezione dell'ambinte nell'attività pastorale, catechetica, omiletica, e generale delle nostre Chiese come accade già per alcune tra esse.

    e) La decisione di procedere alle azioni necessarie al fine di formare un comitato interortodosso per sudiare le questioni della bioetica, sulle quali il mondo attende ugualmente la posizione dell'ortodossia. Indirizzandosi così ai fedeli ortodossi ed al mondo nella sua pienezza, noi preghiamo "ancora e senza sosta"affichè la pace, la giustizia, e l'amore di Dio prevalgano e regnino sulla vita degli uomini.

    "Gloria a colui che può far tutto bene al di là delle nostre domande e dei nostri pensieri, per la sua potenza che agisce in noi, a Lui sia la gloria nella Chiesa e nel Cristo Gesù. Amen" (Ef. 3, 20-21).

    + Bartolomeo di Costantinopoli
    + Teodoro di Alessandria
    + Ignazio di Antiochia
    + Teofilo di Gerusalemme
    + Alessio di Mosca
    + Anfilochio del Montenegro (rappresentante della Chiesa di Serbia)
    + Lorenzo di Transilvania ( rappresentante la Chiesa di Romania)
    + Domiziano di Vidin (rappresentante della Chiesa di Bulgaria)
    + Gerasimo di Zugdidi (rappresentante della Chiesa di Georgia)
    + Crisostomo di Cipro
    + Jerome d'Atene
    + Geremia di Wroclaw (rappresentante della Chiesa di Polonia)
    + Anastasio di Tirana
    + Cristoforo di Cechia e di Slovacchia.

  3. #3
    Prete ortodosso
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    Predefinito

    Grazie Xenia, se non ci fossi, saremmo costretti a inventarti. Come sempre ottimo lavoro. p. Giovanni

 

 
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