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Genocidio in Italia: spunti vari
Se qualcuno ha visto la puntata della trasmissione Ballarò del 14 ottobre 2008, avrà notato che il consueto "editoriale" comico di Maurizio Crozza ha avuto un momento strano, particolare, inatteso forse. Su circa 8 minuti di intervento, il noto comico ligure ne ha dedicato quasi tre alla questione della natalità, in particolare riferendosi alla sua Liguria. Con toni allarmati e dolenti, senza praticamente voler far ridere, Crozza ha riferito di quanti pochi bambini nascano in Italia e in Liguria; di come la Liguria sia pericolosamente "all'avanguardia" nel suo essere una terra di soli anziani (6 ultrasettantenni per ogni bambino); una terra che si "sta lasciando morire". Crozza non cita gli immigrati (non sappiamo che idee abbia e non è comunque questo il punto); non dice che gli immigrati sono il futuro o altre porcate simili; non inneggia al genocidio degli autoctoni (secondo le parole d'ordine di molti esponenti dell'associazionismo cattolico o laico, delle élites ebraiche o cristiane, del mondo politico "liberale" o di "sinistra"). Semplicemente, Crozza parla della sua terra e della sua gente, invitando a fare più figli (per inciso: ovviamente, bravo Crozza!).
Qui potete vedere tutto lo spezzone (la parte che ci interessa inizia verso il minuto 3'44''):
Editoriale comico di Maurizio Crozza (Ballarò del 14 ottobre 2008)
Perchè abbiamo fatto questa introduzione? Avete presente la questione delle sagome di legno ridipinte di bianco in provincia di Varese? Nel comune di Brinzio, studenti della scuola elementare hanno dipinto le sagome per un progetto sulla sicurezza stradale e l'hanno fatto ritraendo bambini bianchi e non. In seguito, qualcuno ha pensato di ridipingere di bianco quelle di altro colore [foto sopra].
In seguito a ciò, il solito grottesco teatrino, con accuse di "razzismo" e con una lettera scritta dagli scolari per criticare quanto avvenuto (ma si sa, le lettere dei bambini delle elementari sono sempre frutto dell'impulso di genitori o insegnanti).
Razzismo? Ma stiamo scherzando!? Non sappiamo quanti immigrati ci siano a Brinzio, ma si tratta di un comune di meno di 1000 abitanti. Che necessità c'è di dipingere "altre" facce, se non quelle dei propri bambini?
Tutti invece urlano al "razzismo"! Patetici! Ma il razzismo, quello vero, è l'atteggiamento di dismissione della propria identità, anche etnica, anche fenotipica, oltre che culturale, in favore di una ideologia artificiale e genocida. Chi ha ridipinto le sagome non ha colpito persone, neanche simbolicamente, bensì ha ridato visibilità ai bambini autoctoni di Brinzio, depauperati della loro centralità (vogliamo parlare delle sciagurate maestre che hanno loro consigliato di dipingere "altre" facce?).
Chi ha ridipinto di bianco non è un "razzista", semmai è un rivoltoso. La sua è una protesta, civile e immaginifica, contro l'annullamento delle identità autoctone e contro la vera e propria messa a morte che numerosi (troppi) ambienti di pensiero hanno decretato nei confronti dei bambini italiani. Leggetevi gli articoli successivi, pubblicati lo scorso agosto sul "progressista" L'Espresso (settimanale, tra l'altro, sempre amichevole con gli immigrati). Leggetevi il quadro che dà della genitorialità, contrapposta all'assenza di figli.
Perchè questo è il punto, non le accuse di "razzismo" attuate da sciocche maestre indifferenti all'identità dei propri alunni. Il punto è la pericolosa presenza di una generazione di pensatori, polemisti, studiosi, ricercatori e quant'altro, che difende stili di vita individualisti nel senso più deteriore, egoisti sino al solipsismo, e genocidi.
Una generazione che oscilla solo tra le preoccupazioni per sè e quelle per qualche immigrato utile solo per il teatrino ideologico dei "diritti umani", ma non per valori più importanti come rispetto dei diritti nel mondo del lavoro, preservazione dell'identità, costruzione di un atteggiamento positivo verso il proprio futuro.
L'Espresso, che dà spazio a deliri solipsistici, dove i bambini sono solo intralci per fasulle realizzazioni alternative alla famiglia con figli, è lo stesso settimanale che si prodiga nel dipingere come positivo l'arrivo di decine di migliaia di stranieri, perchè gli italiani non farebbero più figli, in un circolo vizioso di odio contro gli autoctoni ed esaltazione degli stranieri, che, ovviamente, nasconde solo gli interessi di limitate élites. Un punto di uno degli articoli è chiarissimo, ma non sembra colpire molto i redattori (nè gli stessi studiosi): la famiglia con figli diventa quasi una prigione in una società come quella occidentale, basata sul narcisismo e sull'individualismo. Capite? Siccome la società è la porcheria che sappiamo, i figli (ossia gli unici innocenti) sono il problema! Questo è il ragionamento di molte delle élites che comandano o dominano gli ambienti della ricerca. La loro società (quella che poi è colpevole della crisi economica attuale) richiede egoismo, perciò i figli sono un intralcio. Al limite vanno bene quelli degli stranieri, soprattutto se questi arrivano senza troppe pretese (perchè avendole non sarebbero più in linea con i desiderata delle élites). Quando L'Espresso o altri esaltano questo genere di vita, di egoismo, di disinteresse per la natalità e per i piccoli italiani, esaltano una società mortifera, aggravata ulteriormente dall'arrivo continuo degli immigrati.
Bisogna non solo rendersi conto di questo e incominciare a vivere, votare, acquistare, polemizzare, ecc., avendo sempre più presente cosa e chi metta a repentaglio i nostri popoli, ma anche incominciare a chiamare le cose con i loro nomi: oggi, in Italia, è in atto un GENOCIDIO. Gli autoctoni d'Italia sono messi in pericolo dalle scelte delle élites economico-finanziarie, politiche, religiose e culturali. Dette élites andrebbero identificate in due soli modi: TRADITRICI o NEMICHE.
Per la questione, vedere anche gli articoli del 14 aprile 2006 e del 14 settembre 2007
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