secondo voi un vero cristiano dovrebbe gioire dell'eventuale crollo o almeno di un serio ridimensionamento dell'attuale sistema economico-finanziario che ci riavvicini nuovamente al Vangelo e al mondo che verrà?


secondo voi un vero cristiano dovrebbe gioire dell'eventuale crollo o almeno di un serio ridimensionamento dell'attuale sistema economico-finanziario che ci riavvicini nuovamente al Vangelo e al mondo che verrà?




La domanda mi sembra mal posta. Dal mio punto di vista un "vero" cristiano non ha nessun motivo di gioire per quello che sta succedendo nel mondo finanziario e sono oltremodo scettico che questa crisi possa riavvicinarci al Vangelo. Se poi mi dici che le avversità talvolta possono riavvicinare i singoli alla fede posso essere anche d'accordo, ma allora dovremmo pure gioire per un terremoto e non mi sembra proprio il caso.
Mi spiace, ma mi sembra una visione cattopauperistica ben diversa da ciò che ha detto Benedetto XVI.


E' un po presto per parlarne.
Prima bisogna che il crollo accada veramente, poi che per davvero dalla sua caduta nasca un nuovo sistema economico che possa guarire la fame e le sofferenze e riavvicinare la gente al Vangelo.
Una volta che si fossero realizzate tutte queste condizioni si potrebbe anche gioire, ma mi sembra una eventualità molto lontana.


Assolutamente no... come si potrebbe gioire del fatto che milioni di persone rischiano di vedere la loro vita peggiorare pesantemente?
Ho molti dubbi tra l'altro sul fatto che le avversita' avvicinino sempre la gente al bene, a Dio e all'amore fraterno. Per qualcuno e' cosi', ma per molti le avversita' invece riavvicinano all'odio. Infatti l'ultima volta che l'economia e' crollata, che cosa ne e' nato? Il nazismo, il fascismo, e una nuova guerra mondiale
Speriamo e preghiamo che piu' si va avanti nella storia dell'umanita' e piu' la gente riesca a fare in modo che le conseguenze delle grandi crisi siano sempre meno malvagie delle precedenti. Speriamo e preghiamo che da questo nuovo crollo non si torni indietro di 70 anni, ma piuttosto ne nasca un'economia piu' giusta per tutto il mondo (e non solo per noi). D'altronde l'economia degli ultimi 70 anni, anche se oggi crolla e anche se per molti versi ha fatto schifo (avendo causato ancora molte guerre, ma soprattutto avendo strangolato i paesi di mezzo mondo per far ingrassarne pochi ben oltre le loro necessita'), e' stata pur sempre migliore di quella precedente che era pesantemente basata sulla schiavitu', che a sua volta probabilmente era un leggero miglioramento su quella ancora precedente basata solo sulle razzíe e i genocidi.
Si puo' gioire delle nuove opportunita', e si puo' gioire del fatto che muoiano le vecchie ingiustizie e quella parte di "valori" occidentali che si sono rivelati falsi e malevoli. Ma certamente non si puo' gioire della sofferenza personale che molti dovranno passare per le colpe degli altri, e nemmeno si puo' gioire se soffriranno i colpevoli stessi.
Invece oggi di agitare il cappio in faccia ai colpevoli ridendo delle loro sventure, forse dovremmo piuttosto andare a chiedere cristianamente scusa a tutti quelli che per decenni hanno messo in guardia dai pericoli di un'economia troppo basata sull'avidita', e che si sono presi gli insulti e talvolta anche bastonate (non metaforiche) per essere dei "rompicoglioni" o dei comunisti.![]()


Dovrebbe esultare.




Devo confessare che la tentazione di gioire è forte.
Perché questo sistema economico (o meglio, finanziario) è iniquo (ma il termine è un eufemismo: Dante avrebbe usato terzine di fuoco per questa feccia usuraia!);
perché mi sono stancato di vederli trionfare sulla politica, sulla società, su tutto, e pur di vederli col culo in terra sarei tentato di dire come Sansone nel far crollare il palazzo;
perché, come accenna l'iniziatore del thread, sono ansioso di 'nuovo', di compimento delle promesse, di riavvicinamento ...;
perché ...
Ma poi,
riflettendo meglio,
mi chiedo se in caso di crollo generale della finanza sarebbero veramente i responsabili a pagare, o non piuttosto (e ancora una volta) coloro che non c'entrano (e solo quelli, o perlomeno i pesci piccoli : vedasi p.es. gli acquisti di Abramovic l'oligarca in questi giorni di crisi);
mi chiedo se possiamo veramente sapere che cosa ci aspetta nel caso di un cambiamento di scenario così repentino (povertà evangelica e ridimensionamento dell'economicismo ... o non piuttosto dittature populiste, o altri scenari imprevedibili e peggiori ...?);
e allora ...
...
alla fine mi chiedo,
se non sia meglio non farsi tante domande, non buttarsi nelle previsioni e negli agoni,
e fare il nostro dovere di sempre.
Con l'unica certezza che è solo Lui a sapere che cosa è giusto che accada.